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Maneskin a Eurovision con il nuovo singolo 'Supermodel': "L'inizio della nuova musica che verrà"

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La band, vincitrice dell'edizione 2021 del contest, torna sul palco che l'ha lanciata nel mondo. Damiano: "Auguro al vincitore più fortuna di quella che abbiamo avuto noi"
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TORINO - L’omaggio a Presley era scritto nelle stelle: «Io e Elvis siamo nati lo stesso giorno dello stesso mese» dice illuminandosi in volto Damiano dei Måneskin, una ragione in più per ricordare il Re del rock’n’roll sul palco dell’Eurovision. A un anno dalla vittoria a Rotterdam e dopo dodici mesi di successi ininterrotti, la band romana torna a cantare sul palco che li ha catapultati nelle classifiche mondiali. 

Nell’hotel NH Santo Stefano in cui alloggiano, Damiano si muove con una stampella dopo un piccolo incidente accaduto ieri pomeriggio sul set di Londra dove è stato girato il video di Supermodel, il singolo appena uscito che presenteranno sul palco. A poche ore dalle prove per la loro esibizione di stasera al PalaOlimpico i vincitori dell’Eurovision 2021 con Zitti e buoni raccontano questo incredibile anno che li ha portati sul tett…

TORINO - L’omaggio a Presley era scritto nelle stelle: «Io e Elvis siamo nati lo stesso giorno dello stesso mese» dice illuminandosi in volto Damiano dei Måneskin, una ragione in più per ricordare il Re del rock’n’roll sul palco dell’Eurovision. A un anno dalla vittoria a Rotterdam e dopo dodici mesi di successi ininterrotti, la band romana torna a cantare sul palco che li ha catapultati nelle classifiche mondiali. 

Nell’hotel NH Santo Stefano in cui alloggiano, Damiano si muove con una stampella dopo un piccolo incidente accaduto ieri pomeriggio sul set di Londra dove è stato girato il video di Supermodel, il singolo appena uscito che presenteranno sul palco. A poche ore dalle prove per la loro esibizione di stasera al PalaOlimpico i vincitori dell’Eurovision 2021 con Zitti e buoni raccontano questo incredibile anno che li ha portati sul tetto del mondo. 

Damiano, non ci voleva proprio questo piccolo incidente. 
«In qualche modo farò, stringo i denti, ma tranquilli: ho fatto concerti in condizioni peggiori, una volta addirittura con la spalla che mi usciva, figuriamoci se mi faccio fermare da una piccola distorsione alla caviglia». 

 La copertina del nuovo singolo 'Supermodel' 
Com’è stato l’anno che avete vissuto? 
«Un anno davvero incredibile, siamo orgogliosi e felici per quanto abbiamo realizzato. L’Eurovision è stato il primo capitolo di una nuova carriera, ora speriamo soltanto di fare una bella performance su questo palco che si è dimostrato così importante per noi. Anzi, auguro a chi vincerà questa edizione di avere ancora più fortuna di quanta non ne abbiamo ottenuta noi». 

Avreste mai immaginato, un anno fa, che dopo la vittoria a Sanremo proprio l’Eurovision vi avrebbe proiettati nel mondo? 
«Mai nella vita, ma questo l’ha reso ancora più bello, siamo venuti senza aspettative, solo per portare ciò che siamo e far ascoltare la nostra musica. Anche per avere una visibilità diversa, oltre che più ampia. L’Eurovision ci ha garantito qualcosa che prima per noi era impossibile anche solo pensare. Siamo ovviamente molto contenti per come sia andata e anche che l’Eurovision grazie a noi abbia preso più appeal tra i ragazzi. Del resto, non c’è nel mondo competizione musicale più grande di questa». 

Coachella: i momenti indimenticabili della performance dei Maneskin

Pensa che quanto avete vissuto vi abbia cambiato? 
«Se hai una bella confidenza con ciò che fai e con le persone con cui lo fai, allora puoi essere davvero chi vuoi e portare ovunque questa tua attitudine, nei concerti, sul palco del Festival di Sanremo, all’Eurovision Song Contest o nei tour internazionali. L’importante è che tu condivida sempre tutto questo con chi ti trovi di fronte». 

Al Coachella lei ha gridato “Fuck Putin”, lo ripeterà stasera?
«Lo ridirei ovunque, e sono rimasto sconcertato per la reazione che c’è stata: non si possono avere sfumature, questa è una guerra ingiustificata, Putin è un dittatore e un tiranno dei tempi moderni. Ma qui c’è una band ucraina e conta che si esprima chi parla per esperienza diretta». 

A proposito: danno tutti per certa la vittoria della Kalush Orchestra. cosa ne pensate? 
Victoria: «Gran parte del voto viene espresso dalle persone che seguono la gara da casa e sarebbe dunque un bel messaggio di sostegno all’Ucraina se votassero in massa per loro. Chi vota, potrà in questo modo anche mandare un preciso messaggio che supera la musica». 

È l’occasione giusta per presentare il nuovo singolo. Per l’omaggio a Elvis cosa potete anticipare? 
Damiano: «Non vogliamo rovinare la sorpresa di cosa suoneremo. E siamo eccitati per Supermodel. Credo che proprio come l’Eurovision è stato per noi l’inizio di un nuovo capitolo, così questo singolo rappresenta l’inizio della nuova musica che verrà». 

“Supermodel” racconta di una ragazza ossessionata dalla celebrità, avete mai vissuto un sentimento simile? 
Damiano: «Non posso parlare per tutti e quattro, ma io la vivo molto questa cosa. Dopo ogni concerto stacco la spina e torno alla vita reale, questo è l’unico modo per restare sani, non puoi credere che 20 mila persone gridino tutti i giorni per te, altrimenti vai fuori di testa. Però nei Måneskin siamo in quattro e ognuno la vive a modo suo. È sicuro però che appena uno di noi si monta la testa e fa un po’ il galletto viene immediatamente umiliato dagli altri tre».

Non credete che il periodo in Usa vi abbia protetto dall’assalto della notorietà che avreste subito in Italia? 
Victoria: «In America abbiamo vissuto più liberi, è stato molto bello poter stare a Los Angeles come un giovane americano qualsiasi. Qui di sicuro non possiamo più fare la pipì per strada come ci è accaduto lì...». 
Damiano: «...però poi in America può succedere che ti arrestino».