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(agf)

Il suono di Sanremo, tra calci furenti e nostalgia

Il commento / La mutazione dei Cugini di Campagna, il profumo d'estate di Colapesce Dimartino, le reunion di Paola e Chiara e Articolo 31. Che cosa abbiamo ascoltato in questi giorni, e cosa resterà
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Vallo a cercare il suono di questo festival, asimmetrico, saltellante, un momento antichissimo, da perderci l’amore, e un momento dopo così repentinamente nuovo, tutto Dardust e lustrini trap da ballarci sopra in discoteca, vallo a cercare in quel luogo inesistente in natura che sta in mezzo tra Al Bano e Rosa Chemical. Qual’è oggi il suono di Sanremo, quello dei calci furenti di Blanco o quello della nostalgia?

(ansa)

Perfino i Cugini di Campagna non sembrano loro, sostenuti dalla scrittura de La rappresentante di lista, e invece Colapesce e Dimartino sono proprio loro, e il loro suono lo hanno brillantemente confermato con un anticipo d’estate che profuma già di mare. Potrebbe essere un’ulteriore mutazione per il futuro, lanciare in pieno inverno i pezzi dell’estate, chissà…

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Vallo a cercare il suono di questo festival, asimmetrico, saltellante, un momento antichissimo, da perderci l’amore, e un momento dopo così repentinamente nuovo, tutto Dardust e lustrini trap da ballarci sopra in discoteca, vallo a cercare in quel luogo inesistente in natura che sta in mezzo tra Al Bano e Rosa Chemical. Qual’è oggi il suono di Sanremo, quello dei calci furenti di Blanco o quello della nostalgia?

(ansa)

Perfino i Cugini di Campagna non sembrano loro, sostenuti dalla scrittura de La rappresentante di lista, e invece Colapesce e Dimartino sono proprio loro, e il loro suono lo hanno brillantemente confermato con un anticipo d’estate che profuma già di mare. Potrebbe essere un’ulteriore mutazione per il futuro, lanciare in pieno inverno i pezzi dell’estate, chissà…

(fotogramma)
La trasgressione non fa poi tanto rumore, le reunion invece sì, soprattutto perché sia Articolo 31 che Paola e Chiara hanno fatto la scelta migliore che potevano fare, ovvero essere se stessi, al meglio delle loro possibilità, comprensivi di scratch, glitterini e coreografie. Ci sono creste di candore giovanile, molto romantiche va detto, più di quanto sarebbe lecito attendersi e intere praterie antologiche attraverso le quali ricordare non solo i fasti dei precedenti festival ma in generale l’identità sentimentale della storia della canzone.

(agf)
Cantando Il nostro concerto i tre big Al Bano - Ranieri - Morandi hanno ricordato che se oggi la fluidità la devono raccontare i giovani come Rosa Chemical lo devono anche a vecchi eroi fragili come Umberto Bindi che manifestava cantando la sua omosessualità quando in Italia era considerato un peccato mortale e per questo venne a lungo bandito. C’è stato anche il suono dell’Inno di Mameli, cantato come andrebbe sempre cantato: come una canzone popolare.