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Canzoni sotto l'albero, da Mariah a 'Last Christmas', perché quelle note sono immortali

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A trent’anni dall’uscita la canzone 'All I want for Christmas is you' è di nuovo prima in classifica. Resistono gli Wham! e i classici di Elvis, Lennon e Bing Crosby
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Le canzoni di Natale non vi abbandoneranno mai. Sono lì, pronte a tornare ogni anno, sempre le stesse, al vostro servizio, a illudervi, a rasserenarvi, a cullarvi nell'illusione che al mondo qualcosa di buono ci sia, malgrado tutto. Per queste stesse ragioni una canzone di Natale può essere un copioso vitalizio, non immaginate quanto, soprattutto se vi chiamate Mariah Carey.

La sua All I want for Christmas is you ha vinto, su tutti i fronti, è diventata la canzone natalizia per eccellenza, più di Tu scendi dalle stelle, più di Astro del ciel, superando perfino monumenti che sembravano incrollabili come la White Christmas di Bing Crosby che dal…

Le canzoni di Natale non vi abbandoneranno mai. Sono lì, pronte a tornare ogni anno, sempre le stesse, al vostro servizio, a illudervi, a rasserenarvi, a cullarvi nell'illusione che al mondo qualcosa di buono ci sia, malgrado tutto. Per queste stesse ragioni una canzone di Natale può essere un copioso vitalizio, non immaginate quanto, soprattutto se vi chiamate Mariah Carey.

La sua All I want for Christmas is you ha vinto, su tutti i fronti, è diventata la canzone natalizia per eccellenza, più di Tu scendi dalle stelle, più di Astro del ciel, superando perfino monumenti che sembravano incrollabili come la White Christmas di Bing Crosby che dal lontano 1942 non ha mai smesso di essere un evergreen del Santo Natale. Ebbe tanto inaspettato successo che la matrice su cui si facevano le copie discografiche si consumò e, cinque anni dopo, dovettero richiamare l'orchestra e Bing Crosby per registrarla nuovamente, esattamente uguale. Il singolo ha collezionato qualcosa come 50 milioni di copie. Poi però è arrivata Mariah, nel 1994, e da quel momento ogni benedetto Natale la sua canzoncina perfetta, o meglio il suo perfetto delitto natalizio, torna puntualmente in classifica, irresistibile, incontenibile; la cantano tutti, grandi e piccini, fruttando almeno due milioni di dollari l'anno.

A guardarle le classifiche di questi giorni fanno sorridere, c'è un profluvio di giovanilismo, pezzi di Shiva, Lazza, Tedua, Capo Plaza, nomi che a stento gli adulti conoscono, e in mezzo fanno capolino con noncuranza e totale indifferenza alle mode Mariah Carey e l'altra immarcescibile hit natalizia, ovvero Last Christmas degli Wham!. Questo per l'Italia. Se andiamo a vedere le classifiche globali arrivano pezzi antichi e neanche così celebri, tipo Brenda Lee con Rockin' around the Christmas tree, una robina che viene dal 1958; riappare perfino Dean Martin e c'è anche Feliz Navidad di José Feliciano, l'unica vera hit natalizia in lingua spagnola che resista al tempo. L'ha rifatta persino la famiglia Bocelli, Andrea, naturalmente, insieme ai figli Matteo e Virginia.

Le classiche canzoni di Natale tornano, sempre, sembrano anzi l'unica certezza in un mondo di radicali trasformazioni, più che tormentoni sono serbatoi di rassicurazione, scaldini dell'anima, ninnenanne che tranquillizzano dubbi e riempiono abissi di significati, offrendo legittime giustificazioni al nostro più nascosto desiderio di regredire all'infanzia.

Andrea Bocelli e i figli cantano per i reali inglesi in omaggio a Elisabetta II


Da notare che in queste classifiche non ci sono italiani e il motivo è molto semplice. I nostri cantanti, tranne rarissime eccezioni, hanno sempre snobbato il Natale, le festività le hanno evitate come se di un festoso mondo di sacre ricorrenze si trattasse invece della peste. Al contrario gli anglosassoni amano il genere, l'hanno praticato da sempre, non si sono mai sentiti sminuire nel cimentarsi col repertorio classico e per questo troviamo centinaia, migliaia di versioni, a volte anche molto belle, preziose, che siano di Elvis Presley, Ella Fitzgerald o Frank Sinatra, Louis Armstrong o Michael Bublé, l'hanno fatto i rocker più estremi, l'hanno fatto i Ramones e Bruce Springsteen, i Pogues, Paul Simon e perfino qualche rapper. L'elenco è praticamente infinito. Nel 2009 Bob Dylan sconvolse milioni di estimatori pubblicando un intero album natalizio, Christmas in the heart, con un singolo, Must be Santa, cover di un vecchio pezzo che pare una festa contadina in cui s'invoca l'arrivo di Babbo Natale. Unico vezzo che si è concesso è quello di alternare i nomi delle otto renne della slitta, che per inciso sono Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donner e Blitzen, con i nomi degli ultimi otto presidenti degli Stati Uniti.

Inglesi e americani hanno anche costantemente praticato lo sport di inventare nuovi brani di successo a tema natalizio. L'hanno fatto Mariah Carey e gli Wham!, per l'appunto, ma l'ha fatto anche John Lennon, il più nobile e carismatico artista musicale di tutti i tempi. Nel dicembre del 1971 incise la sua Happy Xmas insieme a Yoko Ono e, da militanti della pace quali erano, accompagnarono la pubblicazione del disco inviando un pacchetto con due ghiande ai Capi di Stato del mondo e facendo affiggere in tutte le più importanti capitali enormi manifesti bianchi con la scritta "War is over", la guerra è finita, e sotto, in caratteri più piccoli, "if you want it", se lo vuoi.