A Londra la metro suona con le playlist di un italiano
di Alessandro Allocca , di Alessandro AlloccaLondra - Esistono diverse mappe della Tube, la più antica e una delle più celebri metropolitane al mondo. A partire da quella ufficiale realizzata nel 1931 dal disegnatore Henry Charles Beck, divenuta poi simbolo per magliette, cappellini, tazze, passando a quelle frutto della fantasia di persone che si sono dilettate a proporre un modo differente di guardare alle dodici linee che compongono la rete sotterranea dei trasporti pubblici londinesi. C’è chi consiglia per ogni fermata un pub dove andare, chi i teatri e i musei da visitare; chi, con termometro alla mano, ha stilato la classifica delle linee dove d’estate si muore di caldo, e chi ne ha disegnata una sostituendo i nomi delle fermate col costo medio degli affitti del quartiere.
Tutte hanno però in comune un medesimo aspetto: sono mappe da vedere. C’è chi invece ne ha realizzata una che va ascoltata. Una mappa musicale che abbina un brano a ognuna delle 272 stazioni, attraver…
Londra - Esistono diverse mappe della Tube, la più antica e una delle più celebri metropolitane al mondo. A partire da quella ufficiale realizzata nel 1931 dal disegnatore Henry Charles Beck, divenuta poi simbolo per magliette, cappellini, tazze, passando a quelle frutto della fantasia di persone che si sono dilettate a proporre un modo differente di guardare alle dodici linee che compongono la rete sotterranea dei trasporti pubblici londinesi. C’è chi consiglia per ogni fermata un pub dove andare, chi i teatri e i musei da visitare; chi, con termometro alla mano, ha stilato la classifica delle linee dove d’estate si muore di caldo, e chi ne ha disegnata una sostituendo i nomi delle fermate col costo medio degli affitti del quartiere.
Tutte hanno però in comune un medesimo aspetto: sono mappe da vedere. C’è chi invece ne ha realizzata una che va ascoltata. Una mappa musicale che abbina un brano a ognuna delle 272 stazioni, attraverso un lavoro di ricerca per offrire il massimo della connessione in termini di sonorità durante i vari spostamenti lungo i 402 chilometri totali della rete. L’idea è di Emanuele Biasiol, 27enne originario di Trieste trasferitosi in Inghilterra alcuni anni fa, prima a Oxford dove ha ottenuto la laurea in Film Studies e poi a Londra dove lavora per una società impegnata in produzioni sportive. «Ogni volta che passavo per la stazione di Baker Street ero solito ascoltare l’omonimo brano di Gerry Rafferty — racconta — quando un giorno con un mio amico ci siamo detti: perché non fare lo stesso con le altre fermate? Ossia comporre una nostra playlist partendo dai brani che prendono ispirazione dalla metropolitana di Londra mettendoli in sequenza proprio come se fossero le fermate che si succedono lungo una determinata linea».
Solo per citarne alcuni: Notting Hill Gate dei Quintessence, Waiting in Walthamstow dei Cranberries, King’s Cross dei Pet Shop Boys, Maid of Bond Street di David Bowie, con una presenza anche italiana grazie a Gloucester Road di Gianna Nannini (che a Londra ha vissuto) e Waterloo di Roberto Vecchioni. Per completare l’intera rete, dato che non tutti gli stop vantano omaggi musicali, Emanuele ha scelto di inserire brani che avessero comunque delle connessioni ritmiche con le dodici tratte. Come nel caso della playlist dedicata alla Piccadilly, dove si alternano sonorità blues e jazz, o la Bakerloo e la Northern che raggiungono aree dove sono presenti molte comunità extraeuropee, e qui le note hanno radici spiccatamente orientali e asiatiche, o nel caso della Victoria e il suo capolinea a sud, Brixton, marcatamente giamaicano. «Dall’hip hop al funky rock, all’elettronica più spinta passando a autori celebri o di nicchia — aggiunge — ho cercato di realizzare una mappa che rispecchiasse Londra per quella che è: una rappresentazione in scala del mondo e delle tante comunità che la popolano. Ma, soprattutto, un concentrato di generi musicali perfetto per rendere più vibrante una giornata di pendolarismo».