Blanco, con un freestyle (scritto a mano) le scuse a Sanremo: "Ti voglio bene Ariston, con tutta la mia follia"
a cura della redazione Spettacoli , a cura della redazione Spettacoli"Chiedo scusa alla città dei fiori". Dopo l'azione distruttiva di ieri sera, con gli addobbi floreali devastati, Blanco si scusa con Sanremo con un post su Instagram e pubblica una paginetta di quaderno scritto a mano a stampatello come un ragazzo di scuola e dedica un freestyle alla città e al festival.
È il suo modo per farsi perdonare lo sfogo avvenuto ieri sera all'Ariston quando, per un problema tecnico dell'auricolare, ha perso la pazienza e trasformato la coreografia della sua esibizione con il nuovo singolo L'isola delle rose in un massacro di bouquet.
"Cadono fiori Ariston / spezzano fiori Ariston / cala il sipario Ariston / ti ho messo in lacrime come la mia mamma Ariston / mi hai visto fragile come un bimbo... e qui proprio qui dove mi hai insegnato a correre sono caduto / mi sono rotto la faccia e piango Ariston / ma poi rido, rido, rido, rido e grido / perché non sono perfetto come mi volevi / ma fin…
"Chiedo scusa alla città dei fiori". Dopo l'azione distruttiva di ieri sera, con gli addobbi floreali devastati, Blanco si scusa con Sanremo con un post su Instagram e pubblica una paginetta di quaderno scritto a mano a stampatello come un ragazzo di scuola e dedica un freestyle alla città e al festival.
È il suo modo per farsi perdonare lo sfogo avvenuto ieri sera all'Ariston quando, per un problema tecnico dell'auricolare, ha perso la pazienza e trasformato la coreografia della sua esibizione con il nuovo singolo L'isola delle rose in un massacro di bouquet.
"Cadono fiori Ariston / spezzano fiori Ariston / cala il sipario Ariston / ti ho messo in lacrime come la mia mamma Ariston / mi hai visto fragile come un bimbo... e qui proprio qui dove mi hai insegnato a correre sono caduto / mi sono rotto la faccia e piango Ariston / ma poi rido, rido, rido, rido e grido / perché non sono perfetto come mi volevi / ma finalmente sono me stesso / Ti voglio bene Ariston con tutta la mia follia".