Loredana Bertè, la rivoluzione in 10 anni: in un cofanetto la carica della regina del rock
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteAlle volte la memoria collettiva non funziona esattamente come dovrebbe. Alle volte il presente cancella, o rende opaco, il passato o parte di esso, e ci fa vedere un personaggio, un’artista, unicamente attraverso gli occhi della contemporaneità, che contiene del passato solo gli elementi che sono utili al presente. Succede così, ad esempio, che tutta la prima parte della carriera di Loredana Bertè, dal 1974 al 1983, dieci anni di percorso musicale arricchito da ben otto album, venga ricordata sostanzialmente da poche canzoni "iconiche", memorabili, famosissime, e tutto il resto venga sostanzialmente dimenticato.
È normale, forse è anche giusto che sia così, ma l’occasione di ritornare su quella storia, quei dieci anni, quegli album, offerta da un bellissimo cofanetto intitolato Reloaded 1974-1983 è una di quelle che vale la pena non lasciarsi sfug…
Alle volte la memoria collettiva non funziona esattamente come dovrebbe. Alle volte il presente cancella, o rende opaco, il passato o parte di esso, e ci fa vedere un personaggio, un’artista, unicamente attraverso gli occhi della contemporaneità, che contiene del passato solo gli elementi che sono utili al presente. Succede così, ad esempio, che tutta la prima parte della carriera di Loredana Bertè, dal 1974 al 1983, dieci anni di percorso musicale arricchito da ben otto album, venga ricordata sostanzialmente da poche canzoni "iconiche", memorabili, famosissime, e tutto il resto venga sostanzialmente dimenticato.
È normale, forse è anche giusto che sia così, ma l’occasione di ritornare su quella storia, quei dieci anni, quegli album, offerta da un bellissimo cofanetto intitolato Reloaded 1974-1983 è una di quelle che vale la pena non lasciarsi sfuggire. Perché i nove cd rimasterizzati partendo dai nastri analogici originali, con un totale di 95 canzoni racchiuse negli otto album originali e in un nono ricco di inediti e preziosità, ci permettono di fare l’inverso, ovvero di lasciare sullo sfondo la Loredana Bertè di oggi e rileggere, riascoltare, mettere nella giusta luce, il lavoro svolto dall’artista romana nei primi, travolgenti, ipercarichi, innovativi anni del suo lavoro.
È bellissimo riascoltare gli esordi di Streaking, 1974, con una singolare Bertè che recita e canta allo stesso tempo, ripassare dalle parti di un album in cui rock, canzone, melodia e elettricità si intersecano come in Normale o Super, con tanto di Sei bellissima, e vederla arrivare rapidamente alle meraviglie di Bandabertè del 1979 e di Made in Italy del 1981, fino ai trionfi di Traslocando del 1982 e di Jazz del 1983. Il tutto arricchito da alcune perle emerse durante il processo di riscoperta e acquisizione dei nastri originali: due brani inediti, un provino inedito in studio, oltre a quattordici brani extra e rarità, tra cui versioni alternative di canzoni già pubblicate, versioni in lingua dei maggiori successi, provini...
Le 95 canzoni sono tutte rimasterizzate, e questo mette in luce meglio non solo la vocalità di Bertè ma anche l’eccellente lavoro musicale che sostiene le canzoni, arrangiamenti sempre originali, sonorità costantemente in linea con i tempi, anzi alle volte anche in anticipo sui tempi stessi, perché Loredana non si limitava a essere contemporanea ma provava, con intelligenza, a guardare oltre, facendosi affiancare da autori, compositori, produttori artistici, arrangiatori e musicisti coinvolti, tra i migliori del nostro panorama musicale.