Achille Lauro, il cowboy in pizzo nero che sfida l'Italia con il toro Roberta
di Luigi Bolognini , di Luigi BologniniTORINO - Se l'Eurovision venisse vinto dal rappresentante di San Marino sarebbe divertente per due motivi. Primo, il pensiero della piccola Repubblica costretta a ospitare l'edizione 2023 e quindi a più che raddoppiare la popolazione, che è di 33mila persone, mentre questo festival ne muove 40mila tra cantanti, giornalisti, addetti ai lavori e turisti. Secondo, parliamo di un posto che cerca di essere il più possibile simile a una città medievale. E il suo rappresentante è Achille Lauro, uno che il Medioevo (quello dei cervelli e della morale) lo combatte con la contemporaneità, ovvero con sfrontatezza, trasgressione ed eccesso, anche in eccesso a volte, perché esiste anche l'eccesso di eccesso.
TORINO - Se l'Eurovision venisse vinto dal rappresentante di San Marino sarebbe divertente per due motivi. Primo, il pensiero della piccola Repubblica costretta a ospitare l'edizione 2023 e quindi a più che raddoppiare la popolazione, che è di 33mila persone, mentre questo festival ne muove 40mila tra cantanti, giornalisti, addetti ai lavori e turisti. Secondo, parliamo di un posto che cerca di essere il più possibile simile a una città medievale. E il suo rappresentante è Achille Lauro, uno che il Medioevo (quello dei cervelli e della morale) lo combatte con la contemporaneità, ovvero con sfrontatezza, trasgressione ed eccesso, anche in eccesso a volte, perché esiste anche l'eccesso di eccesso.
Aggiungiamoci per l'appunto delle prove flamboyant. In senso letterale, visto che qua e là partono anche robuste vampate di fuoco. E in senso metaforico, visto come si veste per interpretare la canzone Stripper: tutina nera completamente trasparente, con slip sgambati e copricapezzoli a stella, lungo boa nero, stivali da cowboy decoratissimi, cappellone di camoscio, trucco pesantissimo. E toro da cavalcare. Toro finto, ovviamente, di quelli da luna park, dove ci si mette in sella e si tenta di non farsi sbalzare, tutto rivestito di rosso tipo divano, e che si chiama Roberta. Un toro gender fluid insomma, e il dettaglio non stupisce più di tanto. D'altronde Stripper racconta la storia d'amore tra uno spogliarellista e una donna cowboy. Forse non esattamente una storia di tutti i giorni. Ma lui risponde che il brano "è libero come voglio essere, liberi come bisogna essere".
Giovedì sera sapremo se passerà le semifinali e se lo rivedremo sabato, ma i dubbi sono pochi e comunque già esserci e fare parlare nuovamente di sé è la vittoria più importante per uno che vive di cliccate e di like ancor più che di introiti della canzoni. Per questo si sta preparando in modo particolarmente meticoloso: gli eccessi che canta e che magari vive davvero anche nel privato (e che comunque sarebbero fatti suoi) li abbandona quando si tratta di lavoro.
E anche a Torino è così: attenzione estrema a ogni dettaglio, in primo piano il look, rispetto degli impegni istituzionali, legati alla manifestazione, a cominciare dalle conferenze stampa d'obbligo, ma nulla più. Niente interviste, per esempio. Maniacale e monacale: il resto è riposo in albergo. Ecco, giusto ieri mattina sul presto è stato avvistato a fare una passeggiata al parco del Valentino. Ma chissà poi se era veramente lui: in giro è pieno di ragazzi che gli assomigliano, per look, trucco e tatuaggi. In attesa di sapere come andrà l'Eurovision, questa è forse la sua vera vittoria.