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Renato Zero, "prima" al Circo Massimo con gli amici Jovanotti, Morgan e Fabrizio Moro

Nel primo dei sei concerti nello spazio archeologico romano tra gli ospiti anche Giorgio Panariello che ha offerto un lungo monologo ricco di aneddoti sulla loro amicizia. Finale in lacrime con 'Il cielo'
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Il primo pezzo lo canta mentre è ancora dietro le quinte, il testo di Quel bellissimo niente passa sullo schermo, fino alla fine quando Renato Zero, bombetta e spolverino nero fino ai piedi bordato di bianco come uno stravagante pretino in un film felliniano, fa il suo ingresso sul palco: “Questa è Roma” urla e i 15 mila spettatori del primo dei sei concerti al Circo Massimo esultano. Assisteranno a cambi d’abito rapidi come al tempo del Tendastrisce, ascolteranno nelle sue canzoni la stessa poesia di allora, ma la provocazione dirompente che i suoi show avevano alla fine degli anni Settanta si nota ora soltanto in filigrana.  

Renato Z…

Il primo pezzo lo canta mentre è ancora dietro le quinte, il testo di Quel bellissimo niente passa sullo schermo, fino alla fine quando Renato Zero, bombetta e spolverino nero fino ai piedi bordato di bianco come uno stravagante pretino in un film felliniano, fa il suo ingresso sul palco: “Questa è Roma” urla e i 15 mila spettatori del primo dei sei concerti al Circo Massimo esultano. Assisteranno a cambi d’abito rapidi come al tempo del Tendastrisce, ascolteranno nelle sue canzoni la stessa poesia di allora, ma la provocazione dirompente che i suoi show avevano alla fine degli anni Settanta si nota ora soltanto in filigrana.  

Renato Zero è oggi un canone popolare che gli Zerofolli, incontro di tre generazioni, hanno mandato a memoria e cantano come se si trattasse di una partitura classica largamente condivisa. Un concerto dal suono impeccabile, sostenuto da un’orchestra di 50 elementi, la Filarmonica della Franciacorta diretta dal Maestro Adriano Pennino, e da una band di 7 elementi che raccoglie alcuni tra i migliori musicisti in circolazione, con Danilo Madonia alle tastiere e pianoforte, Lele Melotti alla batteria, Bicio Leo e Giorgio Cocilovo alle chitarre, Bruno Giordana al sax, Rosario Jermano alle percussioni, Lorenzo Poli al basso. E con loro un coro di 8 voci e un corpo di ballo di 23 elementi. 

Diviso in due parti lo show vede nei pezzi storici i momenti più trascinanti, anche se si riconoscono in versioni ora rallentate, ora rilette in una chiave decisamente sinfonica, come Vivo che il pubblico canta in coro e Niente trucco stasera sul quale accenna i primi passi di danza, subito doppiati dal tango solitario su Voyeur. Ci sono momenti teatrali, testi che interpreta dopo aver sottolineato l’apprezzamento per il suo pubblico con il suo marchio di fabbrica, urla “Grandi grandi”: “Ho incontrato i vostri sacchi a pelo, questo appuntamento ci voleva proprio, l’assenza di chi non c'è si deve al destino che non risparmia proprio nulla agli zerofolli, questo concerto lo dedico a quanti non possono essere qui”. 

Ogni sera Zero cambierà la scaletta (le altre serate sono in programma il 24, 25, 28, 30 e il primo ottobre per 98 mila spettatori, alla fine): “"Ho lasciato tanti brani a casa", ha spiegato, “ogni sera sarà un concerto diverso con alcuni cardini fermi, brani che più di altri si sono inseriti in un certo mio cerimoniale con i fan. E con i medley accontenterò gli altri". Il primo medley lo offre al primo ospite della serata, Jovanotti, che arriva per cantare con lui Siamo eroi dopo aver fatto partire un juke boxe con una monetina. Ora ha un abito rosso e arancio, anche Jovanotti ha una giacca rossa. Si scambiano un abbraccio caloroso. Il medley si interrompe con Dimmi chi dorme accanto a me. “Sei un artista immenso, io ti adoro”, gli dice salutandolo Jovanotti. 

Il concerto prende il volo su pezzi come Morire qui e Qualcuno mi renda l’anima, ma sono i momenti come Inventi cantata a cappella da Zero con i Neri per caso e Amico cantata con Morgan ad emozionare di più: “Sono felice di consegnare queste partiture agli amici che possono intrepretarli nel mondo migliore, Morgan è un amico, un ragazzo sensibile che ha pagato in prima persona per gli errori che ha commesso”. 

Ancora ospiti. Fabrizio Moro per il medley di Il caos e alla fine, emozionatissimo, il cantautore romano ha regalato a Zero la tuba con la quale si esibì nel suo primo concerto al PalaEur di Roma. Giorgio Panariello è arrivato sul palco e ha scherzato: "Quello che avete visto in concerto finora ero io, non Zero, quindi se rivolete indietro i soldi chiedete pure". Ha poi raccontato molti aneddoti della sua amicizia con Zero che ha definito "sua santità", trasformando quasi il concerto in un momento di varietà, e sul finale chiesto uno speciale duetto, un urlo all'unisono sul marchio di fabbrica di Zero: "Grandi!". Gran finale con I migliori anni della nostra vita, che lascia cantare quasi completamente al pubblico, e Il cielo che termina in lacrime.