Leo Gassmann sulla 'Strada per Agartha', il disco realizzato con la sua "seconda famiglia"
di Giovanni Gagliardi , di Giovanni GagliardiLeo Gassmann pubblica La strada per Agartha, il suo secondo album anticipato dal singolo Terzo cuore, scritto e prodotto insieme a Riccardo Zanotti, voce dei Pinguini Tattici Nucleari, con cui l'artista è stato in gara alla 73esima edizione del Festival di Sanremo. La canzone è accompagnata da un videoclip che ha già totalizzato oltre mezzo milione di visualizzazioni in pochissimi giorni. Il disco è un "concept album" che il figlio e nipote d'arte, classe 1998, ha deciso di realizzare con gli amici di una vita e quei collaboratori che per lui rappresentano, come dice, "una seconda famiglia".
La strada per Agartha è un disco complesso, multiculturale e con varie influenze musicali, che riserva molte sorprese: la voce narrante dell'attore Massimo Dapporto all'inizio e alla fine dell'album, Giovanni Caccamo che firma il brano La mia libertà, Riccardo Zanotti co-autore oltre che di Terzo cuore, anche di Vol…
Leo Gassmann pubblica La strada per Agartha, il suo secondo album anticipato dal singolo Terzo cuore, scritto e prodotto insieme a Riccardo Zanotti, voce dei Pinguini Tattici Nucleari, con cui l'artista è stato in gara alla 73esima edizione del Festival di Sanremo. La canzone è accompagnata da un videoclip che ha già totalizzato oltre mezzo milione di visualizzazioni in pochissimi giorni. Il disco è un "concept album" che il figlio e nipote d'arte, classe 1998, ha deciso di realizzare con gli amici di una vita e quei collaboratori che per lui rappresentano, come dice, "una seconda famiglia".
La strada per Agartha è un disco complesso, multiculturale e con varie influenze musicali, che riserva molte sorprese: la voce narrante dell'attore Massimo Dapporto all'inizio e alla fine dell'album, Giovanni Caccamo che firma il brano La mia libertà, Riccardo Zanotti co-autore oltre che di Terzo cuore, anche di Volo rovescio. Poi la band britannica Will & The People nella canzone in lingua inglese Without you, la collaborazione con Edoardo Bennato in Io vorrei che per te, il featuring de L'Ennesimo in Lunedì, Lodo Guenzi dello Stato Sociale co-autore del brano Siamo a metà, Gem Archer e Andy Bell, rispettivamente chitarrista e bassista di Noel e Liam Gallagher e J. Sharrock batterista dei Gorillaz in Maledizione, il duetto con Matteo Costanzo sulle note di In un addio. Infine, il cantautore indiano Raul Kamble nel brano di chiusura dell'album Figli dei fiori.
"Battiato è un punto saldo della mia musica. È un artista che stimo tantissimo. Però in realtà l'idea principale è nata da un libro che ho letto, Il dio fumoso di Willis George Emerson. È stato in quel modo che ho conosciuto Agartha. Poi il concetto del re del mondo viene da Battiato, lo cita nelle sue canzoni e anche nelle interviste. E sicuramente quando ho letto il libro mi è venuto in mente lui. Però io prendo molta ispirazione dai cantautori ascoltati durante la mia vita, quindi sicuramente Battiato è all'interno del mio processo di creazione".
Dicono che il secondo lavoro sia sempre il più difficile. È vero?
"Sì, è stato sicuramente un album complicato, sia a livello umano che artistico. Perché sono stati tre anni di duro lavoro in studio con i miei migliori amici. Abbiamo pianto e riso insieme e ce lo siamo sudato. Sicuramente mi sono impegnato molto, ma molto di più a creare quest'album rispetto al primo, perché c'è una consapevolezza maggiore, anche una maturità. Di conseguenza, ci ho messo molto più di me ed è il motivo per cui lo considero il mio primo vero album. Perché è il mio primo vero album consapevole".
Quali sono state le difficoltà maggiori?
"Probabilmente il fatto che dovessi ricercare un qualche cosa che legasse i brani tra di loro. Perché io sono una persona che sperimenta moltissimo. E quindi trovare una chiave per legare tutti i brani inizialmente è stato difficile. Ma poi la vita mia mi ha messo davanti a questo libro. E da lì ho sviluppato l'idea del concept album, aiutato anche dall'incontro con Edoardo Bennato che è stato molto di ispirazione".
I temi racchiusi nell'album sono molteplici, ad esempio la tutela dell'ambiente è un tema quantomai importante e di attualità.
"Riprendendo sempre Edoardo, il brano Io vorrei che per te è un dedicato all'ambiente. Ed è insomma uno delle lotte più grandi che facciamo sia io che Edoardo e che cerchiamo di fare, in questo caso due generazioni si confrontano e parlano appunto di cambiamento climatico per cercare di portare un chiaro messaggio che è la salvaguardia del nostro pianeta. Senza il nostro pianeta non esisterebbero neanche tutti gli altri problemi da dover risolvere. E quindi è importante che si vada sul pratico e si inizino a fare delle vere rivoluzioni".
Altri temi del disco sono la ricerca della bellezza, la rivendicazione della libertà di espressione e di vivere come si vuole. Tematiche che sono state rappresentate anche a Sanremo, per esempio con il bacio tra Rosa Chemical e Fedez. Che impressione ne ha avuto?
"Io penso che quello di Rosa sia un messaggio importante. Ognuno comunica il suo messaggio come come pensa che sia più giusto farlo. Credo che comunque l'arte debba essere libera da ogni tipo di stereotipo e di pregiudizio. Ho apprezzato in generale i messaggi che Rosa ha voluto portare a Sanremo, perché penso che lui rappresenti comunque una parte della comunità e il palco di Sanremo è bello per questo, perché ti dà la possibilità di rappresentare delle persone che non hanno la voce per farlo".
Più in generale, cosa le ha lasciato l'esperienza di Sanremo?
"Mi ha lasciato tanto. Mi ha regalato delle emozioni immense. È stato un onore per me salire sul palco e poter portare il mio brano. L'amicizia fra me e Riccardo (Zanotti ndr). Penso che, comunque, io sia riuscito a portare il mio messaggio che è l'entusiasmo, la gioia che caratterizza tutto quello che faccio ogni giorno e mi porto dietro un'esperienza che difficilmente dimenticherò".
Il disco ha una serie di importanti collaborazioni che vengono da esperienze anche molto diverse. Come sono nate?
"C'è la collaborazione con la band britannica Will & The People, che ho conosciuto a un festival a Norcia qualche anno fa e poi loro mi hanno inviato a Londra. Era la mia prima volta in Inghilterra ed è stata comunque un'esperienza meravigliosa. Un sogno che si realizzava perché io ero un loro grande fan. Mi hanno invitato a casa come se fosse un fratello minore e mi hanno dato la possibilità di creare musica con loro. È stata un'esperienza che mi ha formato, mi ha fatto crescere come individuo e mi ha lasciato un ricordo meraviglioso, indelebile, che porterò e che amplificherò nella mia testa e nella mia creatività".
Che ruolo ha avuto Matteo Costanzo?
"È il produttore principale del disco ed è anche il mio migliore amico. La collaborazione è nata perché io suonavo in Calabria e Matteo stava da quelle parti. L'ho fatto salire sul palco e gli ho detto di cantare un brano suo. Abbiamo cantato insieme, ci siamo emozionati e poi da lì gli ho detto: domani dobbiamo andare in studio e registrarla, perché questo brano fa parte della Strada per Agartha".
E poi c'è Edoardo Bennato.
"Per me Edoardo è una guida, io sono cresciuto con i suoi dischi, con le sue parole e incontrarlo e esserne amico e conoscerlo di persona... Mi ha invitato a casa sua, a Napoli. Ho conosciuto tutti i suoi amici di quartiere. Quella è stata un'altra tappa bellissima".
Ma l'elenco delle collaborazioni è ancora lungo.
"C'è Riccardo, con il quale ho scritto Terzo cuore, ma anche Volo rovescio. E Marco Paganelli, il produttore di questi due brani. Loro mi hanno fatto crescere e insegnato tantissimo, anche umanamente".
E l'incontro con il cantautore indiano Rahul Kambl come nasce?
"Lo conosco perché veniva alla mia università e suonava sempre al cambio dell'ora nell'aula magna. A un certo punto l'ho portato in studio, perché avevo un brano giusto sul quale inserirlo che è Figli dei fiori, il brano che conclude l'album e che dà il messaggio definitivo della Strada per Agartha che è, appunto, questo concetto di ripartire tutti insieme, questo scambio tra generazioni. Non è un caso che comunque nell'album ci siano artisti che hanno fatto la storia della musica e altri che ancora la devono scrivere. Io penso che sia bello e sia giusto e sia importante tornare a dialogare tra generazioni e anche tra grandi e piccoli artisti, perché la musica ha una potenza immensa e se ci uniamo tutti insieme possiamo creare qualcosa di ancora più bello rispetto a quello che abbiamo nell'industria musicale di oggi".
Ormai ha deciso che la sua strada è questa o si riserva del tempo per capire se le sue passioni saranno anche altre?
"Io penso che la musica sarà sempre la mia più grande amante. Non potrei mai staccarmi da questa grande passione, questo grande amore. Ciò non toglie che sono un marinaio in piena navigazione e quindi mi lascio aperte anche altre porte, altri orizzonti, perché secondo me la vita va presa così, come come arriva. Quindi sicuramente se avrò la possibilità di approfondire altre passioni lo farò, insieme alla musica che, ripeto, rimarrà sempre il mio primo, vero amore".