Il mondo di Ariete: "Sono passata dalla cameretta alla tv. L'omofobia? Sono sempre stata con ragazze e mi hanno rispettata"
di Andrea Pascoli , di Andrea PascoliOspite della puntata di mercoledì 21 dicembre de La conferenza stampa, il nuovo programma di RaiPlay a firma di Giovanni Benincasa (Una pezza di Lundini), la cantautrice Ariete, che a breve calcherà il prestigioso palco del Festival di Sanremo con il brano Mare di guai, ha risposto a una serie di domande da parte di un parterre di giovanissimi.
Ospite della puntata di mercoledì 21 dicembre de La conferenza stampa, il nuovo programma di RaiPlay a firma di Giovanni Benincasa (Una pezza di Lundini), la cantautrice Ariete, che a breve calcherà il prestigioso palco del Festival di Sanremo con il brano Mare di guai, ha risposto a una serie di domande da parte di un parterre di giovanissimi.
Nuovo nome dell'indie-pop italiano, Ariete si è subito fatta apprezzare per i suoi testi: "Scrivo le canzoni in due modi, o di pancia o razionalizzando le mie emozioni. L'ho scritta veramente di pancia, è una canzone molto diretta, cruda, perché in quel momento ero ancora molto ferita da quella cosa lì, razionalizzando dico che ho un po' esagerato e che magari potevo evitare di scrivere certe cose, mentre ci sono cose che scrivo meno di pancia ed è praticamente un riutilizzo dei miei pensieri, ad esempio il mio pezzo Club. È come se rimanesse sempre un cassetto che io apro quando ne ho bisogno, scrivere canzoni è tanto immaginazione e tanto riutilizzo emotivo delle cose che ti succedono".
Un successo immediato, il suo, che ha consacrato la sua passione e totale dedizione per la musica, ma che Ariete naviga ancora in maniera molto cauta, seppur molto motivata a proseguire su questa strada: "Penso che tutti abbiano delle passioni, la mia grande fortuna è stata che la mia passione è riuscita a diventare un lavoro dall'oggi al domani, è stato un allineamento di cose che mi ha portata ad arrivare dove sono ora, che secondo me non sono ancora da nessuna parte, è tutto appena iniziato. Penso che perdere tutto sia la cosa che temi di più. Non è proprio perdere il successo, i soldi, è proprio perdere lo scopo della tua vita: c'è la visione che il cantante o l'artista fa il lavoro dei suoi sogni e sta là a suonare tutto il giorno la chitarra, a cantare, a fare la bella vita e finisce là. Invece, come un direttore di banca che per avere il suo stipendio deve fare mille scartoffie e mille cose, un cantante per guadagnare e vivere bene deve fare tante cose messe insieme, e appena una di queste viene a mancare tu non solo perdi il lavoro, ma perdi il tuo più grande scopo di vita. Io non mi potrei mai immaginare a fare la direttrice di banca, perdere quello che ho si trascinerebbe via anche tutta la motivazione che ho adesso".
Tra domande serie e meno serie, come ad esempio come commettere un omicidio facendolo sembrare un incidente, che canzone sceglierebbe come sottofondo per uno strangolamento, il primissimo concerto a cui ha partecipato (Fedez) e quale sia la sua canzone preferita da cantare (Castelli di lenzuola), Ariete ha voluto anche esprimere il suo parere su quanto sia difficile essere gay in Italia: "Secondo me per prima cosa non bisognerebbe mai reputare difficile semplicemente vivere. È sicuramente difficile farsi capire dagli altri, credo che l'omofobia sia una cosa ben radicata in Italia e per quanto cerchiamo di fare passi avanti penso che essere gay in Italia sia difficile ma non penso che questo debba ostacolare mai qualcuno. Io, da ragazza che è sempre stata praticamente solo con ragazze, sono sempre stata rispettata, però allo stesso tempo penso che per un ragazzo sia molto più difficile e questo problema può partire dal maschilismo, dal patriarcato, ci sono centomila problemi radicati che rendono la sessualità di un ragazzo più difficile in generale rispetto a quella di una ragazza, nella maggior parte dei casi. Ma ormai ci sono così tanti modi di chiedere aiuto che sarebbe veramente stupido privarsi di essere sé stessi pur di piacere a Francesco che gioca a calcetto il venerdì sera".
Uno dei segreti del suo successo? Il coinvolgimento del suo pubblico: "Ho la stessa età delle persone che mi vengono a vedere ai concerti, ho la stessa voglia di saltare, urlare a squarciagola che hanno loro, per quello coinvolgo molto il mio pubblico. Credo che un concerto sia un momento sacrosanto, dal momento in cui le mie canzoni le puoi ascoltare quando ti pare, io mi sento in dovere di doverti dare qualcosa in più. Nel mio piccolo cerco sempre di normalizzare il più possibile il grande distacco che tante volte si immagina ci sia tra artista e ascoltatore".
A breve sul palco di Sanremo, in onda su Rai 1 dal 7 all'11 febbraio 2023, Ariete ha infine voluto dare un consiglio a chi vorrebbe seguire le sue orme: "Il mio consiglio è cercare per quanto possibile di farsi trovare, mai cercare".