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Eliza Rose, una deejay in vetta alla classifica. "Tutto è cominciato in un negozio di dischi"

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Da due settimane è prima in Inghilterra con la sua 'B.O.T.A.', l'ultima donna era stata Sonique vent'anni fa
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Ottenere un successo dà soddisfazione. Ma battere un record è meglio. Ed è così che Eliza Rose, da due settimane in qua, si gode non solo il fatto di essere prima in classifica in Inghilterra con la sua B.O.T.A. - Baddest of them all, ma anche quello di essere la prima dj donna a raggiungere la vetta della classifica ufficiale dei singoli da venti anni in qua.

L'ultima donna dj a raggiungere la vetta della Official Singles Chart fu Sonique con It feels so good nel 2000. "Venti anni di troppo - ci dice Eliza sorridendo - è incredibile che ci sia voluto così tanto tempo e questo la dice lunga sulla strada che le donne devono ancora fare per conquistare posizioni". Londinese, cantante e produttrice, arrivata al djing solo da poco tempo, Eliza Rose ha centrato un brano che è allo stesso tempo semplice e complesso, un brano dance con la cassa in quattro che ha però il sapore degli anni Nova…

Ottenere un successo dà soddisfazione. Ma battere un record è meglio. Ed è così che Eliza Rose, da due settimane in qua, si gode non solo il fatto di essere prima in classifica in Inghilterra con la sua B.O.T.A. - Baddest of them all, ma anche quello di essere la prima dj donna a raggiungere la vetta della classifica ufficiale dei singoli da venti anni in qua.

L'ultima donna dj a raggiungere la vetta della Official Singles Chart fu Sonique con It feels so good nel 2000. "Venti anni di troppo - ci dice Eliza sorridendo - è incredibile che ci sia voluto così tanto tempo e questo la dice lunga sulla strada che le donne devono ancora fare per conquistare posizioni". Londinese, cantante e produttrice, arrivata al djing solo da poco tempo, Eliza Rose ha centrato un brano che è allo stesso tempo semplice e complesso, un brano dance con la cassa in quattro che ha però il sapore degli anni Novanta, con un tocco di nostalgia ma in un'atmosfera totalmente contemporanea e al tempo stesso raffinata, non banale nella struttura e nel canto.

Prodotto da Interplanetary Criminal, B.O.T.A. non è solo ai vertici delle classifiche inglesi, ma da diversi mesi sta contagiando l’Europa ed è stato virale in Italia per tutta l’estate, superando nelle charts artisti del calibro di Beyoncé e David Guetta.

Dopo il successo underground nella scena dei club londinesi, il brano è esploso al Festival di Glastonbury ed è entrato nel mainstream, «una cosa che davvero non mi aspettavo», dice lei, «il pezzo era già andato bene, ero soddisfatta, ma sentirlo suonare in quel posto è stato incredibile, ho capito di avercela fatta. Da allora tutto è cambiato, il brano pian piano è diventato un successo e io sono stata sommersa di messaggi di affetto e di amore. La suonano davvero ovunque. E non avrei mai immaginato che potesse succedere. Alle volte mi sembra di guardare la vita di qualcun altro…».

Da allora tutto è cambiato: "Il brano pian piano è entrato nel mainstream, sono stata sommersa di messaggi di affetto e di amore. Lo suonano ovunque. Non me lo aspettavo anche perché faccio musica da tempo ma da pochi anni faccio la dj e tutto ha avuto un'accelerazione improvvisa. Alle volte mi sembra di guardare la vita di qualcun altro...".

Vuol dire che tutto è accaduto per caso?

"No, credo che alla fine sia il frutto di quello che ho fatto negli anni passati, ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo della musica cantando a scuola e poi lavorando in un negozio di dischi, i miei genitori non avevano molti dischi a casa, mi sembrava qualcosa di lontano dalla mia cultura e dal mio mondo di ragazza nera della working class. Invece pian piano ho scoperto, nel negozio, che c'erano tanti artisti nei che facevano una musica, quella soul, che ho amato subito e moltissimo. E che hanno contribuito a fare di me quello che sono adesso. Grandi del passato come Billie Holiday, Sarah Vaughan, Ella Fitzgerald, Al Green, Otis Redding, erano così diversi dall'R'n'B o dalla garage music che ascoltavo io e mi hanno aperto un mondo. Insomma nel negozio mi sono costruita una cultura e un'identità musicale".

Cosa la stimola a fare musica?

"La vita, quello che vedo attorno a me, di bello e di brutto. Credo che non ci possa essere fonte di ispirazione maggiore".

'B.O.T.A.' ha il sapore della dance anni Novanta.

"È volutamente nostalgico. Io sono nata negli anni Novanta, sono cresciuta con quella musica e quel suono e quando ho ascoltato questo beat ho pensato che avrei voluto usarlo per ricreare quell'atmosfera, quella della dance di quegli anni, bella, fantasiosa e luminosa. E' un brano che, nelle mie intenzioni, era fatto per far star bene chi lo ascolta, con un atmosfera leggera e allegra".

Lo sa che adesso, per milioni di persone in Inghilterra, sarà il brano che ha fatto da colonna sonora ai giorni della scomparsa della Regina Elisabetta...

"Sì, e la cosa mi inorgoglisce. Capisco che è stato in qualche modo un antidoto alla malinconia, un modo di reagire. Se è riuscito a far star meglio la gente, per me è un risultato enorme".