Un luna park, la pista dell'autoscontro, tre amici che si divertono. L'immagine di copertina è liberatoria, un "Bentornati al mondo". Attraversati due decenni di musica gli Zen Circus pubblicano Cari fottutissimi amici: dieci canzoni, dieci collaborazioni. Da Motta a Speranza, passando per Claudio Santamaria e La Rappresentante di Lista, Dario Brunori e Luca Carboni. "Ci siamo ritrovati con una manciata di canzoni scritte a quattro mani. E ci siamo detti: "Vabbè, allora facciamolo...", ci dice Andrea Appino, cantante e chitarrista degli Zen Circus.
Appino, quasi in ogni disco che esce ormai ci sono un paio di featuring. Gli Zen devono sempre esagerare...
"Sì, il featuring è una cosa molto moderna. Ma dischi collaborativi ne abbiamo già fatti come Villa Inferno del 2008 con Brian Ritchie dei Violent Femmes: lì c'erano membri dei Pixies dei Talking Heads".
E in tutti i vostri album successivi c'è quasi sempre l'ospite d'onore.
"Ne abbiamo fatti quattro di fila dove se non c'era Giorgio Canali non si usciva. Siamo sempre partiti da una sensazione".
Quale?
"Nel nostro mondo musicale - che prima era l'alternative, poi è diventato la Musica Indipendente e adesso ha cambiato ancora nome - collaborare era raro. Ci si guardava in cagnesco. Mentre nel mondo urban\hip hop era una cosa all'ordine del giorno. Lo abbiamo sempre invidiato questo effetto scena. In più abbiamo veramente tantissimi amici".
Con Motta in Caro fottutissimo amico ci regalate una canzone che dura più di undici minuti.
"Erano vent'anni che ci ripromettevamo di fare una canzone insieme. Ci abbiamo pensato più che per certi dischi. Vent'anni di amicizia non si potevano condensare in meno di undici minuti".
Speranza forse è la collaborazione più inaspettata.
"Correva l'anno 2018, eravamo al Miami. Speranza sale sul palco e restiamo esterrefatti dalla bellezza del suo live, dal suo modo di cantare, dal suo immaginario. Che è molto prolet, ci fa sentire a casa".
E poi c'è 118 con Claudio Santamaria.
"Che è un grande musicista, un amante della musica. Cito la sua risposta alla domanda perché una canzone con gli Zen?: 'Perché ho dei grandi gusti musicali'. E' arrivato in studio con una tromba, la porta sempre con se per studiare. Amiamo gli stessi gruppi, quelli underground della fine degli anni 80, dai Pixies in giù".
Facciamo il fanta-featuring. Tre nomi con cui vorreste passare una giornata in studio a suonare.
"I Nu Genea stanno facendo musica bellissima, con loro sarebbe divertente. E poi con Gianna Nannini. La sogno una canzone scritta con lei".
Poi?
"Nella mia vita ci sono state solo due volte in cui l'ammirazione si è trasformata in stupore assoluto. Quando i Marta sui Tubi hanno fatto Cromatica con Lucio Dalla. Li ho detto: 'No....'. E poi quando i Bloody Beetroots hanno collaborato con Paul McCartney. Li ho pensato: "Ma su...questo è il mio sogno da bambino...".
Con Cari fottutissimi amici gli Zen Circus diventano quasi una band allargata. Ma lei ha iniziato come One Man Band.
"Alla fine degli anni 90, sono andato in Olanda. Notai che mentre suonavo mi lasciavano bottiglie di plastica vuote. Non capivo...poi scoprii che, semplicemente, lì già funzionava il riciclo della plastica. Quando finivi un bottiglione di Coca Cola lo riportavi indietro al supermercato e ti davano i soldi. E quindi da quel giorno mi sono procurato un carrello della spesa con il cartellino 'Bottiglie qui'. Sono tornato in Italia perché mi avevano chiamato a fare il militare. Mi sono presentato con quattro mesi di ritardo, mi stavano arrestando...Il lato positivo è che poi sono nati gli Zen Circus".
Come porterete in tour le canzoni di questo disco?
"Nelle date estive sarà impossibile avere contemporaneamente sul palco tutte le persone che hanno collaborato con noi. Ma stiamo pensando a qualcosa in inverno per passare una serata tutti insieme...".
Magari tutti in giro con "Nello", il vostro furgoncino storico.
"Attenzione: era un camper. Molto più di un furgoncino...".
Era?
"Nello non c'è più, purtroppo. Fino a poco tempo fa era ancora abbandonato dove lo lasciammo per una riparazione che costava troppi soldi. Ci è arrivato il bollo fino al 2020, poi è scomparso. Quando c'era Nello fissavamo due\tre concerti e li trasformavamo in tour, suonavamo per strada, ovunque. Restavamo fuori un mese, vivevamo nel camper. Che tempi...".
Nello non c'è più i tempi, la dimensione, che suggeriscono gli Zen Circus in "Cari fottutissimi amici" quella resta eccome: "E non avremo sonno. Avremo solo questa santa voglia di sbagliare tutto. Com'è sempre stato. Come solo è giusto".