Roberto Vecchioni: "Il compito dell'artista è combattere goccia a goccia"
di Carlo Moretti , di Carlo MorettiUn cantautore tra le rovine di Paestum e Velia. Sabato 23 luglio Roberto Vecchioni porta le sue canzoni nel Parco archeologico di Paestum e Velia per la rassegna Musica e Parole 2022. Dalle Luci a San Siro ai riflettori di scena puntati sulla torre di Velia ad Ascea. Per il cantautore lombardo sarà quasi un ritorno a casa.
Vecchioni, lei ha radici napoletane.
"Le mie radici sono tutte sudiste, mio padre era di Napoli come mia mamma, io sono per caso nato a Milano, perché loro erano venuti a lavorare qui. I miei nonni erano napoletani e calabresi. Napoli la conosco benissimo, meglio di Milano: l'ho vista crescere, distruggersi, rinascere, ricostruirsi. Nessuno fuori da Napoli sa cosa sia lo spirito napoletano, si immaginano gli stereotipi tipici, il napoletano che aspetta la manna, il milanese che non ha sentimenti: non è vero nulla e i napoletani sono gran lavoratori, hanno costruito mezzo Nord. Dico quelli buoni, non quegli altri".
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Un cantautore tra le rovine di Paestum e Velia. Sabato 23 luglio Roberto Vecchioni porta le sue canzoni nel Parco archeologico di Paestum e Velia per la rassegna Musica e Parole 2022. Dalle Luci a San Siro ai riflettori di scena puntati sulla torre di Velia ad Ascea. Per il cantautore lombardo sarà quasi un ritorno a casa.
Vecchioni, lei ha radici napoletane.
"Le mie radici sono tutte sudiste, mio padre era di Napoli come mia mamma, io sono per caso nato a Milano, perché loro erano venuti a lavorare qui. I miei nonni erano napoletani e calabresi. Napoli la conosco benissimo, meglio di Milano: l'ho vista crescere, distruggersi, rinascere, ricostruirsi. Nessuno fuori da Napoli sa cosa sia lo spirito napoletano, si immaginano gli stereotipi tipici, il napoletano che aspetta la manna, il milanese che non ha sentimenti: non è vero nulla e i napoletani sono gran lavoratori, hanno costruito mezzo Nord. Dico quelli buoni, non quegli altri".
Il suo tour si intitola L'infinito come il suo album, pieno di bilanci.
"Come la lirica di Leopardi, come un tramonto luminoso che non tramonta mai. Ed è così perché ho l'idea della continuità della vita, l'ho sempre avuta, non ho pensieri per nessun tipo di morte o di fine".
Canterà in un luogo carico di storia, nelle sue canzoni lei fa spesso riferimento a personaggi storici.
"Colgo uno spunto da qualche personaggio o momento per interpretare qualche sentimento odierno. Velia, che un tempo si chiamava Elea, e Paestum, che si chiamava Poseidonia, sono luoghi vicini ma diversissimi: Elea è una colonia ionica, dei focesi dell'Asia minore. Poseidonia venne invece fondata da Sibari, la colonia achea e poi dorica in Calabria. Da queste parti c'era un bel miscuglio di genti diverse, se si considera che Cuma, Ischia, Procida e Napoli vennero fondate dagli ionici dell'Eubea".
Le migrazioni via mare continuano anche oggi.
"C'è però una contrapposizione, allora arrivavano i ricchi, certo più ricchi degli indigeni, oggi arrivano i poveri e gli sfigati e trovano ricchi non sempre all'altezza. Si è invertito il ruolo, i Greci venivano a costruire città, con gli autoctoni italici c'era una buona intesa, almeno fino a che non arrivarono i romani".
La storia non è sempre maestra di vita, ci ritroviamo con le guerre anche nel 2022.
"Combattiamo per rimediare all'irrimediabile. Il concetto del vivere oggi è che senza potere non si vive, e invece dobbiamo tentare con tutte le arti possibili di dimostrare che il potere non è primo in classifica, ma conta l'animo, la fratellanza, l'unità. Bisogna combattere a goccia a goccia, questo è il compito dell'artista, oggi".
In Italia due artisti si sono espressi contro la guerra: Vasco Rossi che dal palco ha gridato "Fuck the war" e Damiano dei Maneskin che ha gridato invece "Fuck Putin".
"Meno male che Vasco abbia detto 'Fuck the war'. Per quanto mi riguarda io vivo esistenzialmente le cose della vita e sono poeticamente astratto, non riesco a entrare nei giochi di potere, dei vantaggi o degli svantaggi. Andiamo a finire tutti malissimo se uno disturba solo una parte, questo è come un domino che se fai cadere una tessera cadono tutte le altre. Per gran parte io sto con il Papa, la persona più luminosa che esista".
Lei ha studiato molto la canzone d'autore: quest'anno la targa Tenco per il miglior album è stata vinta da un rapper, Marracash.
"Il Tenco è sempre all'ordine del tempo, ha seguito la comunicazione soggettiva dagli anni 70 ad oggi. La formula di allora era quella della narrazione a ballata dei Branduardi e dei Guccini, oggi è una formula molto più veloce e stringata, ci sono anche persone di grande intelligenza che sanno descrivere bene queste fiondate di emozione e non è detto che le emozioni debbano arrivare per forza dalla Divina Commedia, possono invece arrivare anche da strappi di questo tipo".
Anche lei è stato uno sperimentatore nella canzone: nei 54 secondi di Lettera da Marsala descrisse la sua carcerazione, l'avevano accusata di aver passato uno spinello.
"Mi piaceva quell'esperimento bonsai. È una canzone impressionista: sono in una celletta, scrivo questa lettera alla mia donna che so che mi sta tradendo, due dolori in uno: non poter tornare e sapere che lei non c'è più, un momento distruttivo in cui sembra finire tutto e invece la mia vita comincerà quando uscirò. Non ho mai fumato spinelli, mai, nemmeno in quella occasione. E non mi sono mai drogato. Ero stato scambiato per un altro, venni assolto dopo cinque anni di processo. Passai qualche giorno dentro perché il giudice era in vacanza, in carcere giocavamo a basket, a carte. Poi purtroppo quel giudice è morto in un incidente d'auto, mi è dispiaciuto ma bisogna dire che la Samarcanda è ovunque".
A Sanremo hanno chiamato Morandi che la convinse a tornare all'Ariston dove lei vinse. Se glielo chiede ancora cosa fa, stavolta?
"Venne a casa mia, a momenti per convincermi non mi uccideva. Ma no, stavolta non torno, non sono uomo da concorsi, vivo la mia vita ma mi sono tolto due soddisfazioni, vincere il Festivalbar nel '91 con Voglio una donna e vincere a Sanremo nel 2011 con Chiamami ancora amore".