Antonello Venditti e Francesco De Gregori, Pablo abbraccia Sara, la reunion strega i fan
di
Carlo Moretti
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di Carlo Moretti
L'evento allo Stadio Olimpico di Roma che vede in scena, per la prima volta sullo stesso palco i due musicisti, ha incantato i 44mila presenti. E il tour 'in coppia', tra brani del passato e successi recenti, continua per tutta l'estate
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È qui che Pablo abbraccia Sara, è qui che Atlantide rinasce nelle strade di Modena. Succede allo Stadio Olimpico di Roma, dove a 50 anni esatti dall'uscita di Theorius Campus, l'album di debutto con i loro primi due duetti, Francesco De Gregori (71 anni) e Antonello Venditti (73) si ritrovano a cantare insieme sullo stesso palco: "Lo dico io, "grazie Roma"", dice De Gregori in apertura. "Non volevamo celebrare il cinquantenario, poi però la pandemia ha fatto slittare questo concerto", spiegava De Gregori prima di andare in scena. Da quel primo album canteranno solo Dolce signora che bruci e l'irrinunciabile Roma Capoccia. Eccoli intrecciare le voci: Modena, Bufalo Bill (qui Venditti rallenta troppo l'attacco), La storia siamo noi, Generale (boato del pubblico), Sotto il segno dei pesci, e via ai cori per quasi tre ore, fino all'apoteosi di Viva l'Italia e Grazie Roma, per l'ultimo bis dopo che li …
È qui che Pablo abbraccia Sara, è qui che Atlantide rinasce nelle strade di Modena. Succede allo Stadio Olimpico di Roma, dove a 50 anni esatti dall'uscita di Theorius Campus, l'album di debutto con i loro primi due duetti, Francesco De Gregori (71 anni) e Antonello Venditti (73) si ritrovano a cantare insieme sullo stesso palco: "Lo dico io, "grazie Roma"", dice De Gregori in apertura. "Non volevamo celebrare il cinquantenario, poi però la pandemia ha fatto slittare questo concerto", spiegava De Gregori prima di andare in scena. Da quel primo album canteranno solo Dolce signora che bruci e l'irrinunciabile Roma Capoccia. Eccoli intrecciare le voci: Modena, Bufalo Bill (qui Venditti rallenta troppo l'attacco), La storia siamo noi, Generale (boato del pubblico), Sotto il segno dei pesci, e via ai cori per quasi tre ore, fino all'apoteosi di Viva l'Italia e Grazie Roma, per l'ultimo bis dopo che li reclamano per due volte sul palco.
foto di Roberto Panucci
Il debutto del loro tour non poteva che essere a Roma, di fronte a 44mila spettatori nello stadio Olimpico che, con la colonna sonora di Venditti, di Roma racconta anche tante imprese sportive. Lo sottolinea anche De Gregori: "Siamo entrambi intimamente romani, Antonello lo ha dichiarato più di me ma anch'io mi sento di appartenere a questa città, alla sua logica, alla sua bellezza e ai suoi problemi. Partire con il tour dallo stadio Olimpico significa, dunque, anche lanciare un segnale".
foto di Roberto Panucci e Giovanni Canitano
L'intro è trionfale, l'Also sprach Zarathustra di Richard Strauss, poi attaccano insieme su Bomba o non bomba, con Venditti a pestare a modo suo sul pianoforte a coda e sembra già di vederli insieme on the road come nelle altre 21 date del tour estivo, di cui sono già stati venduti 114mila biglietti. Ecco La leva calcistica della classe '68 con De Gregori che imbraccia per la prima volta la chitarra acustica: "L'inizio non poteva che essere questo", ha spiegato Venditti poco prima di salire sul palco. "Partirono in due ed erano abbastanza: in quel verso ci siamo proprio noi due".
foto di Roberto Panucci
Nessuno, almeno fino a qualche anno fa, avrebbe mai scommesso sulla possibilità di un incontro come questo, in cui i due si scambiano il repertorio. Troppo distanti i percorsi artistici, più intellettuale ed engagé quello di De Gregori, più popolare quello di Venditti che dice: "Questo non è un concerto ma un'unica grande canzone. Lo vivo così, come il concerto di un solo artista, siamo due in uno". Un brivido attraversa lo stadio sull'omaggio a Lucio Dalla con Canzone. De Gregori, che poco prima aveva citato Com'è profondo il mare sul finale di Santa Lucia, era stato buon profeta: "L'onda di emozione è continua, ma forse in quel momento è più forte". Venditti sottolinea la sincerità con un pizzico di polemica: "Ormai conoscere Dalla è diventato di moda". La voglia di citazioni torna prima di Pablo, introdotta dalla chitarra di Shine on you crazy diamond dei Pink Floyd.
foto di Roberto Panucci
La rivalità degli esordi è ormai uno sbiadito ricordo: "La mia Francesco in scaletta non c'è perché è stata seppellita dalla storia", ha chiarito Venditti. "L'ho scritta quando sono andato via dalla Rca perché sapevo che non si poteva più cantare insieme, con Dalla o con De Gregori, ma come vedete oggi siamo qui. Con Francesco c'è affinità, amicizia, stima, anche musicalmente", aggiunge. Le differenze di carattere, però, resistono al tempo: "Ad Antonello invidio l'alta tolleranza alle banalità", dice De Gregori. "A Francesco, invece, invidio la sua intolleranza", ribatte Venditti. De Gregori ha riscoperto in questa occasione il repertorio dell'amico: "Quand'è uscita mi è piaciuta subito Che fantastica storia è la vita, molte altre mi si sono rivelate adesso, come Unica che mi ha conquistato". La sua interpretazione stupisce, tanto è lontana dalle sue corde. Venditti gli rende l'omaggio interpretando insieme a lui un'emozionante La donna cannone.
foto di Roberto Panucci e Giovanni Canitano
La direzione musicale di Guido Guglielminetti e Alessandro Canini ha fatto incontrare due mondi sonori: "Sono le nostre voci a fare da ponte", osservava De Gregori prima dell'inizio, "la marcia in più che fa volare questo concerto". Si ascoltano Sempre e per sempre, Roma Capoccia, il pubblico le canta tutte in coro. È certo che, con canzoni come queste, tutto diventa più semplice.