Kalush Orchestra, il boato che accoglie la vittoria all'Eurovision: per una notte Torino diventa l'Ucraina
di Maurizio Crosetti , di Maurizio CrosettiTORINO – In quel lembo di Ucraina chiamato Torino, si è ballato fino alla fine di una notte mai finita. Sembrava solo un festival musicale, è stata l’estensione di una terra dolente e la moltiplicazione di una speranza possibile, quasi un dovere per l’intera comunità civile. Torino è diventata Ucraina in ogni sua piazza, le più grandi e storiche (Vittorio, Castello, San Carlo) e le più piccole, gli angoli di San Salvario e Santa Giulia, Porta Palazzo e Santa Rita, ma specialmente i due cuori pulsanti dell’Eurovision: il Pala Olimpico e il Parco del Valentino, cioè l’Hyde Park sabaudo che ha deciso che vuol vivere di musica.
Eurovision 2022, ucraini in festa al Village di Torino, si canta "Stefania" tra baci e abbracci
TORINO – In quel lembo di Ucraina chiamato Torino, si è ballato fino alla fine di una notte mai finita. Sembrava solo un festival musicale, è stata l’estensione di una terra dolente e la moltiplicazione di una speranza possibile, quasi un dovere per l’intera comunità civile. Torino è diventata Ucraina in ogni sua piazza, le più grandi e storiche (Vittorio, Castello, San Carlo) e le più piccole, gli angoli di San Salvario e Santa Giulia, Porta Palazzo e Santa Rita, ma specialmente i due cuori pulsanti dell’Eurovision: il Pala Olimpico e il Parco del Valentino, cioè l’Hyde Park sabaudo che ha deciso che vuol vivere di musica.
Eurovision 2022, ucraini in festa al Village di Torino, si canta "Stefania" tra baci e abbracci
Eurovision, l'esultanza del commentatore tv ucraino in onda dal bunker
La città è stata totalmente ucraina per una settimana, nel senso dell’aggettivo ma anche della nazione. I duemila ucraini che vivono a Torino e i 10 mila che hanno scelto il Piemonte per lavorare – una comunità molto coesa, composta per lo più di badanti e operai, infermiere e addetti alle pulizie – si sono sentiti parte di un paese molto più grande, forse un po’ meno soli. Un gemellaggio non soltanto emotivo, persino cromatico dal momento che i colori di Torino sono il giallo e il blu, come quelli dell’Ucraina. E l’esplosione progressiva di queste tinte è diventato l’esatto simbolo della fusione: un solo paese, due sfumature per tutti. Qui a Torino, Ukraina. E adesso si proverà a organizzare l’Eurovision 2023 a Mariupol. Come, e soprattutto perché, lo spiegano le parole della canzone che ha vinto: “Troverò sempre la strada di casa/anche se tutte le strade sono distrutte”.
La Kalush Orchestra: "Gloria all'Ucraina. Pronti a combattere"
Dunque, in piedi per la Kalush, a ballare e piangere sotto gli alberi del Valentino con le bandiere che si fanno mantelli, gonne, bandane in un chiaro anticipo d’estate. Una vertigine che dall’inizio della guerra nessun ucraino aveva neppure potuto immaginare, mentre in questa strana sospensione del dolore ha preso forma per durare, per restare un poco di più. Baci e abbracci con tutti, nelle strade torinesi di una notte che non ha avuto sconfitti.