Marco Mengoni: "In 'Pelle' metto ogni frammento di me stesso, un po' italiano e molto mediorientale"
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteIn un'epoca in cui la musica è tornata a muoversi per brani singoli, da consumare alla velocità della luce, vedere un’artista pensare in termini di 'album' è sempre più raro. E che addirittura si impegni in un 'progetto' che di album ne conta tre è decisamente fuori dalla norma. Marco Mengoni ha immaginato proprio questo e ha messo mano a Materia, che si compone di tre lavori, il primo Terra uscito lo scorso dicembre, il secondo Pelle che esce il 7 ottobre e il terzo ovviamente ancora in gestazione. Tre album per presentare tante diverse anime, tante sfaccettature di un'unica, ricca, personalità. Con una certa urgenza interiore, che lo ha spinto a far uscire il secondo lavoro, Materia – Pelle, a meno di un anno di distanza dal precedente: "Il progetto era nato così, con questi tempi, con l’esigenza di raccontare in ogni album cose diverse", spiega Mengoni, “questo in origine dove…
In un'epoca in cui la musica è tornata a muoversi per brani singoli, da consumare alla velocità della luce, vedere un’artista pensare in termini di 'album' è sempre più raro. E che addirittura si impegni in un 'progetto' che di album ne conta tre è decisamente fuori dalla norma. Marco Mengoni ha immaginato proprio questo e ha messo mano a Materia, che si compone di tre lavori, il primo Terra uscito lo scorso dicembre, il secondo Pelle che esce il 7 ottobre e il terzo ovviamente ancora in gestazione. Tre album per presentare tante diverse anime, tante sfaccettature di un'unica, ricca, personalità. Con una certa urgenza interiore, che lo ha spinto a far uscire il secondo lavoro, Materia – Pelle, a meno di un anno di distanza dal precedente: "Il progetto era nato così, con questi tempi, con l’esigenza di raccontare in ogni album cose diverse", spiega Mengoni, “questo in origine doveva essere meno specifico, anche se paradossalmente lo è di più, pur mantenendo una grande varietà al suo interno".