La musica jazz degli ultimi anni ci ha abituati alla scoperta di nuove traiettorie, itinerari diversi da quelli battuti per un secolo dai musicisti afroamericani. Avishai Cohen è uno dei pionieri di un suono che abbraccia Occidente e Medio Oriente, Caraibi e altro ancora. Nato a Kabri, in Israele 52 anni fa, ha vissuto tra la sua terra d’origine e gli Stati Uniti. Per anni nel trio di Chick Corea, ha trovato la voce distintiva del suo basso lontano dalla crisi d’identità in cui si erano perse le stelle americane.
Oggi è un maestro riconosciuto e lo ha confermato nella XXVII edizione del Pomigliano Jazz Festival con due appuntamenti da sold out al Museo del Parco Nazionale del Vesuvio, dove ha presentato l'ultimo lavoro discografico, Shifting sands, mentre questa sarà protagonista con Raiz, voce degli Almamegretta, di una sfida/scommessa, un concerto al tramonto sulla vetta del Vesuvio. Sull’orlo del cratere del Gran Cono, Avishai Cohen e Raiz, con Francesco Nastro, daranno vita a un progetto originale dal titolo evocativo: Mmiezo/Baemtza. È il tentativo di mostrare le potenzialità di una via mediterranea al jazz, indipendente sia dal pianeta nord europeo Ecm che dalla tradizione Usa.
I due musicisti hanno collaborato a distanza, spedendosi nastri, suoni, melodie. E il risultato non ha deluso le aspettative. "Mi è stato chiesto di suonare in questo luogo unico, e io non rifiuto mai una sfida. Con Raiz abbiamo stabilito una connessione istantanea musicalmente, nella tradizione e nelle radici della musica a cui siamo stati collegati durante le nostre vite artistiche".
Canzone napoletana ed ebraico-sefardita, jazz pop israeliano e tradizione Mediterranea. Il doppio appuntamento alle pendici sul Vesuvio ha offerto più piani di lettura. "Sono uno spirito libero - continua Cohen -, mi piace non avere vincoli. Ho la tendenza ad andare per la mia strada, imparando da solo e sviluppando me stesso. Ho il bisogno di improvvisare, di suonare fuori dagli schemi. Anche se sono molto influenzato dalla classica, dal pop e dal folklore, il jazz abbraccia la maggior parte dei modi di dire. Il suo segreto è di essere nella tradizione, ma di non rimanere mai nella tradizione, un conflitto interessante. In un mondo in grande pericolo penso che il potere della musica consista nel guarire le anime, al di là di confini o conflitti politici".
Il festival proseguirà fino al 31 luglio: da seguire il 29 Chucho Valdés e Paquito D’Rivera con il loro Reunion sextet, il 30 la performance di Enzo Avitabile con l’Orchestra Napoletana di Jazz e domenica 31, dopo il progetto Viaggio in Italia, l’Eivind Aarset Quartet con il suo ultimo lavoro, Phantasmagoria, or a different kind of journey.