✕

Massimo Ranieri e 'Tutti i sogni ancora in volo': "Contano i progetti e io, come prima, non vedo l'ora che si apra il sipario"

A 71 anni, e a 27 dall'ultimo disco, l'interprete napoletano pubblica un disco di 12 brani che non aveva mai cantato prima. Tra gli autori, Ivano Fossati, Pacifico, Giuliano Sangiorgi, Gianni Togni e Bruno Lauzi
2 minuti di lettura

Massimo Ranieri è un uomo fortunato. E non perché è un cantate e attore, un'artista di grande successo, ma perché a 71 anni, dopo aver ottenuto qualsiasi riconoscimento, dopo aver conquistato i cuori di milioni di persone con le sue canzoni, dopo aver avuto una vita ricca, sorprendente, artisticamente soddisfacente, dopo aver venduto 14 milioni di copie dei suoi più di trenta album, ha Tutti i sogni ancora in volo, come recita il titolo del suo nuovo album. Sì, non conosce la noia Massimo Ranieri, non si ferma mai, tra teatro, musica, televisione, tra canzoni e progetti, tra spettacoli e idee. "I sogni che sono in volo, alla fin fine, sono sempre gli stessi, quelli che avevo da ragazzino e che ancora mi spingono ad andare avanti. Realizzarli? Sì, è sempre un piacere, una soddisfazione, ma sognare resta la cosa più importante, se non lo sapessi più fare, se quei sogni scendessero a terra, non riuscirei pi&ug…

Massimo Ranieri è un uomo fortunato. E non perché è un cantate e attore, un'artista di grande successo, ma perché a 71 anni, dopo aver ottenuto qualsiasi riconoscimento, dopo aver conquistato i cuori di milioni di persone con le sue canzoni, dopo aver avuto una vita ricca, sorprendente, artisticamente soddisfacente, dopo aver venduto 14 milioni di copie dei suoi più di trenta album, ha Tutti i sogni ancora in volo, come recita il titolo del suo nuovo album. Sì, non conosce la noia Massimo Ranieri, non si ferma mai, tra teatro, musica, televisione, tra canzoni e progetti, tra spettacoli e idee. "I sogni che sono in volo, alla fin fine, sono sempre gli stessi, quelli che avevo da ragazzino e che ancora mi spingono ad andare avanti. Realizzarli? Sì, è sempre un piacere, una soddisfazione, ma sognare resta la cosa più importante, se non lo sapessi più fare, se quei sogni scendessero a terra, non riuscirei più ad andare avanti, dovrei pensare davvero di smettere". I sogni, in questo caso, hanno preso la forma di dodici canzoni inedite, in un album che è uscito da pochi giorni, il che significa che Ranieri, nel pieno del 2022, ha pensato di dover cantare canzoni che non aveva mai cantato, proponendo a ventisette anni di distanza dal precedente, un album fatto di cose che il pubblico ascolterà per la prima volta.

(ansa)

Ventisette anni sono davvero tanti. Quindi perché così tanto tempo e perché adesso?  
"Il tempo non conta molto, a dire il vero. Contano i progetti. E il grande lavoro che ho fatto come interprete del grande repertorio della canzone napoletana, il lavoro esaltante fatto con Mauro Pagani, ma anche album come 'I miei cantautori', mi hanno permesso di mettere in piedi progetti sempre entusiasmanti. Questa volta ho sentito il bisogno di andare oltre e tornare a proporre cose che la gente non conosce, provare a sorprendere il pubblico ma prima di tutto sorprendere me stesso".

E per questo ha deciso di collaborare ancora con Gino Vannelli, che ha curato tutti gli arrangiamenti?
"Sì, perché dopo Qui e adesso volevo anche con lui sperimentare cose diverse, entrare maggiormente nel suo mondo musicale, tra fusion, jazz, pop raffinato ed elegante. Volevo mettermi alla prova con atmosfere diverse, senza rinunciare a nulla del mio modo di essere, del mio stile. Gli autori delle canzoni, infatti sono straordinari, Ivano Fossati, Pacifico, Pino Donaggio, Giuliano Sangiorgi, Franco Fasano, Gianni Togni, Giuliano Baldassi, Gerardo Di Lella e i fratelli Carlo e Niccolò Verrienti".

Sono quelli che firmano il maggior numero di canzoni. Cosa ha apprezzato di loro?
"La loro apparente leggerezza, l'idea che in una musica che può coinvolgerti come una carezza e spartire, in realtà c'è molto di più, c'è grande profondità".

Webnotte Umbria Jazz, l'assolo di Ranieri: "Anema e core"

C'è anche un brano di straordinaria intensità come La mia mano a farfalla di Bruno Lauzi.
"Quando ho letto il testo mi sono emozionato. Lauzi, malato di Alzheimer, parla della sua condizione in una maniera vera e poetica, l'immagine della mano a farfalla è incredibile e il lavoro musicale di Franco Fasano e Vannelli l'ha fatta diventare una canzone bellissima. Conoscevo Lauzi, penso che sia un autore oggi troppo spesso dimenticato e spero che questa canzone serva a farlo ricordare per la sua grandezza".

Musica, teatro, il ritorno dal vivo con il nuovo spettacolo Tutti i sogni ancora in volo, ma anche televisione, con la nuova fiction per Mediaset e il progetto di un nuovo show per il piccolo schermo.
"Sì, dopo il lockdown e lo stop dovuto alla caduta dal palco del teatro Diana, sono tornato al lavoro con grande passione, anche se cercherò di stare più attento, perché è evidente che ho una mentalità da ragazzo, ma il fisico no. Ma mi diverto ancora e, alla fine, ogni sera non vedo l'ora che si apra il sipario".