Manuel Agnelli, anima rock: "Non cambio per essere alla moda. Per essere veri non bisogna per forza vincere"
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteEra la metà degli anni 80 quando Manuel Agnelli esordì con gli Afterhours. Era il secolo scorso, il mondo era analogico, era un’altra epoca, c’erano altri suoni e altri sogni. Trentasette anni dopo quell’esordio, il mondo è diventato digitale e Manuel Agnelli esordisce di nuovo, come solista, con un album programmaticamente intitolato Ama il prossimo tuo come te stesso, che esce il 30 settembre.
Era la metà degli anni 80 quando Manuel Agnelli esordì con gli Afterhours. Era il secolo scorso, il mondo era analogico, era un’altra epoca, c’erano altri suoni e altri sogni. Trentasette anni dopo quell’esordio, il mondo è diventato digitale e Manuel Agnelli esordisce di nuovo, come solista, con un album programmaticamente intitolato Ama il prossimo tuo come te stesso, che esce il 30 settembre.
“Sono adulto e voglio essere quello che sono”, dice con franchezza Agnelli, “riconoscere la mia età e il percorso che ho fatto, del quale sono orgoglioso. Non ricorro ai cambiamenti per sentirmi bene, mi sembra triste rinunciare al passato o alla mia personalità per essere alla moda, la trovo una cosa tristissima. Credo di voler rappresentare quello che sono, costi quel che costi, indipendentemente dai risultati. Oggi si fanno le cose per fare numeri, una parte della mia generazione ha rifiutato la logica del consenso, e lo fa tuttora”.
Quella rock, comunque la si voglia intendere, resta l’attitudine di Agnelli, non mitigata, anzi forse addirittura esaltata dall’esperienza fatta ad X Factor: “È stata un’avventura meravigliosa dalla quale ho imparato tantissime cose. Soprattutto sono stato stimolato da modi di vivere la musica diversi dal mio. È stato il ruolo più nobile che ho avuto nella musica, ho imparato molto. E poi ho visto quanti notevoli talenti ci sono in giro”.
L''adulto' Manuel Agnelli esordisce in un mercato della musica in cui tutto è cambiato, invaso da una generazione che sta provando a immaginare il futuro: “Ma è difficile dire come andrà a finire”, dice lui, “le cose si mischiano senza gabbie o steccati e questo ha creato una grande confusione, con un sacco di merda e tante cose che hanno perso valore. Ma quando esce qualcosa di interessante ha un senso di libertà grandioso, ci siamo liberati da molte gabbie”.
Nella confusione di oggi Ama il prossimo tuo come te stesso brilla invece per chiarezza, sia sonora che testuale: “Essendo un disco che ho fatto per necessità mia, non potevo prescindere dall’essere molto chiaro”, dice, “nella tradizione cantautorale è sempre successo che se qualcuno voleva dire una cosa personale, vera, importante, se ne vergognava e per pudore ci costruiva sopra tante cose. La base del rock è il contrario: non mi interessa se ti dico una cosa intelligente o personale, o complicata, mi interessa avere la libertà di poterlo fare. Soprattutto in un Paese come il nostro dove si fa fatica ad accettare l’idea che si possano dire cose in maniera sincera”.
Per una strana congiunzione astrale l’album di Agnelli arriva in un momento molto particolare per la politica italiana: “Bisogna chiudere un cerchio prima di aprire un altro, il dramma politico che stiamo vivendo forse è necessario per ripartire, per avere nuovi punti di riferimento sinceri quanto abbiamo bisogno che siano, qualcosa che per avere senso non passi dall’idea del consenso o del successo a tutti i costi. Per rappresentare qualcosa di vero non c’è bisogno per forza di vincere…”.