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Paolo Conte e il debutto alla Scala: "Mi innamorai della lirica cadendo da un cavallo a dondolo"

Il cantautore farà il suo esordio al Piermarini il 19 febbraio. "Azzurro in scaletta? Vedremo. Di sicuro ci saranno Max e Via con me"
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ASTI - E dopo la Scala? "Eh bisogna salirla e vedere cosa c'è sopra. Immagino che porti a un piano". Con un suo tipico gioco di parole e understatement astigiano, Paolo Conte commenta l'appuntamento che butterebbe chiunque nel panico: il debutto alla Scala, il 19 febbraio. Il primo musicista di canzonette - absit iniuria - a salire su quel palco e, lì sì, trovare il piano. Tanto per fare un esempio, Bob Dylan sta bussando da anni alle porte del paradiso della musica mondiale senza neppure ricevere risposta ("ma pure la poesia di certo cantautorato italiano è da Nobel"). Conte già aveva avuto una proposta - "suonavo a Parigi, dovetti rinunciare" - stavolta ha dovuto attendere un mese e mezzo dopo l'idea, venuta a Caterina Caselli a maggio. E in 48 ore i biglietti sono andati esauriti. "Sarà il mio pubblico, lo spettacolo è fuori abbonamento. Ma chissà".

ASTI - E dopo la Scala? "Eh bisogna salirla e vedere cosa c'è sopra. Immagino che porti a un piano". Con un suo tipico gioco di parole e understatement astigiano, Paolo Conte commenta l'appuntamento che butterebbe chiunque nel panico: il debutto alla Scala, il 19 febbraio. Il primo musicista di canzonette - absit iniuria - a salire su quel palco e, lì sì, trovare il piano. Tanto per fare un esempio, Bob Dylan sta bussando da anni alle porte del paradiso della musica mondiale senza neppure ricevere risposta ("ma pure la poesia di certo cantautorato italiano è da Nobel"). Conte già aveva avuto una proposta - "suonavo a Parigi, dovetti rinunciare" - stavolta ha dovuto attendere un mese e mezzo dopo l'idea, venuta a Caterina Caselli a maggio. E in 48 ore i biglietti sono andati esauriti. "Sarà il mio pubblico, lo spettacolo è fuori abbonamento. Ma chissà".

"Chissà" è anche la risposta sulla scaletta: "Dovrò incontrare i musicisti, discutere, vedere gli arrangiamenti. Di sicuro ci saranno Max, Via con me, Sotto le stelle del jazz, L'impermeabile". E c'è un'idea di un fascino infinito: "Che tra gli stucchi del Piermarini si parta con l'Inno nazionale e si continui con l'inno non ufficiale, Azzurro. Vedremo". Possibile anche Dal loggione, che descrive proprio un innamoramento per la musica, "e il loggione del teatro Alfieri di Asti è combattivo e competente, quasi quanto quello di Milano".

Conte di lirica e classica è innamorato al contempo da tanto e da poco. "Ero bambino, ascoltai in radio non so più cosa di Verdi, la sua forza mi colpì così tanto che caddi dal cavallo a dondolo". Poi per decenni ha prevalso il jazz, "e se dovessi dire quali artisti io vorrei vedere alla Scala, dove come spettatore non sono mai stato, direi quelli del mio pantheon: Art Tatum, Louis Armstrong e Sidney Bechet. E per la lirica Pavarotti". Poi di nuovo amore "nato grazie a Sky Classica Hd, che, specie la sera, è il mio accompagnamento. Ho già suonato in tanti teatri di classica, dal San Carlo di Napoli all'Opera di Vienna. Ma la Scala è la Scala".

L'effetto della caduta da cavalluccio è permanente: Conte si dice verdiano, "soprattutto per la trilogia popolare, Rigoletto, Trovatore e Traviata. Puccini è bravissimo ma guarda troppo a est. Verdi è concreto, è forte". La Scala può dirsi a 86 anni il coronamento di una carriera clamorosa e non ancora finita, "anche se i tempi si sono dilatati, mi piace riposarmi, disegnare". Si vede: quello che una volta era il suo studio di avvocato ha perso tutti i manuali di diritto e trabocca di cartelle con disegni del suo musical Razmatazz. Ma c'è anche un pallone firmato da Gianni Rivera. E un pensiero va - ma non riteniamo che possa essere il successivo scenario musicale - a San Siro: "Speriamo che non lo buttino giù, è un tempio e la partita si vede benissimo. Sono un milanista placido. Prima ero del Torino, poi della Juve. Nel 1950 andai a vedere un Juve-Milan che finì 1-7, erano i tempi del Gre-No-Li. Seguo ancora la squadra, ma l'ultimo che mi ha fatto battere il cuore è stato Shevchenko".