Verso Sanremo 2023, gIANMARIA: "Per me erano meglio le canzoni di una volta"
di Carlo Moretti , di Carlo MorettiCon la vittoria a Sanremo Giovani ha conquistato un posto tra i Big del Festival di Sanremo. Come Mahmood, che poi il Festival lo ha vinto; come Tananai, che l’anno scorso si è invece classificato ultimo, conquistando però anche lui il massimo della notorietà. gIANMARIA ha tutte le carte in regola per seguire le loro orme. Secondo classificato due anni fa a X Factor, il ventenne vicentino porterà in gara all’Ariston una canzone intitolata Mostro: “È la mia fototessera del 2022. Mostro sono io, solo io, in questo anno in cui mi sono sentito solo, non so se lo sono stato realmente ma fisicamente lo sono stato tantissimo”.
Nell’anno di cui parla nella canzone, per gIANMARIA ci sono stati molti cambiamenti. Non è soltanto cresciuto il successo dei suoi brani: Ascolta, la canzone in cui cita D’Annunzio e La pioggia del pineto, veleggia verso i 10 milioni di streaming su Spotify; I suicidi, in cui tenta un crudo …
Con la vittoria a Sanremo Giovani ha conquistato un posto tra i Big del Festival di Sanremo. Come Mahmood, che poi il Festival lo ha vinto; come Tananai, che l’anno scorso si è invece classificato ultimo, conquistando però anche lui il massimo della notorietà. gIANMARIA ha tutte le carte in regola per seguire le loro orme. Secondo classificato due anni fa a X Factor, il ventenne vicentino porterà in gara all’Ariston una canzone intitolata Mostro: “È la mia fototessera del 2022. Mostro sono io, solo io, in questo anno in cui mi sono sentito solo, non so se lo sono stato realmente ma fisicamente lo sono stato tantissimo”.
Nell’anno di cui parla nella canzone, per gIANMARIA ci sono stati molti cambiamenti. Non è soltanto cresciuto il successo dei suoi brani: Ascolta, la canzone in cui cita D’Annunzio e La pioggia del pineto, veleggia verso i 10 milioni di streaming su Spotify; I suicidi, in cui tenta un crudo ritratto generazionale, ne ha già conquistati oltre 5 milioni. C’è stato di mezzo anche il trasferimento a Milano, il contratto con un’etichetta multinazionale e il fatto che “per seguire la musica ho lasciato indietro aspetti importanti della mia vita”.
Mostro sarà anche il titolo dell’album, un disco concept sulla sua vita fin qui?
“Mostro è una canzone molto personale, rappresenta l’altro lato della mia persona, ed è anche una domanda che pongo a me stesso, perché essendomi concentrato su questa mia esperienza artistica penso di aver trascurato rapporti, la mia famiglia, i miei amici, mi sembra di aver annullato la condivisione. È una domanda che spero possa essere allargata a tutta la mia generazione perché mi rendo conto che, come i miei coetanei, pensiamo di condividere tante cose ma in fondo siamo soli davanti ai telefonini. Tutto l’album parla di solitudine”.
Diversamente dal rap e di tanta parte dei cantautori di oggi lei scrive testi dimostrando una certa attenzione a ciò che le accade intorno. È stata una scelta consapevole?
“I testi arrivano in modo del tutto naturale nel processo creativo, un pezzo come I suicidi l’ho scritto di getto, era pronto in dieci minuti. Ho la consapevolezza che tutti oggi parlano soltanto di loro stessi, che non c’è più voglia di mettersi in discussione, si dice solo quanto siamo fighi, quanto sono figo. In quel brano ho messo in discussione ogni cosa, come facevano una volta i cantautori”.
Le canzoni erano meglio prima?
“A livello di contenuto, per i testi, sono fermamente convinto che fossero meglio le canzoni di una volta”.
Scrive musica e parole?
“I testi delle mie canzoni sono al 90 per cento sono miei. Dopo aver composto testo e melodia collaboro con altri musicisti che mi aiutano ad armonizzare e ad arrangiare i pezzi”.
Nei suoi testi torna questa idea di comprare casa, esigenza curiosa per un ventenne.
“Per me la casa è fondamentale, averne una in cui andare a vivere, o più di una, è uno degli obiettivi della mia vita, come luogo fisico in cui ritrovarmi ma è ovviamente anche importante come metafora, perché rappresenta il raggiungimento della maturità come individuo: la casa è il luogo in cui riesci a stare da solo, ad essere veramente te stesso, è il luogo in cui ti specchi”.
I suoi genitori sono separati, lei è cresciuto in due case.
“Il mio sogno di avere una casa tutta mia ha sicuramente a che fare anche con tutto questo, gli eventi ti influenzano. La casa è importantissima a livello familiare. I miei hanno sempre vissuto da separati in casa, si sono divisi quando avevo 15 anni, mi sono sentito meglio. Ho riallacciato i rapporti con mio padre dal momento in cui mi sono trasferito da lui, prima non ci parlavamo”.
In un pezzo dice “scrivo con il sangue come un poeta”, in un altro cita D’Annunzio.
“Anche se sono un grande lettore di poesia in realtà conosco molto poco l’opera di D’Annunzio. Il fatto è che quando ho iniziato a scrivere quella canzone avevo in testa quel tipo di atmosfera e così mi è tornata in mente La pioggia nel pineto che avevo studiato a scuola, come tutti credo. E ho deciso di citarla”.
La canzone che dà il titolo al suo primo album si intitola Fallirò, che rapporto ha con il fallimento?
“Di convivenza e affetto, l’ho visto spesso intorno a me, ho imparato a farci i conti anche a causa del posto in cui sono cresciuto, dove c’erano tante persone fallite, o almeno per me quella è l’idea di fallimento: restare al bar per tutta la vita, accontentarsi. Il fallimento però fa parte della vita, dovesse succedermi di fallire lo riconoscerei e accetterei, non c’è nulla di male, ci si può sempre rialzare”.
Ora c’è la gara di Sanremo.
“Mi aspetto di divertirmi e di fare un passo importante per la mia carriera, di gettare una base importante e di allargare il mio pubblico, mi sento pronto. È un anno che lavoro per questo Festival, anche da prima di avere la certezza della partecipazione. Vorrei che chi ascolta riconoscesse che sono in grado di fare questo mestiere”.