L’estate è stata quella che probabilmente loro stessi non si aspettavano: “Tantissimo pubblico ovunque e tante generazioni diverse sotto al palco. E’ stato molto bello, siamo stati accolti sempre con grande entusiasmo. E abbiamo risposto a dovere, credo: siamo ancora dei ‘giaguari’…”. Francesco Sarcina è piuttosto soddisfatto di come stanno andando le cose per Le Vibrazioni, “E’ un bellissimo momento, non solo per l’entusiasmo del pubblico, che ha ovviamente molta voglia di stare insieme e di uscire di casa perché gli ultimi due anni e mezzo sono stati terribili, ma anche per la musica”. E per celebrare questo momento positivo la band milanese fa uscire un nuovo singolo e un nuovo video, Rosa intenso: “Il periodo della pandemia per me è stato davvero notevole”, dice, “perché erano venti anni che non avevo così tanto tempo per stare in casa e scrivere. Quindi ho scritto tanto e Rosa intenso fa parte di questo gruppo di canzoni. E’ un brano che mi piace molto, totalmente dedicato alla femminilità. E per me è una cosa nuova. Le cose per me sono cambiate da quando ho avuto due figlie femmine, prima avevo un problema con il mondo femminile, ero romantico solo nelle canzoni mentre nella vita ero un disgraziato e ho fatto un sacco di danni. La mia prima figlia femmina ha cambiato tutto, e meno di un anno fa è nata la mia seconda figlia. Ho capito finalmente che il loro è un universo infinito, che ha miliardi di sfaccettature, di sfumature, e mi piaceva sottolineare con questa canzone che la loro delicatezza è come il rosa, che ha un’intensità assolutamente particolare”.
Il video racconta dell’amore tra due ragazze…
“Trovo che racconti una storia meravigliosa e importante, quella dell’amore tra due donne. Storie che vanno raccontate, perché è vero che noi ci atteggiamo come se ci fossimo evoluti, ma siamo sempre dei Neandertal. Figuriamoci parlare di omosessualità e di quella femminile in particolare. Io non sono un tipo da cortei o manifestazioni, ma solo perché per me è normale che ognuno viva la propria vita sentimentale e sessuale come vuole. Ma mi piaceva sottolineare un tema che è ancora un tabù per tanti”.
Il video è ancora uno strumento importante nell’era degli smartphone?
“Non è la stessa cosa che in passato, oggi davvero i video non vanno tanto in tv, ma nella radiovisione o sui cellulari, quindi li fai in un'altra maniera. Noi li facevamo in pellicola, puntavamo a fare cose belle da vedere sullo schermo della televisione, oggi invece devi limitarti, hai budget più bassi, ma con le buone idee puoi ancora raggiungere degli obbiettivi. Penso che in questo caso abbiamo fatto un bel lavoro, era un po’ di tempo che non facevamo video e ci fa piacere uscire con una bella cosa, che ha un bel messaggio e un video intenso, con una forte carica sessuale”.
“Sì, suonare dal vivo è sempre il centro della nostra vita. Lo abbiamo fatto anche nei pochi spazi che la pandemia ha concesso alla musica e lo stiamo facendo ancora, con una sorta di 'neverending tour' che doveva concludersi ma che continuerà ancora. Il live è fondamentale per una band come la nostra, anche perché nel mondo della musica tutto è cambiato e vedere quattro persone che vanno in scena e suonano davvero non è una cosa abituale. Oggi ci sono tante cose nuove e anche interessanti, ma molto spesso ci sono artisti giovani che non hanno ancora repertorio o che addirittura vanno in scena con le basi o in playback. Invece il concerto per noi è un momento di verità e noi, con tutti i nostri limiti e difetti, siamo una band che quando va sul palco garantisce potenza e emozione e live. Noi sul palco godiamo a suonare e di vede, ma abbiamo anche un repertorio che aiuta, tanta roba, canzoni che conoscono anche i sassi e che la gente canta volentieri. E dopo tanto tempo anche brani per i quali ci avevano criticato, come Dedicato a te, sono diventati punti di forza dello show”.
E’ anche merito del vostro impatto rock…
“Sicuramente, è anche merito del nostro modo di fare musica, che non rispetta le regole del mercato di oggi, del formato delle radio, del suono elettronico e basta. Secondo le regole di oggi non puoi fare un assolo, le canzoni non possono durare più di tre minuti sennò le radio non le trasmettono, devi iniziare con un ritornello per catturare l’attenzione…per noi non è così, io sono cresciuto con il rock degli anni Settanta e Sessanta, italiano e internazionale, il mio modo di scrivere è legato al cantautorato di Graziani, Dalla Battisti, miti irraggiungibili ovviamente, ma quella è la nostra visione della musica. Facciamo quello che ci piace, io do quello che so dare”.
“Abbiamo ancora tanti concerti, poi ci concentreremo su un paio di progetti molto belli dei quali parleremo al momento giusto. Ma nella nostra pentola, sostanzialmente, bolle sempre la musica. Il nostro viaggio musicale non finisce mai…”.