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Fedez, 'La dolce vita' e quella pazza nostalgia degli Anni 60

Tananai, Fedez e Mara Sattei 
Il nuovo singolo dell'artista con Tananai e Mara Sattei è un omaggio all'epoca di Gino Paoli e Edoardo Vianello. Ma che cos'ha di speciale per diventare oggetto del desiderio-revival di questi anni oscuri?
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Mancava un bollo definitivo, inoppugnabile. E arriva con La dolce vita cantata da Fedez, Tananai e Mara Sattei, dalla mezzanotte in vendita in tutti i rivenditori vintage del mondo, comprese le piattaforme digitali. Che avessimo bisogno di “vibes” anni Sessanta la nuova musica ce lo sta dicendo da un bel po’, ce lo ha detto Madame col suo singolo L’eccezione, ce lo dicono i terzinati e i giri del Do che spuntano dovunque come funghi, ce lo diceva Gianni Morandi a Sanremo, con la complicità di Jovanotti. Ma lui con quegli anni ha un suo segreto patto del diavolo, e poi I love you babe, i cieli in una stanza, il flower power, Beatles, juke box e cremini.

Che cos’hanno poi di così speciale quegli anni per diventare oggetto del desiderio-revival di questi tempi oscuri? Ovvio, sono il Paradiso perduto, l’Eden in cui si poteva gioire e sognare un mondo più bello, e dal quale siamo stati rovinosamente cacciati. Sono gli anni in cui il…

Mancava un bollo definitivo, inoppugnabile. E arriva con La dolce vita cantata da Fedez, Tananai e Mara Sattei, dalla mezzanotte in vendita in tutti i rivenditori vintage del mondo, comprese le piattaforme digitali. Che avessimo bisogno di “vibes” anni Sessanta la nuova musica ce lo sta dicendo da un bel po’, ce lo ha detto Madame col suo singolo L’eccezione, ce lo dicono i terzinati e i giri del Do che spuntano dovunque come funghi, ce lo diceva Gianni Morandi a Sanremo, con la complicità di Jovanotti. Ma lui con quegli anni ha un suo segreto patto del diavolo, e poi I love you babe, i cieli in una stanza, il flower power, Beatles, juke box e cremini.

Che cos’hanno poi di così speciale quegli anni per diventare oggetto del desiderio-revival di questi tempi oscuri? Ovvio, sono il Paradiso perduto, l’Eden in cui si poteva gioire e sognare un mondo più bello, e dal quale siamo stati rovinosamente cacciati. Sono gli anni in cui il mondo brillava di nuovi colori, anni di promesse, di scintille di rivoluzione, sono il big bang dell’universo musicale di cui ancora oggi viviamo l’espansione. E’ l’eta dell’innocenza a cui affidare i nostri sogni più smaglianti, soprattutto per chi quegli anni non li ha neanche vissuti e ne vive la memoria luccicante, il mito puro e glorioso, non contaminato dalla realtà.

Fedez e la malattia: "Le mie priorità sono cambiate"

E allora dai, la vita può essere dolce, anzi può essere la “dolce vita”, che Fellini consegnò all’immaginario del mondo e che Fedez ha ricreato in un pezzo che sembra il riassunto del lessico balneare, di un’era in cui perfino uno come Gino Paoli si lasciava irretire dalla sirene estive e pubblicava Sapore di sale e Edoardo Vianello andava talmente sicuro con le sue hit da scrivere un twist intitolato Sul cucuzzolo da ballare sulla neve, sciando, che era come vendere un ghiacciolo al Polo Nord. Certo ci vuole una buona dose di ingenuità, ma non è proprio quello di cui abbiamo bisogno?