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I Ricchi e poveri e il ricordo di Franco Califano: "E' stato lui a scoprirci, amava la nostra allegria"

A dieci anni dalla scomparsa del grande cantautore lo ricordano Angela Brambati e Angelo Sotgiu, due dei quattro cantanti che vennero lanciati nel 1967 dal talent scout 
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Il 30 marzo saranno dieci anni dalla scomparsa di Franco Califano, per tutti un grande cantautore, una delle voci più importanti della canzone italiana. Pochi però conoscono la sua attività di talent scout. Tra le sue scoperte più importanti ci sono i Ricchi e Poveri, di cui il Califfo nel 1967 volle diventare il primo manager, come ricordano Angela Brambati e Angelo Sotgiu, appena rientrati da un tour in Australia. 

Sanremo 2020, la reunion dei Ricchi e Poveri sui social: "Sono i nostri Abba"

 
Quale fu il vostro primo incontro?
Angelo: "Lo incontrammo per un’audizione alla Carosello, dove arrivammo presentati da un nostro amico. Califano era il direttore artistico, quel giorno ci ascolta e si entusiasma subito, chiama Giovanni D’Anzi, l’autore di O mia bela madunina, chiama Alfredo Cerruti, 'sentite che bravi', e noi come un juke box ripartivamo ogni vol…
Il 30 marzo saranno dieci anni dalla scomparsa di Franco Califano, per tutti un grande cantautore, una delle voci più importanti della canzone italiana. Pochi però conoscono la sua attività di talent scout. Tra le sue scoperte più importanti ci sono i Ricchi e Poveri, di cui il Califfo nel 1967 volle diventare il primo manager, come ricordano Angela Brambati e Angelo Sotgiu, appena rientrati da un tour in Australia. 

Sanremo 2020, la reunion dei Ricchi e Poveri sui social: "Sono i nostri Abba"

 
Quale fu il vostro primo incontro?
Angelo: "Lo incontrammo per un’audizione alla Carosello, dove arrivammo presentati da un nostro amico. Califano era il direttore artistico, quel giorno ci ascolta e si entusiasma subito, chiama Giovanni D’Anzi, l’autore di O mia bela madunina, chiama Alfredo Cerruti, 'sentite che bravi', e noi come un juke box ripartivamo ogni volta da capo". 
 
Fu un successo.
Angela: "Sì, tanto che Califano ci chiese di fermarci in un albergo in galleria a Milano: aveva l’idea di farci esibire nei locali come il Gallery, anche per vedere come ce la cavavamo dal vivo". 
Angelo: "Dopo qualche giorno però arriva e ci dice che si era licenziato: ma come, avevamo appena firmato il contratto e lui si licenzia? Ci disse che ci avrebbe portato in un’altra casa discografica e di non preoccuparci perché aveva intenzione di diventare il nostro manager".
I Ricchi e Poveri con Franco Califano 
 
Com’era con voi?
Angela: "Diceva di adorare la nostra allegria e la nostra positività, ci invitava sempre a cena, pagava sempre lui. Tanto che una sera ci siamo inventati che dovevamo andare dai parenti e che non potevamo andare. Lui ci ha seguiti e quando ci ha trovati in macchina a mangiare un panino, ci fa: 'Ora ho capito, voi siete ricchi di spirito ma poveri di tasca', e così ci ha dato il nome. È stata la nostra grande fortuna".
Angelo: "Era davvero una persona generosa: eravamo a Torino e il proprietario del locale non voleva più farci esibire, riteneva che non avessimo un repertorio sufficiente. Lui gli ha detto: 'Tienili, i soldi per pagarli te li do io, ma non dire niente a nessuno'. L’abbiamo scoperto solo anni dopo".
 
A un certo punto comincia a trasformarvi nel look.
Angela: "Noi non avevamo soldi, a Genova Franco aveva fatto il perito chimico alla Esso, Angelo l’operaio all’Italsider, io davo una mano a una pompa di benzina vicino casa mia: il Califfo cominciò a farci regali, ricordo per me un vestito lungo di velluto blu. Prima del Cantagiro del ‘68 aveva già creato nella sua testa i nostri personaggi: io avevo i capelli lunghi e ondulati, me li ha fatti tagliare corti: 'Sei peperina, stai bene con il capello corto…'". 
Angelo: "Io ero moro e mi ha fatto tingere i capelli biondi". 
 
Lei accettò subito?
Angelo: "Assolutamente: gli davo retta perché Califano aveva un istinto particolare per queste cose".
Angela: "Allora ci si vergognava per un uomo con i capelli tinti, mi ricordo che la mamma di Angelo iniziò a ossigenarsi anche lei, diceva a tutti: 'Vedete? Anch’io sono bionda, per questo mio figlio è biondo'".
Angelo: "Fu il Califfo a chiedere che Marina si schiarisse per diventare bionda, vedeva i due ricchi e i due poveri, i due biondi e i due mori, due vestiti da ricchi e due da poveri…".
 
Un vero manager.
Angela: "Il manager deve avere grande gusto, e lui era un esteta, si vestiva benissimo, mi ricordo che si faceva fare tutto su misura, anche i mocassini".

Per il vostro primo disco scrisse sette canzoni, spesso virava sul malinconico.

Angela: "Il Califfo era cresciuto nella strada, era uno tosto, si era fatto le ossa così, e quando hai avuto quelle mancanze lì sai anche andare più a fondo nei sentimenti. Era anche un uomo pronto a difendersi, era composto ma se gli rompevano le scatole poteva reagire con un calcio nel sedere, mi ricordo una volta ha litigato con uno, non si tirava indietro".

Angelo: "Vero, Califano ogni tanto spariva per settimane: un giorno ce lo ritroviamo dopo un periodo di assenza a Selva di Fasano, vicino Brindisi, dove tenevamo un concerto. Qualcuno aveva urlato degli apprezzamenti poco simpatici che non gli erano piaciuti e il Califfo gli si è avvicinato e si è preso a botte: gli dette un calcio così forte che si ruppe un piede, abbiamo dovuto portarlo all’ospedale dove l’hanno ingessato".

Angela: "Gli abbiamo portato il budino e la frutta, eravamo preoccupati che in ospedale non lo trattassero bene, io apprezzavo molto quel suo coraggio: certo non è giusto picchiare ma se uno ti rompe le scatole e ti attacca è giusto difenderti, lui proteggeva gli amici e tutti coloro che avevano bisogno di aiuto". 

Il vostro primo pensiero quando si nomina il Califfo.
Angela: "Il sorriso di soddisfazione quando vedeva che andavamo bene e avevamo successo, un sorriso che diceva tutto".
Angelo: "Nel nostro primo Sanremo nel '70 con La prima cosa bella era più in ansia di noi, quando hanno annunciato il nostro secondo posto l’ho visto esultare in platea, saltava di felicità e faceva il braccetto a tutti, tiè, tiè, tiè: aveva avuto ragione e aveva vinto lui, finalmente dopo tante difficoltà per affermarci poteva esultare". 
 
L’avete ricantata nel 2020 all’Ariston nella reunion, 50 anni dopo.
"È stato emozionante, e giusto farlo con Marina e Franco. Ma ora i Ricchi e Poveri sono gli Angeli, stiamo volando in alto in due".