Mario Monterosso, un italiano a Graceland: "Elvis ha cambiato le regole, sono grato a Priscilla per avermi scelto"
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteLo scorso mese la città di Memphis ha voluto rendere omaggio a Priscilla Presley, moglie del “re del rock”, attrice e imprenditrice, per celebrare i 40 anni trascorsi da quando Priscilla ha aperto al mondo le porte di Graceland, la casa di Elvis a Memphis, “trasformando la città nell’epicentro del rock’n’roll”, luogo visitato fino ad oggi da oltre 22 milioni di persone. E luogo tornato all’attenzione del mondo poche settimane fa, quando a Graceland si è svolta l’anteprima di Elvis il film diretto da Baz Luhrmann, introdotto proprio da lei e da sua figlia, l’unica erede di Elvis, Lisa Marie. La cosa interessante è che tra gli ospiti di questo tributo c’è stato un’artista italiano, un rocker appassionato che risponde al nome di Mario Monterosso, musicista molto apprezzato in Italia e all’estero, che da qualche tempo vive e lavora proprio a Memphis.
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Lo scorso mese la città di Memphis ha voluto rendere omaggio a Priscilla Presley, moglie del “re del rock”, attrice e imprenditrice, per celebrare i 40 anni trascorsi da quando Priscilla ha aperto al mondo le porte di Graceland, la casa di Elvis a Memphis, “trasformando la città nell’epicentro del rock’n’roll”, luogo visitato fino ad oggi da oltre 22 milioni di persone. E luogo tornato all’attenzione del mondo poche settimane fa, quando a Graceland si è svolta l’anteprima di Elvis il film diretto da Baz Luhrmann, introdotto proprio da lei e da sua figlia, l’unica erede di Elvis, Lisa Marie. La cosa interessante è che tra gli ospiti di questo tributo c’è stato un’artista italiano, un rocker appassionato che risponde al nome di Mario Monterosso, musicista molto apprezzato in Italia e all’estero, che da qualche tempo vive e lavora proprio a Memphis.
“Ho conosciuto Priscilla qualche anno fa durante un concerto in cui mi esibivo con Dale Watson. E' capitato spesso che ci siamo incontrati nelle varie occasioni di celebrazione di Elvis Presley, durante la cosiddetta Elvis week che si tiene ad agosto durante i giorni che precedono il 16 agosto, data della morte di Elvis. Sono stato molto onorato di essere stato scelto per questa occasione, sono considerato uno degli artisti più autentici di rock'n'roll qui a Memphis, specialmente per il mio 'chitarrismo'”.
Cosa rende il mito di Elvis immortale?
“Prima di Elvis c'era il nulla, lui ha cambiato le regole del gioco. E quel fuoco brucia ancora, permette di parlare di lui anche a distanza di quasi 50 anni dalla sua morte. Proprio Priscilla ha prodotto i due album If I can dream (2015) e The wonder of you (2016) con la Royal Philarmonic Orchestra, entrambi al primo posto delle classifiche inglesi, determinando per Elvis il dodicesimo e tredicesimo number one album in Uk, facendo inoltre sì che Elvis sia diventato il ‘number one selling solo artist’ di tutti i tempi in Uk. Adesso il film appena uscito nelle sale è un'ulteriore esempio di come questo artista abbia lasciato un grandissimo patrimonio musicale e culturale, capace di influenzare anche le nuovissime generazioni, al punto di renderle partecipi attivamente. Per citare dei riferimenti italiani, mi riferisco ad esempio al Volo che hanno fatto parte del coro in It's now or never nell'album If I can dream nel 2015, ed ai Maneskin a cui va un mio grande plauso per la loro grandissima intraprendenza musicale. L'America fra le sue molteplici contraddizioni ha il grande merito di mantenere le sue radici vive nel tempo. Elvis ne è prova eterna”.
Qual è il suo rapporto con la cultura americana, con Elvis e il rock’n’roll?
“La mia prima cassetta musicale che ho avuto in mano, quando avevo 10 anni nel 1982, era di un programma londinese intitolato Radio Memphis e la mia seconda cassetta era un Greatest hits di Elvis. In camera avevo un grande poster di Elvis, credo come il 90% di chi si accostava al mondo rockabilly agli inizi degli anni 80, grazie peraltro al fenomeno di revival rockabilly che arrivava in quegli anni dall'Inghilterra. Gli Stray Cats furono prodotti inizialmente da Dave Edmunds proprio in Inghilterra sebbene fossero americani. Comunque certi miti erano un must: Elvis, James Dean, Marilyn Monroe… chi non ha avuto un poster di quei personaggi… Poi la chitarra, la musica, la mia prima rock'n'roll band The Rhino Rockers, sognando costantemente come potesse essere vivere in quegli anni, o comunque in America, o comunque avere a che fare con i personaggi che a quel tempo venivano definiti 'quelli veri'. Il r'n'r ha sempre fatto parte della mia vita, ed anche quando mi son trasferito a Roma ho continuato. Ho avuto modo di condividere questa mia passione con Claudio 'Greg' Gregori anche lui appassionato di rock'n'roll. Molti ricorderanno la commedia musicale di Lillo & Greg Chi erano i Jolly Rockers che in un certo senso omaggia il r'n'r a piene mani. Fui contento quando Greg mi chiese di farne parte. Peraltro per qualche anno la mia attenzione si era spostata sul Blues. Nel 2004 sono stato chitarrista di Carmen Consoli nella tour italiano Carmen in blues. Con Greg il mio amore per il R'n'R è riemerso pienamente. In un certo senso la commedia musicale che scrissi qualche anno fa Fui e sono Eddie Redmount, messa l'ultima volta in scena al Manzoni di Roma con regia di Claudio Gregori, si è rivelata premonitrice di quello che è poi stato il mio percorso, umano e musicale. Mi piace costantemente dichiarare che la mia famiglia mi ha donato solide radici, il rock'n'roll mi ha fatto viaggiare lontano”.
Cosa l’ha portata a Memphis?
“Nel 2014 ho iniziato la mia collaborazione con Tav Falco, diventando chitarrista dei suoi Panther Burns. In realtà sono diventato il suo produttore. Ho prodotto i suoi ultimi 6 album. Dopo un primo tour europeo nel 2015, Tav mi ha portato in tour in America nell'ottobre 2015, un coast to coast di 23 date, con una grande line up che vedeva al basso Mike Watt, fondatore dei Minutemen nonché bassista di Iggy Pop & The Stooges. Fra le varie tappe ovviamente ci fu anche Memphis. Non appena ho messo piede in questa città mi sono sentito davvero a casa. Un grandissimo senso di appartenenza. Una cosa che ho portato dentro di me sino al mio ritorno a Roma. Ed è stata così forte da spingermi (finalmente) a licenziarmi dal mio lavoro ordinario come Cancelliere al Giudice di pace di Roma e di dedicare la mia vita interamente alla musica, trasferendomi nella città che ha dato origine al suono che ha cambiato il mondo. Ricordo che a parte la Sun Records da dove sono usciti Elvis, Carl Perkins, Johnny Cash, Jerry Lee Lewis, Memphis è anche la città per eccellenza della Soul music, e la Stax Records ha regalato al mondo tantissima bella musica, da Otis Redding a Rufus Thomas. Peraltro ho registrato alla Sun Records varie volte. Un 45 giri Steady girl prodotto e pubblicato dall'etichetta Black & Wyatt Records di Memphis, ed un tributo al mitico Million Dollar Quartet con un progetto tutto italiano The Million Euro Quartet che vede tra i partecipanti anche Greg, album pubblicato dall'etichetta italiana Goodfellas, che qualche anno prima aveva già pubblicato il mio album colonna sonora della mia commedia musicale Fui e sono Eddie Redmount”.
A quali progetto sta lavorando?
“Lo scorso febbraio è stato pubblicato il mio ultimo album, interamente strumentale, dalla ORG Music di Los Angeles. Si intitola Take it away ed è disponibile su tutte le piattaforme digitali, ed in cd dal prossimo 12 Agosto. Album peraltro registrato in Sicilia, a Catania. A fine agosto partirò nuovamente in tour con Tav Falco. Un tour lunghissimo, 36 date in 39 giorni, Usa in lungo e largo. Sto inoltre producendo un brano che ha quale finalità il supporto all'Ucraina. Brano che vede coinvolti oltre 20 musicisti di Memphis, un coro di 30 cantanti, fra gospel singers, bambini della Stax Academy Music, ed altri artisti di Memphis. Quattro saranno i cantanti solisti (i nomi saranno svelati prossimamente), oltre che il Soprano internazionale Kallen Esperian (ha lavorato con Pavarotti per circa 25 anni) che eseguirà l'introduzione del brano accompagnata dal Reverendo Charles Hodges, emerito hammondista (da Al Green a Tom Jones). Brano registrato e filmato al Sam Phillips Recording Studio, lo studio che Sam Phillips aprì nel 60 dopo aver chiuso la Sun Records. Un progetto sia audio che video”.