Vasco Rossi, il tour al via: un abbraccio lungo una notte. "Siamo vivi e sani"
dal nostro inviato Carlo Moretti , dal nostro inviato Carlo MorettiTrento - "Fuck the war, 'fanculo la guerra, facciamo l'amore, facciamo la pace": è un Vasco convintamente pacifista quello che accoglie i 120 mila fan alla Trentino Music Arena per l'apertura del suo tour. Undici date già sold out per più di 660 mila spettatori e un debutto, quello di ieri nella radura di "27 ettari di rock" a San Vincenzo, alle porte di Trento, che vale anche come uno squillo di tromba per la ripresa dei grandi concerti dopo due anni di ristrettezze per la pandemia. Lo sottolinea Vasco: "Dopo il Covid è arrivata anche la guerra. Ma noi siamo contro la guerra, contro tutte le guerre, perché tutte le guerre sono contro la civiltà e contro l'umanità, sono contro i bambini, le donne, gli anziani. La musica è contro la guerra, e allora pace, amore e musica, date una chance alla pace".
Trento - "Fuck the war, 'fanculo la guerra, facciamo l'amore, facciamo la pace": è un Vasco convintamente pacifista quello che accoglie i 120 mila fan alla Trentino Music Arena per l'apertura del suo tour. Undici date già sold out per più di 660 mila spettatori e un debutto, quello di ieri nella radura di "27 ettari di rock" a San Vincenzo, alle porte di Trento, che vale anche come uno squillo di tromba per la ripresa dei grandi concerti dopo due anni di ristrettezze per la pandemia. Lo sottolinea Vasco: "Dopo il Covid è arrivata anche la guerra. Ma noi siamo contro la guerra, contro tutte le guerre, perché tutte le guerre sono contro la civiltà e contro l'umanità, sono contro i bambini, le donne, gli anziani. La musica è contro la guerra, e allora pace, amore e musica, date una chance alla pace".
Dopo l'anteprima di giovedì riservata ai 15 mila iscritti al fan club, ieri Trento, 118 mila abitanti, ha aperto le sue porte per accogliere un'altra città nella città: più di 120 mila spettatori in arrivo da tutta Italia nel nome del Blasco. A migliaia si sono accampati con tende e sacchi a pelo per accaparrarsi il posto migliore all'apertura dei cancelli. Nella valle già dal mattino risuonava l'inno tipico dei fan del Blasco e l'"Olè olè olè olè, Va-sco, Va-sco" si è alzato anche alle 18 quando il Komandante è arrivato in elicottero dal ritiro blindato a mille metri di altezza di Fai della Paganella.
Inizio con mezz'ora di ritardo alle 21 e 30 per il traffico in tilt, il pubblico come un fiume a piedi sulla tangenziale per arrivare in tempo all'Arena. "Finalmente siamo di nuovo insieme! Vivi, sani e lucidi!", urla Vasco. Si parte con XI comandamento, il brano che apre anche il nuovo disco. Il palco è impressionante: una schermo di 1250 metri quadrati alto come un palazzo di nove piani che corre lungo tutta la scena e ricorda lo schermo curvo visto nell'ultimo tour degli U2, soprattutto per le immagini in bianco e nero girate da Pepsi Romanov nel deserto del Mojave che ricordano quelle girate da Anton Corbijn per Bono e soci.
La prima parte è un mix di durezza e leggerezza in cui si esalta la novità di questo tour, ovvero la sezione fiati che sostiene L'uomo più semplice e i brani funky che Vasco recupera dagli anni Ottanta: Amore... aiuto e ...Muoviti! Ma, soprattutto, all'inizio Vasco sottolinea la felicità dell'abbraccio con il suo pubblico: "Finalmente ricominciano i concerti, torniamo a divertirci, a sognare, a ballare, ad assembrarci e... ad accoppiarci". Prima di Se ti potessi dire, dal nuovo album, sottolinea: "Questa canzone erano tre anni che volevo cantarla".
Poi, dopo la leggerezza della prima parte e un interludio affidato alla percussionista e corista Beatrice Antolini, per la seconda Vasco decide di infilare i suoi pezzi da novanta e aggredisce il suo pubblico al cuore. Ha pensato la scaletta come un continuo saliscendi e un dentro/fuori la realtà: "Entriamo nel mondo dei social", dice prima di Tu ce l'hai con me, "e adesso torniamo nel mondo reale" aggiunge prima di C'è chi dice no, arricchita da due bellissimi assoli di Vince Pastano e Stef Burns. Prima di cantare Un senso dice: "È fantastico rivedervi, ormai non ci credevo neanche più: è stata lunga e anche dura, eh?". Su Gli spari sopra, sottolineata dalle immagini di una piovra, la mente va alla guerra ma anche all'orso M49 che riposa in una gabbia a un paio di chilometri da qui, forse sedato come annunciato per evitargli lo stress dei 750mila watt dell'amplificazione, e certo di spari sopra ne ha rischiati ed evitati tanti anche lui, dopo la fuga e la nuova cattura.
Vasco ha ritrovato il suo popolo. Prima di salire sul palco aveva detto: "Ieri sera mi sono goduto lo spettacolo, stasera spero di essere più presente". Su Senza parole lo schermo proietta le immagini del suo libro La versione di Vasco in fiamme: brucia la pagina in cui c'è scritto "il loro entusiasmo è la mia benzina", sarà racchiuso in questa frase il segreto dell'energia dei suoi 70 anni, vissuti ancora a tutto rock.