La bandiera di Leo Gassmann “Sul palco del Festival con i colori della pace”
di Carlo Moretti , di Carlo MorettiIl musicista romano figlio dell'attore Alessandro, 24 anni, canterà Terzo cuore, una delle tracce del suo secondo album La strada per Agartha, che uscirà il 24 febbraio
Una delle regole di famiglia è: non cercare mai scorciatoie. Leo Gassmann dice di averla fatta sua. Sarà sicuramente anche per questo se, dopo la vittoria del 2020 tra le “Nuove proposte”, non gli è pesato aspettare tre anni per la convocazione tra i Big. Oggi “Sanremo giovani” ti spedisce direttamente nell’empireo, quest’anno sono passati addirittura in sei. Per lui non ci sono rimpianti: "Aver avuto tre anni anche per lavorare al nuovo disco l’ho vista come una grande opportunità", dice il figlio di Alessandro Gassmann e nipote del grande Vittorio. "Viviamo in un mondo in cui tutto va veloce e avere il tempo per lavorare al proprio progetto è un privilegio. Sono convinto che più che la meta sia importante il viaggio. Probabilmente se mi fossi buttato subito nel calderone dei Big non avrei raggiunto la maturità che ho raggiunto con questo percorso".&…
Una delle regole di famiglia è: non cercare mai scorciatoie. Leo Gassmann dice di averla fatta sua. Sarà sicuramente anche per questo se, dopo la vittoria del 2020 tra le “Nuove proposte”, non gli è pesato aspettare tre anni per la convocazione tra i Big. Oggi “Sanremo giovani” ti spedisce direttamente nell’empireo, quest’anno sono passati addirittura in sei. Per lui non ci sono rimpianti: "Aver avuto tre anni anche per lavorare al nuovo disco l’ho vista come una grande opportunità", dice il figlio di Alessandro Gassmann e nipote del grande Vittorio. "Viviamo in un mondo in cui tutto va veloce e avere il tempo per lavorare al proprio progetto è un privilegio. Sono convinto che più che la meta sia importante il viaggio. Probabilmente se mi fossi buttato subito nel calderone dei Big non avrei raggiunto la maturità che ho raggiunto con questo percorso".
Leo Gassmann, 24 anni, canterà Terzo cuore, una delle tracce del suo secondo album La strada per Agartha, che uscirà il 24 febbraio e contiene anche un duetto con Edoardo Bennato. "Il brano che canterò a Sanremo l’hanno scritto Riccardo Zanotti e Marco Paganelli, cioè il frontman e il membro e produttore dei Pinguini Tattici Nucleari", spiega. "Parla del cuore che prende vita quando si incontra qualcuno di speciale. Penso possa far star bene le persone, che lo possano dedicare a qualcuno con cui magari non hanno mai avuto il coraggio di parlare".
Con il cantante dei Pinguini è nata una forte amicizia: "Ci siamo conosciuti in occasione di un concerto a Forlì, siamo rimasti a parlare fino alle 4 del mattino. Quando mi è arrivato, il brano sembrava scritto per me", ricorda. "Riccardo mi ha consigliato anche per il lavoro sul disco, mi ha perfino raggiunto in aereo mentre era impegnato nel tour dei palazzetti con i Pinguini. È come un fratello maggiore, abbiamo valori, obiettivi e sogni molto simili".
Nel disco ci sarà un brano intitolato Caro Lucio, chiaro riferimento a L’anno che verrà di Dalla: "Mi sono accorto che finora nessuno aveva risposto a quella sua ideale lettera e così l’ho fatto io", spiega. "L’ho riascoltata durante la pandemia e mi è sembrato che quella canzone descrivesse perfettamente ciò che viviamo in questo periodo. All’annuncio che per la pandemia ci avrebbero chiuso dentro casa ero sul divano a strimpellare la chitarra e a scrivere, mi è venuta subito una grande paura e così mi sono immaginato di rispondere a quella sua lettera, per dirgli che anche nel futuro la situazione non è cambiata, anche oggi ci sono guerre, in Ucraina e altre in giro per il mondo".
Nei suoi concerti Leo Gassmann non manca mai di portare con sé sul palco una bandiera arcobaleno con la scritta “pace”. Pensa di portarla anche a Sanremo? "Sì, se ci sarà la situazione più adatta. Perché non vorrei mai che qualcuno pensasse che lo faccio per avere più visibilità, nei live la mostro perché c’è un pubblico che ha scelto di venire e conosce le cose che ho più a cuore. Il tema è complesso, ha bisogno di più di tre minuti per essere affrontato".
Il presidente ucraino Zelensky ne parlerà in un video nella serata finale: "Credo che a noi ragazzi ci stiano portando via il futuro. Ho studiato in un’università internazionale e il giorno in cui è scoppiata la guerra avevo invitato a cena a casa mia uno studente americano, un ucraino e un russo: casualmente c’erano molte parti in causa nel conflitto, era la dimostrazione che noi siamo cittadini del mondo ma quattro persone si fanno la guerra e vorrebbero farci cambiare idea".