✕

Tananai, non c'è solo 'Sesso occasionale': ora ci conduce in un rave terapeutico

Il musicista pubblica il nuovo disco 'Rave, eclissi': "Amo cambiare e chissà il prossimo disco come sarà"
3 minuti di lettura

L'ultimo posto, venticinquesimo, all'ultima edizione di Sanremo, per Tananai è stata una benedizione. Se fosse arrivato a metà classifica non sarebbe stato "né carne né pesce" e probabilmente non si sarebbe fatto notare allo stesso modo. Invece, dal fondo di quella classifica è emerso come un trionfatore con la sua Sesso occasionale che è diventata un megahit e il suo nome sulla bocca di tutti. Bello, simpatico, sfrontato, Tananai ha tutte le carte in regola per diventare il poster boy della nuova generazione del pop italiano, e in gran parte lo è già, piace alle ragazzine, i suoi brani vanno con facilità alla radio, lo streaming lo aiuta ad arrivare ovunque.

E o…

L'ultimo posto, venticinquesimo, all'ultima edizione di Sanremo, per Tananai è stata una benedizione. Se fosse arrivato a metà classifica non sarebbe stato "né carne né pesce" e probabilmente non si sarebbe fatto notare allo stesso modo. Invece, dal fondo di quella classifica è emerso come un trionfatore con la sua Sesso occasionale che è diventata un megahit e il suo nome sulla bocca di tutti. Bello, simpatico, sfrontato, Tananai ha tutte le carte in regola per diventare il poster boy della nuova generazione del pop italiano, e in gran parte lo è già, piace alle ragazzine, i suoi brani vanno con facilità alla radio, lo streaming lo aiuta ad arrivare ovunque.

E ora il primo album, intitolato Rave, Eclissi, che presenta non un solo Tananai, ma molti e ognuno diverso dall'altro. Quello riflessivo, quello allegro, quello che ama l'elettronica e quello che si tuffa anima e corpo nel pop, quello leggerissimo e volatile, quello più attento e curioso. Chissà se era esattamente quello che voleva fare..."Si, era questo", ci dice, "ma è  ovvio che quando ho chiuso il disco e mandato i pezzi ho immediatamente pensato che avrei fatto altre cose ancora. Ma sono un tipo che è sempre insoddisfatto: l'album era pronto per uscire due mesi prima, ma io non ero ancora del tutto contento e sentivo la necessità di fare altre cose. Quindi mi sono preso il tempo per cercare di fare le cose per bene e sono stato fortunato perché non mi hanno dato una scadenza, ho potuto lavorare in libertà. Quindi la riposta è: è il miglior disco possibile per adesso".

Quindi è un buon biglietto da visita per conoscere veramente Tananai al di la dei singoli di successo?
"Si, sono me stesso, sono realmente così, con tante visioni differenti che convivono in una sola personalità. Al momento la mia fortuna è stata di piacere con certi pezzi, e l'occasione dell'album è il modo per sfruttare questo interesse e far ascoltare anche altro. Sono così in questo periodo della mia vita, sento che devo essere me stesso, ho urgenza di scrivere, produrre, di essere sincero sia quando canto sia quando mi guardo allo specchio la mattina. Se non sono me stesso da solo non lo sono mai. Ma non mi preoccupa cambiare suono o immagine, uno dei miei più grandi idoli è David Bowie e lui cambiava costantemente personalità, musica. Questo è il mio primo lavoro, magari per il prossimo album cambierà tutto...".

Quindi cosa la diverte, oggi, nell'essere Tananai?
"Le reazioni di alcune persone, il modo in cui si rapportano alle canzoni e a me, il poter chiacchierare con persone che io non conosco, ma che mi conoscono. E anche il fatto di poter non fare niente e fare solo musica".

E perché fa musica?
"Se devo essere sincero faccio musica perché è l'unica roba che non mi ha mai annoiato. Non avevo nessuna vocazione, non è avvenuta nessuna chiamata dal dio della musica. Mi annoio facilmente, fin da piccolo ho cercato di fare qualsiasi cosa ma nulla è durato. Invece con la musica tutto è cambiato, anche i rapporti umani. Da quando ho iniziato a scrivere mi sono reso conto che riesco a capirmi, ho delle difficoltà sebbene non sembri, guardando come comunico sui social sembra che so parlare di me, in realtà no, nella mia vita privata è uno dei miei più grandi difetti, allontano da me le persone perché spesso mi sembra di non riuscire davvero a dire quello che ho dentro. E non perché non abbia voglia o per timidezza, ma semplicemente perché non ho i mezzi per farlo, non possiedo le chiavi giuste per aprire la serratura. Invece  ho scoperto il valore terapeutico della scrittura".

Da ascoltatore che musica ama?
"La musica che amo è tanta: sono un fan dei Radiohead, di Thom Yorke solista, poi sono appassionato di techno, tanto, dagli anni novanta ad oggi, o prima la house. Mi piace tantissimo Damon Albarn, i paesaggi sonori che tira fuori con Gorillaz e Blur...cose diverse".

E la musica italiana?
"Non ne ho mai ascoltata molta. Adesso mi piace perché ne sono parte in piccolo. Apprezzo tantissimo l'italiano come lingua. Per quanto possa essere poetico e intenso un testo francese o inglese, la poeticità musicale dell'italiano è inarrivabile. La musica italiana mi piace quando ha una propria identità, quando non segue un filone o una moda, quando vuole assomigliare al pop angloamericano. Oggi mi piace che ci sia una ricerca che va al di la dei confini culturali, non ci si preoccupa più che un brano possa suonare 'italiano', anzi è un valore aggiunto".

Quindi, per concludere, "Rave, Eclissi" è un buon modo per presentarsi?
"Credo di si, spero di si. E' un modo per mostrarmi come sono, completamente, mentre con i singoli sei per forza qualcosa di specifico. Con il tour di questa estate mi sono presentato, è stato piacevole ma limitato, oggi non potrei rifarlo perché molte di quelle canzoni non mi rappresentano come prima. Andando dal vivo con quei brani avevo certamente la gioia di cantarli ma una volta scesa l'adrenalina ero frustrato perché non mi ero mostrato davvero per come sono. Non sono più il 'me stesso' di tre o quattro  anni fa, un tempo che con tutto quello che è successo equivale a decadi. Quindi non vedo l'ora che la gente ascolti il disco e di tornare a suonarlo dal vivo".