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Rosa shocking: "Quel rapper è un pericolo". Il Festival 'gender fluid' spaventa Fratelli d’Italia

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Le parole della deputata di FdI Maddalena Morgante, che alla Camera ha criticato la partecipazione del musicista Manuel Franco Rocati, in arte Rosa Chemical, hanno aperto un caso: eppure, da Anna Oxa a Donatella Rettore passando per le recenti apparizioni di Mahmood e Blanco e Achille Lauro, Sanremo è sempre stato un palco libero
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Malgrado tutto è difficile immaginare Amadeus come un estremista della rivoluzione sessuale. Non si mette il rossetto, non indossa lingerie o almeno così crediamo. Si è limitato a mostrare la realtà della musica di oggi in Italia e, piaccia o meno, di questo scenario fa parte anche lo sfrontato e divertente Rosa Chemical, fino a poche ore fa sconosciuto e ora gratificato da un assist clamoroso. Il suo nome è diventato noto al grande pubblico quando lo scorso mercoledì sera la deputata di FdI, Maddalena Morgante, ha denunciato alla Camera la "pericolosità" del rapper Manuel Franco Rocati, in arte Rosa Chemical, reo di portare a Sanremo il gender fluid cantando "il sesso, l'amore poligamo e i porno su OnlyFans". Il punto dolente, per Morgante, è che il disinvolto mescolio del genere sessuale destabilizzerebbe le famiglie e i bimbi. Il cantante ha risposto con una storia su Instagram postando due semplici cuo…

Malgrado tutto è difficile immaginare Amadeus come un estremista della rivoluzione sessuale. Non si mette il rossetto, non indossa lingerie o almeno così crediamo. Si è limitato a mostrare la realtà della musica di oggi in Italia e, piaccia o meno, di questo scenario fa parte anche lo sfrontato e divertente Rosa Chemical, fino a poche ore fa sconosciuto e ora gratificato da un assist clamoroso. Il suo nome è diventato noto al grande pubblico quando lo scorso mercoledì sera la deputata di FdI, Maddalena Morgante, ha denunciato alla Camera la "pericolosità" del rapper Manuel Franco Rocati, in arte Rosa Chemical, reo di portare a Sanremo il gender fluid cantando "il sesso, l'amore poligamo e i porno su OnlyFans". Il punto dolente, per Morgante, è che il disinvolto mescolio del genere sessuale destabilizzerebbe le famiglie e i bimbi. Il cantante ha risposto con una storia su Instagram postando due semplici cuoricini, senza aggiungere commenti.

Il testo della canzone Made in Italy in effetti non lascia dubbi: "Che sono perverso e non mi giudichi/ Se metterò il rossetto in ufficio lunedì/ Da due passiamo a tre/ Più siamo e meglio è", questo sarebbe il passaggio più peccaminoso.Senza sminuire il fascino perverso di Rosa, non sembra neanche poi così esagerato, considerando che i precedenti, anche in termini di gender fluid, sono talmente tanti e numerosi da far impallidire il pur encomiabile sforzo provocatorio dell'artista in gara. Anche limitandoci a Sanremo, a fare fluidità ci ha già pensato Achille Lauro e in tempi più remoti basta ricordare Boy George, che la fluidità di genere ce l'aveva stampata addosso. Era difficile capire se volesse sembrare più donna o uomo e, soprattutto, la cosa non aveva alcuna importanza. E poi le scandalose e spregiudicate virtù spettacolari di Donatella Rettore, di Anna Oxa vestita da uomo, viene in mente Madame che canta Voce, ma anche Mahmood e Blanco che vincono il festival con un pezzo che sembra un duetto di maschi innamorati.


Se pensiamo al più ristretto campo del gender fluid vale la pena ricordare, e ci dispiace per la signora Morgante, che questa specifica ambiguità è nel dna del rock, fin dalle origini. Il fascino dirompente di Elvis derivava in parte dall'avere un volto ricco di tratti anche femminili. Più consapevolmente Mick Jagger, con le sue mosse effeminate, ha insegnato a un'intera generazione che si poteva essere un po' uomini e un po' donne, ed era bello, era piacevole, era un messaggio di completezza dell'esistenza, diciamo meglio che la fluidità di genere il rock l'ha praticata per decenni con la massima naturalezza, prima ancora che se ne parlasse in termini così espliciti: ricordiamo il rossetto sbavato di Robert Smith dei Cure o la biografia autocostruita da Bowie intorno all'incertezza di genere. Insomma, si è detto e cantato di molto più estremo.

E dunque sorge un sospetto. Verosimilmente il nervosismo del partito di governo parte da altre frasi del testo, e dal titolo, quello sì davvero sfacciato, ovvero la pretesa che tutto questo mischiare, divertirsi, sesso a tre o più, rossetti al posto sbagliato, sia timbrato col Made in Italy e nel testo lo dice ancora più esplicitamente: "Ma siamo l'Italia anche oggi, la stiamo salvando/ Vai Bdope, fammi sentire quanto sei italiano" e poi ancora "Tu vuo' fa l'americano/ Io voglio morire da italiano". Ecco, sì, questo è davvero intollerabile, fai pure quello che ti pare caro Rosa Chemical, fai pure il fluido, inneggia al sesso più libero che si può, ma non pretendere di metterci come un marchio doc il simbolo del Paese neanche fosse L'italiano di Toto Cutugno, che l'orgoglio nazionale lo cantava sul serio, mica uno sfregio come questo.

La verità è che costruire argini è diventato sempre più difficile. A tradire sono i migliori. Già nel 2019, nell'edizione curata da Claudio Baglioni, il più classico, maschile, italiano e romantico dei cantanti italiani, di cui probabilmente la deputata potrebbe essere un'ammiratrice, vinse Mahmood, italiano di padre egiziano e arabo di nome, anzi con un nome che ha la stessa radice di Maometto. Dopo di questo, cosa vuole che sia l'immagine di un giovane maschio che si mette un po' di rossetto?