Ornella Vanoni: “Troppo machismo e allora io canto con tutte donne”
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteMusica, canzoni, parole, qualche sorpresa: Ornella Vanoni ha scelto con cura gli ingredienti con i quali preparare il suo nuovo spettacolo, che la porterà in tour in Italia dal 10 novembre al 13 dicembre. Lei, divina interprete della migliore canzone italiana e internazionale, non vede l'ora che il giro cominci, forte dei suoi 88 anni, di un'invidiabile vivacità intellettuale e fisica, di un'amore per la musica che non l'ha mai abbandonata. E anche di una compagnia, in questo caso, completamente originale, una band composta da sole donne, Sade Mangiaracina al pianoforte, Eleonora Strino alla chitarra, Federica Michisanti al contrabbasso, Laura Klain alla batteria e Leila Shirvani al violoncello. Un tour che attraverserà l'Italia, un Paese che Ornella non ha mai abbandonato, anche quando ha avuto il grande successo internazionale, e che ancora ama, "nonostante il risultato del…
Musica, canzoni, parole, qualche sorpresa: Ornella Vanoni ha scelto con cura gli ingredienti con i quali preparare il suo nuovo spettacolo, che la porterà in tour in Italia dal 10 novembre al 13 dicembre. Lei, divina interprete della migliore canzone italiana e internazionale, non vede l'ora che il giro cominci, forte dei suoi 88 anni, di un'invidiabile vivacità intellettuale e fisica, di un'amore per la musica che non l'ha mai abbandonata. E anche di una compagnia, in questo caso, completamente originale, una band composta da sole donne, Sade Mangiaracina al pianoforte, Eleonora Strino alla chitarra, Federica Michisanti al contrabbasso, Laura Klain alla batteria e Leila Shirvani al violoncello. Un tour che attraverserà l'Italia, un Paese che Ornella non ha mai abbandonato, anche quando ha avuto il grande successo internazionale, e che ancora ama, "nonostante il risultato delle elezioni sia stato molto deludente", dice. Sempre in prima linea in mille battaglie sociali e politiche, Ornella Vanoni confessa di capire poco gli italiani oggi: "La verità è che non siamo più in grado di incazzarci, neanche quando bisognerebbe, quando le cose non funzionano, neanche quando vediamo che le promesse non vengono mantenute. Questo è diventato il paese del 'faremo', e poi del 'ci siamo dimenticati di fare quello che avevamo promesso'. Io non capisco più gli italiani, detto francamente non capisco nemmeno quello che dice la Meloni: "Ogni donna avrà il diritto di non abortire", che cosa vuole dire? Il nostro è proprio un paese maschilista, anche la Spagna, che sono più latini di noi, sono al nostro livello di machismo...".
Per tutta risposta lei ha deciso di fare un tour con sole donne.
"È tutto nato da una chiacchierata con Paolo Fresu, che mi ha detto che al festival jazz di Berchidda erano andate in scena tante ragazze bravissime, chitarriste, pianiste...E io mi sono detta, se sono così brave perché non fare un gruppo con cinque o sei di queste ragazze. E così ho fatto. All'estero succede da tempo, per l'Italia sarà una novità. E poi le faro vestire in smoking, mentre io sarò in lungo con i tacchi...".
Perché lo smoking?
"Un po' per scherzare e un po' sul serio. Gli italiani dicono che non riescono a suonare con lo smoking, ma io mi ricordo quando lavoravo con Gerry Mulligan, sassofonista baritono, che mi diceva: "Io suono uno strumento bestiale, pesantissimo, ma ho sempre lavorato in giacca". Perché i jazzisti italiani sono vestiti così male? Nessuno di loro si costruisce un look adatto...".
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Avete già fatto le prove?
"Per ora ho visto la pianista, la bravissima Sade Mangiaracina. Ha tanti capelli neri e crespi ed è di una simpatia folle, non è solo brava. Abbiamo parlato molto di quello che voglio fare, sta arrangiando tutto e poi lo metteremo in pratica. E' un gran lavoro da fare".
Si, quindi cosa la spinge ancora a farlo?
"La passione, mi guida solo quella. Mi piace stare sul palco, quando vado in scena sono felice. Posso essere stanca, aver fatto un viaggio pesante, anche avere un po' di febbriciattola, appena salgo sul palco io rinasco. Viva l'adrenalina! Insomma io mi diverto ancora a cantare e andare in scena, quando non sarà più così mi renderò conto che sarà arrivato il momento di smettere".
Lei ha un repertorio preziosissimo e infinito. Come ha scelto i brani che proporrà in concerto?
"Sono partita dai pezzi del mio ultimo album, Unica, come quello scritto da Gabbani, 'Un sorriso dentro al pianto' o come quello scritto da Giuliano Sangiorgi, 'Arcobaleno', vorrei proporre anche quella scritta da Renato Zero, 'Ornella si nasce'. Poi penso di scegliere tutte quelle canzoni bellissime che però non sono super popolari, come "Il mio trenino va" di Lavezzi, "Il bambino sperduto" che ha scritto Nada, o quella bellissima di Giorgio Conte, "Sotto il sole con il mare". Sono canzoni che amo molto e che mi piace che la gente ascolti".
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Sarà un modo, dunque, per far scoprire Ornella Vanoni anche a chi la conosce già.
"Sarà un modo per proporre delle belle canzoni sfuggendo, qui e la, al prevedibile...".
Cos'è che la spinge ancora a cercare belle canzoni da cantare?
"La curiosità. Sono sempre stata una donna curiosa, non mi piace non sapere quello che accade intorno a me".
Quindi segue anche la nuova musica italiana?
"Certo, e penso che ci siano cose molto interessanti. Tra quelli del mondo hip hop amo molto Marracash, secondo me è il migliore, e penso sia giusto che gli diano il Premio Tenco. Ma ascolto tante altre cose, mi piace Cosmo ad esempio, penso che scriva molto bene, e mi piacciono i Maneskin, anche se devono scrivere pezzi nuovi, come so che stanno facendo...ma una cosa su Damiano la devo dire".
Cosa?
"Non sono un tipo che si scandalizza, anzi. Ma neanche Mick Jagger, il più peccaminoso dei cantanti, ha fatto vedere sul palco il suo culo nudo. A che serve far vedere le chiappe? Non è una cosa di buon gusto...".
E qualche anno fa, quando la scena era dominata dai talent show, le piacevano?
"Il nostro è un Paese piccolo, avere così tanti cantanti non va bene...quelli della mia generazione ci mettevano del tempo ad emergere, facevamo tutti la gavetta, io con le canzoni della mala, Mina con il suo gruppetto, avevamo cominciato a lavorare presto e facevamo esperienze per costruirci una carriera. Adesso dopo due mesi già fanno i palazzetti dello sport e io, dopo un po', non capisco più nemmeno chi sono".
Quando si alza la mattina, le piace ancora l'idea di essere Ornella Vanoni?
"In realtà non provo alcuna soddisfazione ad essere Ornella Vanoni, non sono mai stata 'superegocentrata'. Ho il mio modo di essere, è vero, mi hanno preso alle volte per antipatica e altre per snob, ma la verità è che ero avevo una timidezza e un'insicurezza mostruose. Le ho curate con il teatro e con Strehler, con il rapporto che ho stabilito con il pubblico, con la passione per la musica".
Una passione che le ha permesso di restare se stessa tutti questi anni...
"Si, faccio solo le cose che mi piacciono, quelle dove mi sento a mio agio. Ho rifiutato tante cose, anche quelle in cui non mi trovavo in sintonia con gli altri. Se la cosa che mi propongono non mi assomiglia tendo a rifiutare anche se ci sono soldi interessanti".
E con chi lavorerebbe volentieri oggi?
"Con Drusilla Foer. Farei volentieri quattro puntate, è intelligente, simpatica, è un'amica".
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Andare in tour è comunque un impegno considerevole.
"Si, e ho anche una leggera ansietta... ma c'è sempre l'emozione che ti spinge a continuare e finché c'è si può lavorare. Certo, alle volte hai voglia di farlo ma non ne hai la forza, allora cerco di rimettermi in sesto, vado in piscina, mi ricreo e quindi vado in tour. Comunque sono date molto comode, non sono strette. Perché il cervello è lucido, ma la carcassa si stanca di più".