Musica e grandi vini, Brad Pitt fa rinascere gli studi Miraval
__________ _________ , __________ _________Fuori dal paesino medievale di Correns, nell'entroterra del Var, nessun cartello indica la strada verso la tenuta di Brad Pitt. Le coordinate GPS ci vengono inviate via sms, accompagnate da una nota: "In ragione del carattere esclusivo del luogo e della fama del suo proprietario, la sicurezza all'ingresso vi farà firmare un accordo di riservatezza". A due passi dalle proprietà di George Clooney e di George Lucas, il creatore di Star Wars, la tenuta di Miraval non è celebre soltanto per il suo rosé, che viene servito alle cerimonie degli Oscar e al festival di Cannes.
Nel cuore dei suoi novecento ettari si nasconde uno studio di registrazione leggendario dal quale è passata la crema del rock, a cominciare dai Cure, gli Ac/Dc, gli Wham!, Sting e gli Indochine. Il libro degli ospiti conservato da Manuel Jacquinet, autore di Studios de légende, trabocca di aneddoti. È qui, col volume al massimo, che i Pink Floyd sono venu…
Fuori dal paesino medievale di Correns, nell'entroterra del Var, nessun cartello indica la strada verso la tenuta di Brad Pitt. Le coordinate GPS ci vengono inviate via sms, accompagnate da una nota: "In ragione del carattere esclusivo del luogo e della fama del suo proprietario, la sicurezza all'ingresso vi farà firmare un accordo di riservatezza". A due passi dalle proprietà di George Clooney e di George Lucas, il creatore di Star Wars, la tenuta di Miraval non è celebre soltanto per il suo rosé, che viene servito alle cerimonie degli Oscar e al festival di Cannes.
Nel cuore dei suoi novecento ettari si nasconde uno studio di registrazione leggendario dal quale è passata la crema del rock, a cominciare dai Cure, gli Ac/Dc, gli Wham!, Sting e gli Indochine. Il libro degli ospiti conservato da Manuel Jacquinet, autore di Studios de légende, trabocca di aneddoti. È qui, col volume al massimo, che i Pink Floyd sono venuti a terminare The Wall. Qui che Alain Bashung ha fatto amicizia con il cuoco Edgard, a cui poi ha dedicato l'album Fantaisie militaire. Qui, ancora, che i Muse hanno bruciato le chitarre nel camino. Qui che Sade sussurrava The Sweetest Taboo facendo il bagno nell'acqua limpida della piscina che per lei veniva filtrata più volte al giorno.
Creato nel 1975 da Jacques Loussier, celebre musicista jazz e compositore di colonne sonore (1934-2019), e da Patrice Quef, ingegnere del suono di alto livello formatosi allo Studio des Dames di Parigi (1944-2021), l'età d'oro di Miraval è durata quindici anni. "Assieme al castello di Hérouville, nella val d'Oise, che piaceva tanto a David Bowie, al Super Bear, nelle Alpi Marittime, prediletto da David Gilmour, chitarrista dei Pink Floyd, e allo studio Davout di Parigi, Miraval è uno degli "Abbey Road" francesi più famosi al mondo, sottolinea Manuel Jacquinet. Gli anglosassoni ne adoravano il clima, il buon cibo e il rosé. Era l'unico studio ad avere le finestre! Quando gli inglesi vi registravano a lungo, erano esentati da tasse nel loro paese e avevano la possibilità di percorrere in lungo e in largo la Costa Azzurra a bordo delle loro belle automobili.
Il mistero continua
Alla fine degli anni 90 Miraval si addormenta dolcemente, uscendo brevemente dal suo letargo solo per accogliere i Muse, Shirley Bassey o i metallari tedeschi Rammstein. Nel 2007, le sue porte si chiudono definitivamente. La tenuta ormai appartiene a un miliardario americano che nel 2008 la cede, per venticinque milioni di dollari, alla società lussemburghese Quimicum, di cui sono proprietari Angelina Jolie, attraverso la sua holding Nouvel, e Brad Pitt, attraverso la holding Mondo Bongo. Gli attori investono nella tenuta decine di milioni di euro e si associano per il vino alla famiglia Perrin. Il rosé di Miraval diventa celebre - genera decine di milioni di euro di profitti - ma gli studi cadono nell'oblio."Miraval è sempre stato uno dei luoghi più segreti del mondo. Il suo mistero perdura perché le rare persone che vi avevano accesso sono decedute e tutte le foto d'epoca sono scomparse," spiega Manuel Jacquinet. È quindi una grande sorpresa quando, alla fine del 2021, Brad Pitt, il più francese degli attori hollywoodiani, annuncia la riapertura degli studi. Lui, che attraversa spesso l'Atlantico per i suoi film o per visitare delle mostre, come quella di Charles Ray alla Bourse de Commerce nel febbraio del 2022, conferma così il suo amore per la Francia.
Oggi, dai primi di ottobre, gli studi sono pronti. Si tratta ormai solo di riempire il carnet delle prenotazioni. Il luogo non è più riservato alle rockstar ma aperto a coreografi, cineasti e autori di serie. Quest'estate una celebre cantante britannica vi ha registrato il suo nuovo album, a due passi da un altrettanto celebre cineasta americano. Amico di Brad Pitt, quest'ultimo è venuto a Miraval per montare il suo nuovo thriller. L'attore non lascia niente al caso. Alla comunicazione ha chiamato Noémie Loussier, nipote del fondatore di Miraval. Brad Pitt avrebbe potuto incontrarlo nel 2009, quando uscì Bastardi senza gloria, perché nella colonna sonora originale del film di Quentin Tarantino figurava un pezzo di Jacques Loussier. Un incontro mancato. "Era un brano scritto per la Mgm, per il film Dark of the Sun, uscito nel 1968", ricorda la prima moglie di Loussier, Sylvie de Tournemire. "Io ho vissuto a Miraval dal 1967 al 1992. Ero qui quando lo studio era ancora un ovile, prima che vi sfilassero celebrità mondiali". Per guadagnare la fiducia dei grandi produttori, dei registi e delle case discografiche, tutto ciò che collega Miraval ai musicisti celebri di un tempo va bene. Anche il mistero sulla proprietà.
L'assillo dei paparazzi
Dopo quindici minuti di strada dissestata in fondo a un vallone, un cancello si apre silenzioso. Un uomo tutto vestito di nero, una specie di James Bond, appare e ispeziona la vettura. Dopo i suoi divorzi da Jennifer Aniston e Angelina Jolie, Brad Pitt è la preda preferita dei paparazzi. A Miraval, l'assillo è il passeggero clandestino nascosto sotto i sedili posteriori o nel bagagliaio: "Ci sono ancora due chilometri prima di arrivare. È vietato fare fotografie e allontanarsi dalla strada principale," ammonisce il nostro 007 con voce grave. Come la Lamborghini di Chris Rea un tempo, la macchina arranca sulla strada ghiaiosa. Fra pini, alveari, vigneti, campi di lavanda e uliveti terrazzati, il panorama è mozzafiato. Miraval "colui che domina il Val", si merita il suo nome.
Originario del Midwest degli Stati Uniti, Brad Pitt ritrova qui grandi paesaggi a perdita d'occhio. Ogni muro in pietra è stato restaurato secondo la tradizione provenzale. In lontananza si distingue la fitta foresta di querce, una riserva naturale all'interno della quale l'attore si sarebbe recentemente trovato di fronte a un branco di cinghiali. "Oggi ci sono anche i lupi," assicura Vincent Bernard, artista plastico originario di Correns. All'altezza di un laghetto sovrastato da un anfiteatro, un secondo "James Bond" scende dalla collina a bordo di un quad nero e ci intima di seguirlo. Sulla sinistra appaiono diversi edifici circondati da cipressi. È lo "Château", la residenza privata di Brad Pitt, tutta di pietre color terracotta, da cui emerge una scultura monumentale di Thomas Houseago, star dell'arte contemporanea.
Sulla destra, capre dalle corna ritorte brucano accanto a galline dalle piume vaporose e conigli dal manto fulvo. A casa di Brad Pitt, anche gli animali sono di design. Ancora una svolta ed ecco i famosi studi, addossati al vecchio serbatoio idrico. Un sosia di Timothée Chalamet si precipita giù per le scale con andatura felina. Questo trentenne famoso, citato da Forbes, è Damien Quintard, un mago del suono. Il 28 ottobre 2021 ha depositato a Draguignan lo statuto dei Miraval Studios. Della società lui possiede il 50%, Brad Pitt il 40% e lo Château de Miraval il 10%. Il presidente è Warren Grant, uno degli uomini più potenti di Beverly Hills. L'americano gestisce Mondo Bongo, la holding di Brad Pitt che raggruppa le sue attività vinicole, di produzione delle creme idratanti di Miraval, di produzione cinematografica (ha prodotto ad esempio Blonde di Andrew Dominik, visibile su Netflix) e musicale.
Diciotto mesi di cantiere
Proprio a Damien Quintard Brad Pitt ha affidato la progettazione e la direzione degli studi. I diciotto mesi di cantiere in piena pandemia sono stati una sfida. Nonostante le riprese di Bullet Train e di Babylon, di Damien Chazelle, Brad Pitt ha fatto qualche puntata qui con il suo jet. "La struttura risale ai tempi di Joseph Louis Lambot, l'inventore del calcestruzzo armato, che era proprietario di Miraval nel 1860," ci dice Damien Quintard spingendo la porta d'ingresso. Bashung immerso nel verde di uno stagno, il muro di mattoni bianchi di The Wall, l'ingresso è decorato con le copertine degli album più celebri che sono stati registrati qui. A destra si intravede la "mic room", che ospita una collezione di microfoni esposti dentro teche, come se fossero gioielli. I più vecchi risalgono agli anni 40. Altri sono stati usati da George Michael. "I musicisti possono usarli, a seconda del colore che vogliono dare al loro suono", mi dice il padrone di casa. La grande stanza col camino, i tappeti vintage e un poster gigante di Lawrence d'Arabia è riservata agli autori di cinema e di serie. Nascosti da qualche parte ronzano i server usati per i trasferimenti sicuri dei file audio via Internet.
In caso di temporali, non c'è bisogno di fermare le registrazioni. Lo studio ha i suoi generatori. I telefoni cellulari non prendono. Che sia stato installato un sistema di disturbo, come nel forte di Brégancon? Non lo sappiamo. Un altro corridoio porta a una sala da pranzo dai colori scuri e a un confortevole soggiorno. Vicino alla macchina del caffè un cartello riporta i nomi di tre medici locali e un veterinario che parlano inglese. Un ascensore esterno trasparente porta alla torre con terrazza e agli appartamenti degli artisti. I tempi in cui Patrice Quef stagionava i suoi camembert sopra il camino e si metteva ai fornelli per preparare i pasti che consumava assieme ai musicisti sembrano ormai passati. Gli studi non hanno più uno chef dedicato, e ciò lascia supporre che Brad Pitt non venga poi tanto spesso.
"Classica, rap, elettronica... si può fare tutto"
In questi mille metri quadrati ristrutturati in stile giapponese e scandinavo, la cosa più incredibile sono i due studi, di dimensioni abnormi. In quello che affaccia a est ci sono un piano Broadwood & Sons del1860 dal suono cinematografico e il Bösendorfer di Jacques Loussier. Sul soppalco, una rete da catamarano accoglie gli artisti che vogliono riposare. I due studi sono separati dalle immense vetrate della regia. "La nostra navicella spaziale," come la chiama Damien Quintard sedendosi ai comandi del suo mixer bianco lungo sei metri dalle forme voluttuose. Un numero enorme di casse sovrasta quello spazio. Non siamo più in un film di James Bond ma dentro Ad Astra di James Gray, il film nel quale Brad Pitt interpretava il ruolo di un cosmonauta.
Anche con il volume al massimo, appoggiando la mano sui vetri non si avverte nessuna vibrazione. Perché il suono non si infiltri tra le pietre e non riverberi sul vetro, la regia è stata installata su un sistema flottante. La vista sugli alberi scompigliati dal maestrale è a trecentosessanta gradi. Il massimo del lusso per i musicisti, abituati a studi privi di finestre. Per i montatori video, basta premere un tasto per far scendere uno schermo gigante. "Qui il suono è registrato in modo unico. Classica, rap, elettronica, si può fare tutto. Il sistema digitale immersivo Dolby Atmos coabita con il suono analogico della vecchia console Ssl," spiega ancora il padrone di casa. "Nessun altro studio al mondo ha questo livello di tecnologia. Tutto è stato fatto su misura," conferma Adrien Franchi, incaricato delle relazioni con gli artisti per Dolby Atmos Francia, venuto a sovrintendere alla calibrazione dell'acustica.
"Miraval è pensato come una nuova Firenze rinascimentale, un luogo ricco di ispirazione dove accadranno cose inaspettate al più alto livello," aggiunge Damien Quintard. "È un luogo unico al mondo, creato in Francia dai francesi." Un concetto che corrisponde a ciò che è diventato Brad Pitt a 58 anni. Attore, produttore, ceramista, Brad Pitt è anche scultore, le sue opere sono attualmente esposte in Finlandia assieme a quelle di Nick Cave e di Thomas Houseago. Durante la pandemia ha imparato a suonare la chitarra dai Red Hot Chili Peppers. Il nome della sua holding, Mondo Bongo, è un richiamo all'omonima canzone che figura nella colonna sonora di Mr. e Mrs. Smith, il film durante le cui riprese Angelina e Brad si sono innamorati. Dal momento che le star in genere scelgono fra tre o quattro studi al mondo, mai di più, la notorietà sarà un vantaggio per Miraval. "Vogliamo che lo studio diventi redditizio al più presto," annuncia Damien Quintard senza rivelare quanto hanno speso, quanto costa l'affitto degli spazi e soprattutto da dove vengono i soldi. Questa opacità è molto importante per il seguito della storia.
La sindaca di Correns, Nicole Rullan, incrocia le dita: "se gli studi portassero ricadute economiche per il nostro paese di 930 abitanti, sarebbe fantastico". Tanto più che, secondo i pensionati seduti all'ombra dei platani nella piazza del paese, soprannominati "radio platano", "Brad Pitt qui non si vede mai. Quando ancora viveva con Angelina Jolie, una volta ha preso possesso dell'intero albergo per i loro figli". Un capriccio da star che i locali non hanno molto gradito. La coppia, sposatasi a Miraval nel 2014 con una cerimonia per pochi intimi, ha divorziato nel 2016. Da allora, la feroce battaglia legale getta un'ombra sul futuro degli studi.
(Copyright Le Figaro/Lena-Leading European Newspaper Alliance. Traduzione di Alessandra Neve)