Sarà anche facile parlare di ambiente, di questi tempi. Meno facile è cantarne senza scadere nelle banalità, nella frase fatta nel luogo comune. Specie se si è una band come i Marlene Kuntz che ha sempre brillato per originalità e intelligenza delle musiche e dei testi. Ma proprio per queste doti, la missione è compiuta. E il risultato è Karma clima, disco che arriva a cinque anni dall'ultimo, Lunga attesa. Lunga attesa, di un nuovo album, è finita adesso.
Cristiano Godano, leader della band, tema di grande attualità l'ambiente. Ma si potrebbe dire anche un tema facile, di moda.
"A me sembra invece che la gente alla fine sia poco interessata ai discorsi sul clima. O comunque molto meno di quanto si dovrebbe. E comunque, fossero tutte così le mode".
Come fa a dire che se ne parla poco?
"Forse non se ne parla bene, ecco. Nel senso che vedo in giro anche parecchio negazionismo, che in buona parte è prezzolato e in malafede. E questo temo che stimoli l'ignavia della gente, con la conseguenza che si realizzerà la gravità della situazione solo quando sarà troppo tardi".
Un discorso che però affrontate alla vostra maniera, con testi che sono al contempo assai diretti eppure anche sfumati, poetici, quasi più delle celebrazioni della bellezza della natura che discorsi politici.
"Forse è anche per come è nato questo disco, che ha una storia particolare. L'abbiamo scritto e registrato nel nostro Piemonte nel corso di tre residenze artistiche, alla Viso Cooperativa della Comunità di Ostana, Birrificio Agricolo Baladin Piozzo e Borgata Paraloup, durante le quali siamo entrati a stretto contatto con le comunità che vivono quei luoghi, realizzando una music factory aperta al pubblico. E forse proprio essere immersi nella bellezza di quei posti, nella meraviglia di una natura che resiste ancora e sempre ci ha aiutato. Ho sentito molto forte la carica di tutto questo, mi ha dato una marcia in più nella scrittura, per parlare di terra, di vento, di montagna".
Per certi aspetti infatti sembra una preghiera laica, anzi una 'Laica preghiera' per citare una delle canzoni, dove compare anche Elisa.
"Lì mi era tornata in mente la leggenda greca delle Muse, le dee delle arti, che vivevano sul monte Parnaso. E mi sono immaginato un dialogo con una di loro, appunto Elisa con la sua voce da brividi, in cui le chiedo di intercedere col suo canto per arrivare agli Dei. Se stando in mezzo alla natura viene comunque un senso di trascendenza, di fede per chi crede".
Da questa celebrazione della natura si distacca però una canzone, 'Vita su Marte'.
"Lì ho voluto scegliere il sarcasmo, che è nato spontaneo quando ho saputo che si sta lavorando all'ipotesi di viaggi su Marte. E ho pensato a un miliardario che vuole andarci come se fosse Dubai, se le viene in mente un nome faccia lei. Ma sarebbe un'ipotesi terrificante quella di un pianeta B su cui scappare, per devastarlo come si sta facendo con la Terra".
Secondo lei a che punto siamo qui con la devastazione?
"Non è troppo tardi, se è quello che vuole chiedermi. Ma non credo manchi molto, forse 10-15 anni. Dopo questo termine la terrificante estate che abbiamo vissuto sarebbe un ricordo piacevole".
Voi siete giovani dentro, ma come anagrafe siete dei boomer, cioè siete della generazione che il pianeta ha contribuito parecchio a devastarlo. E la battaglia sul clima è anzitutto appannaggio degli adolescenti. Nessuno di loro vi ha rimproverato?
"Se lo facessero avrebbero anche ragione, proprio perché noi - noi appunto come generazione, non come singole persone - abbiamo grandi colpe. Ma la risposta è no. Anzi, tanti di loro che hanno ascoltato Karma clima ci hanno ringraziato, per il forte grido e per la sincerità".
Ora non resta che portarlo in giro, questo disco. Tra le date, Roma il 16 ottobre e Trezzo sull'Adda il 4 novembre. Ma a proposito, quindi non vi sciogliete?
"E perché dovremmo?".
Qualcuno l'ha pensato: cinque anni senza un disco, lei che fa un album da solista, 'Mi ero perso il cuore'.
"C'è stata anche di mezzo una pandemia. E tanti cantanti di band prima o poi fanno un disco da solisti senza nessuno scioglimento. No, ci siamo, anzi siamo motivatissimi".