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Blanco, con un freestyle (scritto a mano) le scuse a Sanremo: "Ti voglio bene Ariston, con tutta la mia follia"

(ansa)
Dopo 'l'incidente' di ieri sera, debutto della 73esima edizione del Festival di Sanremo, dove il trapper ha distrutto le fioriere sul palco, arriva un messaggio su Instagram che invoca il perdono in versione rap
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"Chiedo scusa alla città dei fiori". Dopo l'azione distruttiva di ieri sera, con gli addobbi floreali devastati, Blanco si scusa con Sanremo con un post su Instagram e pubblica una paginetta di quaderno scritto a mano a stampatello come un ragazzo di scuola e dedica un freestyle alla città e al festival.

È il suo modo per farsi perdonare lo sfogo avvenuto ieri sera all'Ariston quando, per un problema tecnico dell'auricolare, ha perso la pazienza e trasformato la coreografia della sua esibizione con il nuovo singolo L'isola delle rose in un massacro di bouquet.

"Cadono fiori Ariston / spezzano fiori Ariston / cala il sipario Ariston / ti ho messo in lacrime come la mia mamma Ariston / mi hai visto fragile come un bimbo... e qui proprio qui dove mi hai insegnato a correre sono caduto / mi sono rotto la faccia e piango Ariston / ma poi rido, rido, rido, rido e grido / perché non sono perfetto come mi volevi / ma fin…

"Chiedo scusa alla città dei fiori". Dopo l'azione distruttiva di ieri sera, con gli addobbi floreali devastati, Blanco si scusa con Sanremo con un post su Instagram e pubblica una paginetta di quaderno scritto a mano a stampatello come un ragazzo di scuola e dedica un freestyle alla città e al festival.

È il suo modo per farsi perdonare lo sfogo avvenuto ieri sera all'Ariston quando, per un problema tecnico dell'auricolare, ha perso la pazienza e trasformato la coreografia della sua esibizione con il nuovo singolo L'isola delle rose in un massacro di bouquet.

"Cadono fiori Ariston / spezzano fiori Ariston / cala il sipario Ariston / ti ho messo in lacrime come la mia mamma Ariston / mi hai visto fragile come un bimbo... e qui proprio qui dove mi hai insegnato a correre sono caduto / mi sono rotto la faccia e piango Ariston / ma poi rido, rido, rido, rido e grido / perché non sono perfetto come mi volevi / ma finalmente sono me stesso / Ti voglio bene Ariston con tutta la mia follia".