Kitsch o trash conta solo l’effetto sorpresa
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaSeconda serata e tutto si accartoccia un po', di già. Previsto, in quanto è solo un passaggio d'attesa su sabato sera, quando tutto andrà a posto tra Måneskin, pathos da gara, lunghezza quasi sanremese e lo strepitoso meccanismo delle votazioni finali - una delle cose più televisive mai inventate.
Intanto, commoventi gli sforzi per decidere se c'è ancora il trash, se è passato di qui il kitsch o come diavolo bisogna chiamare tutto questo. Ma quello che conta è che il grande pubblico non sa nulla di alcun cantante - ed è un bene - a ogni finir di canzone (quasi tutte da Daspo agli autori) non sa se ne arriverà uno lagnoso oppure una matta da legare, o una tristissima e intenzionata a fartelo pesare.
Quindi è fattore sorpresa ogni volta, mentre luci e colori e spruzzi d'artificio si sprecano. Avvertenza per il pubblico in là con gli anni (TeamGigliola): evitare di ripetere che tizi…
Seconda serata e tutto si accartoccia un po', di già. Previsto, in quanto è solo un passaggio d'attesa su sabato sera, quando tutto andrà a posto tra Måneskin, pathos da gara, lunghezza quasi sanremese e lo strepitoso meccanismo delle votazioni finali - una delle cose più televisive mai inventate.
Intanto, commoventi gli sforzi per decidere se c'è ancora il trash, se è passato di qui il kitsch o come diavolo bisogna chiamare tutto questo. Ma quello che conta è che il grande pubblico non sa nulla di alcun cantante - ed è un bene - a ogni finir di canzone (quasi tutte da Daspo agli autori) non sa se ne arriverà uno lagnoso oppure una matta da legare, o una tristissima e intenzionata a fartelo pesare.
Quindi è fattore sorpresa ogni volta, mentre luci e colori e spruzzi d'artificio si sprecano. Avvertenza per il pubblico in là con gli anni (TeamGigliola): evitare di ripetere che tizio sarà trasgressivo ma ai tempi Alberto Camerini, allora, era Andy Warhol. Non serve a nulla, si fa una figura da babbioni e se anche un giovane ascoltasse ti guarderebbe vacuo, pensando cose irriferibili.