La svolta dei Coma Cose: "Liberi dai nostri personaggi abbiamo trovato nuova ispirazione"
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteUn meraviglioso modo di salvarsi, il nuovo album dei Coma Cose, uscito venerdì scorso 4 novembre, è il terzo album della band e quello che, con ogni buona probabilità, servirà come punto di svolta nella loro storia. Perché il con questo lavoro sembra che i Coma Cose siano arrivati esattamente dove dovevano e volevano arrivare, le tappe fatte con successo dal 2019, quando uscì il loro primo lavoro, Hype Aura, invece di fargli perdere la strada, li hanno portati a un'eccellente punto di equilibro. Muovendosi con intelligenza tra molti generi e suoni diversi, con il nuovo album hanno realizzato una sintesi che li contiene tutti, comprese le loro 'referente', dai New Order a Lucio Battisti. Insomma, quello che volevano o sognavano di realizzare quando scrivevano e cantavano Anima lattina è tutto qui, tra le undici canzoni e tre skit che compongono l'album. Come se fosse il loro primo vero disco.
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Un meraviglioso modo di salvarsi, il nuovo album dei Coma Cose, uscito venerdì scorso 4 novembre, è il terzo album della band e quello che, con ogni buona probabilità, servirà come punto di svolta nella loro storia. Perché il con questo lavoro sembra che i Coma Cose siano arrivati esattamente dove dovevano e volevano arrivare, le tappe fatte con successo dal 2019, quando uscì il loro primo lavoro, Hype Aura, invece di fargli perdere la strada, li hanno portati a un'eccellente punto di equilibro. Muovendosi con intelligenza tra molti generi e suoni diversi, con il nuovo album hanno realizzato una sintesi che li contiene tutti, comprese le loro 'referente', dai New Order a Lucio Battisti. Insomma, quello che volevano o sognavano di realizzare quando scrivevano e cantavano Anima lattina è tutto qui, tra le undici canzoni e tre skit che compongono l'album. Come se fosse il loro primo vero disco.
"E' assolutamente cosi", ci dice Fausto Zanardelli, in arte Fausto Lama, voce e autore principale della band, "ce lo siamo detti anche noi due che sembra il nostro primo disco. Perché è il nostro primo disco completamente libero. Certo, lo erano anche gli altri, ma qui ci siamo liberati di qualche peso, abbiamo fatto pace con un po' di cose, abbiamo chiuso le porte verso la città e aperte quelle verso la campagna, anche fisicamente perché a Milano abitiamo in una zona di confine tra l'una e l'altra. Questo disco racconta questo, in maniera diretta, chiara".
Possiamo dire che Fausto Lama e California hanno lasciato il posto a Fausto Zanardelli e Francesca Mesiano, che la parte di 'personaggio' che vi serviva prima come carta d'identità ve la siete in qualche modo lasciata alle spalle?
(Fausto Zanardelli) "In parte sì, e ci piace. E' parte di un percorso che crediamo sia naturale. Come si fa oggi a diventare noti? È difficile, alle volte devi incarnare qualcosa, uno stereotipo, mettere in evidenza qualcosa di te che è molto pop, in cui la gente possa riconoscersi. Involontariamente per noi è avvenuto, avevamo un linguaggio super punk ma con grande attenzione alla messa in scena. Ora questo ci sembra meno necessario".
Compresi i giochi di parole che vi hanno sempre caratterizzato, ieri vi servivano, oggi non più.
"Assolutamente si, e questo è il risultato, un album che ha degli orizzonti liberi. Ci siamo tolti un po' di torno una parte di rappresentazione. Non tutto ovviamente, ma quanto basta per presentarci in qualche modo diversi a chi ci ascolta e ci segue. Non a caso per la prima volta nell'album facciamo dei pezzi in cui non cantiamo tutti e due, sfuggendo alla trappola del duo, del dover raccontare storie sempre da due o punti di vista".
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Infatti i Coma Cose, alla fin fine, sono una band. Lavorate come una band ma il risultato finale è proposto da un duo. Ma cosa significa avere degli spazi di interpretazione personale, separati?
(Francesca Mesiano) "Tantissimi cambiamenti, che abbiamo affrontato con passione ma anche con un po' di paura, perché liberarsi dalle abitudini è un bene ma è anche difficile. La scrittura di Fausto è cambiata molto, è partito prima dalla musica per poi arrivare alle parole, e questo ci ha portato a scrivere una storia da un solo punto di vista per poi capire come cantarla".
Come una band con due cantanti?
"Si, lasciando maggior spazio alle due nostre diverse personalità, a noi piace molto, sinceramente, speriamo che questo cambiamento venga apprezzato".
C'è una maggiore maturità nei testi, ma anche nelle musiche. Siete alla ricerca di un'evoluzione sonora che vi porti un passo oltre quello che fate voi e che ha fatto, in generale, la nuova scena musicale italiana? Dal singolo, Chiamami, sembrerebbe di si.
(Fausto Zanardelli) "È quello che ci interessa e che speriamo di aver fatto, la finestra che si era aperta da un po' di anni nella scena musicale italiana forse si è già richiusa, banalmente anche per un esubero di proposte musicali. In una situazione di tendenziale 'normalizzazione' fare un disco liberamente, in autonomia, consegnando il master alla casa discografica, decidendo noi quale dovesse essere il primo singolo...cosa volere di piu? Ci interessa crescere, andare oltre i nostri limiti se possibile. Quindi è un disco variegato che con Chiamami secondo me rappresentiamo bene. Certo è 'catchy' quanto basta, ma è il nostro tentativo di far convivere il cantautorato con la new wave dei New Order, non è un brano usa e getta, anche se chi vuole lo può ascoltare così, c'è tantissimo lavoro dietro, ha una sua complessità che può essere scoperta. Magari assieme ai New Order, che oggi non sono poi tanto ascoltati. C'è tanta musica da scoprire e che può essere di stimolo per altre cose".
Come avete fatto a sopravvivere a Sanremo, a quella potente botta di popolarità? È facile perdere il filo e andare a sbattere, che arma di difesa avete usato?
(Francesca Mesiano) "Quello che abbiamo fatto è stato spegnere tutto, ci siamo tolti dai social, io ho spento il telefono, e ci siamo detti: per il tempo che ci vorrà, qualsiasi esso sia, ci richiudiamo in noi stessi e cerchiamo di scoprire, quello che eravamo, quello che siamo, quello che vorremmo essere, senza alcuna influenza esterna. E' stato molto liberatorio, difficile, un po'come smettere di fumare, ma necessario. Questa cosa ci ha permesso non solo di vivere ma di pensare in maniera diversa".
E il risultato?
"Per me è stato quello di cantare di più, le nostre canzoni sono difficili da fare dal vivo, per come sono strutturare è come se non godessi quasi mai, perché è difficile riportare o in concerto quello che è su disco. Invece qui canto di più, provo un'emozione diversa che posso trasferire anche dal vivo, perché anche la musica mi consente di fare cose che prima facevo di meno".
(Fausto Zanardelli) "Io mi sono concesso due brani rap, poi uno in cui mi sono raccontato, spiegato. Ho fatto tanta strada, tanta gavetta, tutto, alle volte mi sento 'il maschio dei Coma Cose', ed è giusto così. Ma questa volta mi andava di raccontare la mia storia, quello che sono e quello che ho fatto. Anche questo è parte del percorso di liberazione di questo disco, in cui ci siamo aperti molto di più".
Il che vuol dire, per un autore, scrivere cose più profonde, personali, elaborate. Quanto ha contato quello che avete vissuto attraversando la pandemia?
"Molto, è stata un'esperienza nuova e difficile per tutti. In più certamente l'età aiuta, sono diventati o più maturo, sento maggiormente le responsabilità. E penso, dunque che le parole contino, che sono una cosa importante soprattutto nelle canzoni. Non è un periodo in cui nella musica italiana si dia particolare rilevanza ai testi, non trovo grandi soddisfazioni ascoltando i testi che ci sono in giro, mi sembra che sia una componente un po' lasciata da parte e mi dispiace".
Scrivendo cose particolari si arriva all'estremo di Thasup.
"Si ma li c'è una sperimentazione, una ricerca. Io non la capisco, ma ho un'età per la quale forse è giusto che sia così. Ogni generazione ha il suo linguaggio. Questa cosa dei testi è molto punk, ma il punk è durato due anni e poi è arrivata la new wave. Da noi questo non è ancora successo, il che mi spinge a superarmi a provare a fare di più e di meglio".
Questi nuovi testi portano a cantare in maniera diversa. Niente giochi di parole, più melodia, oltre al rap.
(Francesca Mesiano) "A me appassiona questo cambiamento, perché in questo momento della mia vita è il modo più giusto per esprimere la mia vocalità. Spero di riuscire a cambiare anche nelle perfomance, è quello che mi piace fare, godo nel ricantare le canzoni, meglio di questo non c'è niente".
Come_Cose sono già al lavoro per il tour della prossima primavera: hanno allargato la band con due nuovi elementi, stanno lavorando agli arrangiamenti, per dare spazio alle novità di Un meraviglioso modo di salvarsi. L'appuntamento è a marzo del 2023.