Spettacoli

Sanremo 2023, Al Bano, Ranieri e Morandi insieme, più che un trio è un monumento

Sanremo 2023, Al Bano, Ranieri e Morandi insieme, più che un trio è un monumento
Che piaccia o no la loro musica è impossibile non fare i conti con tutto quello che hanno fatto nei circa sessant'anni di carriera di ognuno di loro
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Superospiti lo sono di certo, per la lunghezza della loro carriera, per la quantità dei loro successi, per l'amore profondo che gli italiani hanno per ognuno di loro. Gianni Morandi, Massimo Ranieri e Al Bano, dunque, meritano certamente di arrivare, addirittura tutti e tre e addirittura insieme, sul palco della seconda serata del Festival di Amadeus. Inutile e assolutamente sbagliato usare qualsiasi forma di ironia per presentare l'inedito trio, perché l'unico aggettivo possibile per provare a definirlo è "monumentale". Tale è il loro status nella scena musicale odierna, che piaccia o no la loro musica e le loro canzoni è impossibile non fare i conti con tutto quello che hanno fatto nei circa sessant'anni di carriera di ognuno di loro (esordio nel 1962 per Morandi, nel 1964 per Ranieri, nel 1965 per Al Bano) tra colpi di genio e fesserie, tra pezzi di storia e amabili dimenticherie, tra capolavori e disastri, con decine e decine di canzoni che gli italiani, per un motivo o un altro, hanno cantato e ancora cantano.

I monumenti, dunque, si ammirano. Ma ci parlano, e così la loro presenza a Sanremo ci dice quello che siamo stati, soprattutto, ma anche quello che siamo o che potremmo essere. Non è solo, dunque, il revival degli anni sessanta, fosse per quello la loro ospitata a Sanremo sarebbe poco interessante. Sono le loro caratteristiche odierne, l'eterna giovinezza di Morandi, l'inarrestabile curiosità di Ranieri, l'indomita forza di Al Bano, quello che aspettiamo di vedere in scena, perché ci dicono che per noi, in fondo, c'è speranza, che ognuno, l'Italia tutta forse, ha delle risorse interiori in grado di superare anche le più inattese difficoltà. Lo hanno fatto tutti e tre, nella vita e nell'arte, e celebrare la loro storia e il loro, seppur diverso, rapporto con la musica è un buon motivo per festeggiare anche noi. Chissà come sceglieranno, nel triplice catalogo, le canzoni da cantare? Ci sarà Rose rosse? E La fisarmonica? Ma soprattutto: ascolteremo Felicità cantata da tutti e tre? Qualsiasi cosa decideranno di fare, sarà comunque monumentale.