Gianni Morandi: "Cantai 'C'era un ragazzo' in Russia. Oggi questa canzone è contro di loro, e ci saranno migliaia di persone a cantarla insieme a me"
di Marco Castrovinci , di Marco CastrovinciEntrando nella stanza dove di lì a poco racconterà del suo nuovo disco (in uscita venerdì 3 marzo) e del tour che a breve lo porterà in giro per l'Italia, è come se facesse un piccolo e impercettibile passo indietro, giusto per lasciarsi precedere dalla sua parte più leggera, ironica e divertente che poi è una di quelle cose che, canzoni a parte, fanno ancora oggi di Gianni Morandi uno dei personaggi più amati dal pubblico.
E qui, stavolta, appoggiata alla sedia che lo attende al centro della sala, fa trovare una scopa dal manico rosso che gli dà il la per una battuta sui recenti passati sanremesi, e su quell'immag…
Entrando nella stanza dove di lì a poco racconterà del suo nuovo disco (in uscita venerdì 3 marzo) e del tour che a breve lo porterà in giro per l'Italia, è come se facesse un piccolo e impercettibile passo indietro, giusto per lasciarsi precedere dalla sua parte più leggera, ironica e divertente che poi è una di quelle cose che, canzoni a parte, fanno ancora oggi di Gianni Morandi uno dei personaggi più amati dal pubblico.
E qui, stavolta, appoggiata alla sedia che lo attende al centro della sala, fa trovare una scopa dal manico rosso che gli dà il la per una battuta sui recenti passati sanremesi, e su quell'immagine simpatica che lo ha visto a più riprese durante il festival intento a pulire il palco dell'Ariston. "Guardate che una scopa serve sempre sempre a casa", dice sorridendo e annuncia di averne fatte arrivare decine da regalare ai giornalisti presenti, prima di iniziare a raccontare di Evviva!, il suo nuovo progetto discografico.
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Otto canzoni in tutto, di cui cinque firmate da Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti. "Questo album nasce probabilmente il giorno dell'incidente che ho avuto alla mano", racconta Morandi. "Perché ero all'ospedale di Cesena quando ho ricevuto una telefonata da Jovanotti che mi chiedeva cosa fosse successo, per poi dirmi che mi avrebbe mandato una canzone, 'così magari ti fa allegria, poi se piace la canti'".
E la canzone era L'allegria, "difficile da cantare, con un sacco di parole, ma da quel momento nasce una collaborazione che mi porta a frequentarlo, a fare tante date insieme al Jova Beach Party, a conoscerci ancora meglio. Poi la canzone si sente, ci viene in mente di andare a Sanremo e di fare questo nuovo progetto". Evviva! ha, oltre i pezzi firmati da Jovanotti, altri tre brani: uno è il rifacimento di Fatti mandare dalla mamma "organizzato dal produttore Shablo dove con me canta questo ragazzo di vent'anni, bravissimo e simpatico che si chiama Sangiovanni"; un altro brano - continua - "con cui iniziavo sempre i miei 36 concerti al Teatro Duse di Bologna, ovvero Stasera gioco in casa"; e poi anche "una bellissima ballata scritta da Daniele Coro e Federica Camba che si chiama Un milione di piccole tempeste".
Tutti brani da mettere insieme alle altre canzoni della scaletta con cui affronterà questo tour chiamato Go Gianni Go!, "un giro per i palasport che partirà venerdì 10 marzo da Rimini per arrivare al Forum di Milano (il 12, con Sangiovanni tra gli ospiti) passando per Firenze (15 marzo), Roma (18), Bologna (21), Torino (23), Ancona (25), Bari (28), Eboli (30 marzo). "La novità è che a 78 anni non pensavo di andare in giro per palasport e soprattutto che la gente avesse voglia di comprare un biglietto e venirmi a vedere", confessa. "È una bella prova, ma ho una band fantastica, viaggerò lungo l'Italia e ne ho voglia perché tornare in mezzo alla gente è un bellissimo viaggio. Per me la parte più bella della nostra vita di cantanti è proprio quella di cantare, condividere, emozionarsi con le persone. Per me la musica deve fare compagnia, forse c'è qualcuno che sa dare dei messaggi, ma poi credo che quelli si diano con i comportamenti, nel rapporto con gli altri. Come nell'educare un figlio, lo si fa con l'esempio, semplicemente".
Più complicato sarà invece scegliere i pezzi da proporre dal vivo, dato che "ho una scaletta che va dal 1962 al 2023, ci sono insomma 540 canzoni tra cui scegliere e non si possono fare tutte, ovviamente", ride Morandi. "Anche se non posso non cantare Fatti mandare dalla mamma che per un periodo sentivo che mi stava addosso e ho eliminato dai concerti, ma la gente ci rimaneva male e ho dovuto rimetterla. O In ginocchio da te, come si fa a non cantarla? È una scaletta quasi obbligata, a cui ho aggiunto qualche brano a cui sono particolarmente affezionato", dice prima di rispondere a chi gli chiede se si vedrebbe a cantare in un posto ancora più grande di un palasport, come per esempio lo stadio di San Siro: "Non sono una rockstar, anche se non ci vanno solo loro. Ma mi sembrava già tanto fare questo tour", lasciando aperta poi la porta a eventuali nuove date estive. "Vediamo come va questa tournée, anche se fisicamente ce la faccio. Certo, l'estate invita a fare concerti ma vediamo".
Guardando invece indietro, al recente Sanremo, rifiuta con un sorriso il titolo di vero vincitore del festival, pur non essendo in gara: "Ma dai, ragazzi. Mica è così", dice. "Lo rifarei certo, ma è andata talmente bene che ripetersi è difficile e poi credo che Amadeus non ci pensi a questo. Tornerei in gara magari".
Intanto ci sono le canzoni di una vita da riprendere dal vivo, compresa C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, "che canto sempre volentieri e sì, uno ci pensa alla guerra ovviamente, la vediamo sui giornali, in tv. Ho cantato a Kiev, a Mosca, dappertutto, e spero si mettano d'accordo e smettano di ammazzarsi perché è una cosa terribile. Questa canzone ha poi una storia strana, io sono stato premiato in Russia perché cantavo a favore della pace. Le cose ora si sono rivoltate, loro mi hanno premiato ma questa canzone ora è contro di loro, perché l'aggressore ora sono loro. Sarà emozionante cantarla in tour, perché quasi sempre si canta in coro. Ci saranno migliaia di persone a cantarla insieme a me". O Uno su mille, che ha fatto anche a Sanremo, con non poca emozione. "Come tutti ho passato momenti straordinari e altri non proprio bellissimi", racconta. "Dal '72 fino agli Ottanta non mi cercava più nessuno. Ero preparato al fatto che prima o poi potesse accadere e al Festival cantandola mi sono ricordato quei momenti in cui sei a terra e devi alzare la testa. Ce la fa chi combatte e insiste, con carattere e volontà, e pure fortuna ovviamente".
Gianni Morandi è anche questo. Una personalità che Jovanotti descrive bene quando dice che se dovesse riassumerlo in una parola questa sarebbe "Evviva con il punto esclamativo". Già, Evviva!, proprio come il titolo del disco che lo riporta ora a cantare tra la gente, la sua gente.