Spettacoli

Gregory Porter, una voce che vale due Grammy: "Ogni generazione ha un legame con la mia musica"

Gregory Porter, una voce che vale due Grammy: "Ogni generazione ha un legame con la mia musica"

L'artista jazz-soul, arrivato alla Mostra di Venezia per presentare il tour italiano che a novembre toccherà Milano e Padova, ha composto le canzoni di blockbuster Disney come 'Animali fantastici e dove trovarli' e 'Avengers'

2 minuti di lettura

Presentare un tour italiano alla mostra del cinema di Venezia non è da tutti. Se lo può permettere un’artista come Gregory Porter, vincitore di due Grammy Award, superstar del soul, grandissimo appassionato di cinema e autore di musiche per la Disney come per altri grandi film come Animali fantastici e dove trovarli e Avengers: “Venezia è un luogo magico ed è per me un onore essere qui alla Mostra del Cinema in questa atmosfera così esaltante”, dice Porter, introducendo il mini tour che si svolgerà a novembre in sole due date, al Teatro Dal Verme di Milano il 18 novembre e al Gran Teatro Geox di Padova il 19 novembre.

Gregory Porter con Nick the Nightfly, Valeria Arzenton e Fabio Cazzaro
Gregory Porter con Nick the Nightfly, Valeria Arzenton e Fabio Cazzaro 

Il tour celebra un decennio di grandi successi per Porter, un anniversario segnato anche dalla pubblicazione di un’antologia, “non un best of”, tiene a sottolineare Porter, intitolata Still rising, che contiene 34 tracce tra brani inediti, cover, duetti e una selezione speciale delle sue canzoni più amate. Ma non è l’anniversario o la pubblicazione dell’album a emozionare Porter, piuttosto la possibilità di tornare a esibirsi, dopo la lunga pausa dovuta alla pandemia: “È bello tornare a suonare dal vivo, ogni concerto rinnova la mia passione per la musica”, dice, “mi ricorda che ho uno scopo nella vita, ovvero portare la musica alla gente. La musica è il mio scopo, senza potermi esprimere sarei vuoto. E questa lunga, terribile, pausa dei concerti mi spinge ora a tornare ancora con più entusiasmo e energia, per condividere delle emozioni vere con gli altri”.

Gli ‘altri’ per Porter sono un pubblico molto ampio, che va dai bambini che lo hanno scoperto con Love runs deeper per il corto Disney, agli adolescenti che conoscono la colonna sonora di Avengers o agli adulti che amano il soul e il jazz di album come Liquid spirit: “È interessante, spesso quando incontro una famiglia scopro che ogni generazione ha un legame con la mia musica e trovo che questo sia bellissimo, mi ritengo un’artista molto fortunato, parlare a generazioni diverse è difficile al giorno d’oggi. È proprio perché ho un contatto con le famiglie questi due anni di break, non essere stato in contatto con loro, li ho vissuti con sofferenza. Ora mi sembra che sia tornato l’ottimismo, nonostante le difficoltà del mondo, vedo che la gente vuole riconnettersi, ritrovare le memorie comuni e guardare avanti. Ed è quello che in qualche maniera ho fatto anche io con Still rising, rinnovando la memoria con alcune canzoni del passato e guardando avanti con brani nuovi", racconta.

E continua: "Non è un greatest hits, lo ripeto, ma un autoritratto, una raccolta di canzoni che mi rappresentano bene, ieri e oggi. Ed è un disco, pensato per essere un disco, perché c’è ancora tanta gente che non si trova a proprio agio ad ascoltare la musica sul cellulare e magari non riesce ad andare ai concerti. Io promuovo ancora il prodotto fisico, ci sono tantissime persone che ascoltano la musica così e io non voglio lasciarle indietro”.

Porter ama definire la sua musica una sorta di "neo classic soul", perché dentro c’è la memoria del passato e la prospettiva del futuro, “perché amo la musica di ieri, le fondamenta di quello che faccio, ma vivo nel mondo di oggi”, dice ancora, “e mi piace ascoltare musica nuova, provo a capire quello che accade intorno. Non sono critico della musica per TikTok, aspettiamo di vedere cosa accadrà tra dieci anni, molti giovani artisti hanno solo iniziato il loro viaggio, spesso ci fermiamo a criticare solo la loro adolescenza musicale, mentre dovremmo dargli il tempo di crescere”.
A Venezia Porter si sente a suo agio: “Amo molto il cinema”, dice, “anche se ho avuto ancora poche opportunità di lavorare in questo mondo. È una grande fonte di ispirazione, perché le storie che racconta sono le storie dell’umanità, amori, dolori, passioni, giustizia, libertà. Molti film parlano di cose che non vanno dimenticate e spingono artisti come me a scrivere canzoni che possano, in maniera diversa, raccontare le stesse storie”. E cosa immagina di fare in futuro un artista come Gregory Porter? “Continuare a parlare alla gente, continua a spingere chi ascolta a godere della musica e a capire che nel mondo ci sono tante cose che non vanno, come il razzismo, la bigotteria, il sessismo, e che per combatterli ci vogliono messaggi positivi, che la musica può promuovere. E io amo cantare dell’amore, della pace, della vita”.