Vengono dal cuore di Roma, Fontana di Trevi per l'esattezza, e hanno imparato la suggestione del falsetto per una punizione. I fratelli Ivano e Silvano Michetti, fondatori e leader dei Cugini di Campagna, finirono per punizione a frequentare il coro delle Voci Bianche della Cappella Sistina. Quella lezione è alla base di Anima mia, il successo che ha regalato alla band una sorta di immortalità.
I Cugini di Campagna e l'incontro con Arbore e Boncompagni
Ivano ha raccontato di aver scoperto proprio frequentando quel coro di avere l'orecchio giusto per poter fare il musicista. L'incontro con i primi successi fu casuale: una sera Ivano e Silvano si trovarono nello stesso ristorante in cui cenavano Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, i veri re di Radio Rai di quel tempo grazie a Alto gradimento. I fratelli iniziarono a cantare a cappella (in falsetto) Quella vecchia fattoria e attirarono l'attenzione dei due conduttori, che li vollero in studio per realizzare la sigla del programma ma che gli chiesero di cambiare il nome in Cugini di Campagna.
'Anima mia' e la bugia sul testo
Dopo una serie di vicissitudini, Ivano decise di scrivere un pezzo che potesse lanciare i Cugini definitivamente verso il successo: dopo due giorni di lavoro serrato, il testo di Anima mia era pronto. Quando la fece ascoltare ai discografici disse che il testo era stato scritto da Franco Migliacci (l'autore di Nel blu dipinto di blu, ndr). Solo dopo aver ottenuto il sì rivelò che in realtà l'autore era lui. Inventando un look basato su vestiti di pailletes cucite dalla loro mamma e zeppe con tacchi modulati in modo tale che tutti i componenti del gruppo sembrassero della stessa altezza, i fratelli Michetti pensarono che il brano dovesse essere realizzato in modo tale da poter essere cantato indifferentemente da un uomo o da una donna.
La canzone uscì nel 1973, divenendo uno dei brani più conosciuti e longevi della storia del pop italiano. Ne esistono quasi 60 versioni, incise in tutto il mondo: l'hanno incisa tra gli altri Perry Como, Frida degli Abba, Claudio Baglioni, Dalida.