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Lana Del Rey, finalmente libera di cantare se stessa

L'artista pubblica il nono album 'Did you know that there's a tunnel under Ocean Boulevard'
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Come si può essere artisti di popular music? In molti modi diversi, adeguandosi alla corrente innanzitutto, come fanno in tanti se non in troppi, o cercare di essere davvero artisti e seguire il proprio estro, la propria inclinazione, i propri sogni e i propri desideri. Sfuggendo, dunque, alle categorie e alle classificazioni. Ed è quello che accade a Lana Del Rey, che con Did you know that there's a tunnel under Ocean Boulevard, arriva al suo nono album ed è finalmente libera. Libera dall'immagine di se stessa che aveva, libera dall'immagine che si era costruita, libera dall'immagine che gli altri avevano di lei. Libera di potersi muovere all'interno dell'universo della popular music senza badare al mercato, senza tener fede ad altro che alla sua ispirazione, a quello che vuole essere e rappresentare, alla musica che vuole cantare e suonare.

(ansa)

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Come si può essere artisti di popular music? In molti modi diversi, adeguandosi alla corrente innanzitutto, come fanno in tanti se non in troppi, o cercare di essere davvero artisti e seguire il proprio estro, la propria inclinazione, i propri sogni e i propri desideri. Sfuggendo, dunque, alle categorie e alle classificazioni. Ed è quello che accade a Lana Del Rey, che con Did you know that there's a tunnel under Ocean Boulevard, arriva al suo nono album ed è finalmente libera. Libera dall'immagine di se stessa che aveva, libera dall'immagine che si era costruita, libera dall'immagine che gli altri avevano di lei. Libera di potersi muovere all'interno dell'universo della popular music senza badare al mercato, senza tener fede ad altro che alla sua ispirazione, a quello che vuole essere e rappresentare, alla musica che vuole cantare e suonare.

(ansa)

È stato un percorso lungo, salutato ovviamente da un grandissimo successo ma, allo stesso tempo, da una sostanziale insoddisfazione personale, come ha raccontato in una recente intervista a Rolling Stone. Insoddisfazione dovuta a come, dall'esordio di Born to die, undici anni fa, fino a oggi, è stata percepita dalla critica e, forse in parte, anche dal pubblico. Ovvero come un'artista 'costruita' a tavolino, anche se da se stessa, innaturale nello scrivere e nell'apparire, nel cantare e nell'essere. Una questione di 'autenticità', insomma, che l'ha tenuta costantemente in bilico, tra lo status di 'cult artist' per chi credeva in lei e nel suo progetto, e di popstar di consumo, per chi alla sua verità artistica non ha mai creduto, o della stessa verità non si è mai interessato.

Did you know that there's a tunnel under Ocean Boulevard è il disco, l'album volendo essere contemporanei, che segna la liberazione da tutto questo. Ed è probabilmente il più bel lavoro di Lana Del Rey fino a oggi. Perché è un disco che non solo la lascia libera di essere se stessa e di raccontarsi come forse non era mai riuscita a fare prima con la stessa intensità, ma anche e soprattutto a sfuggire a ogni possibile regola, suonando e cantando musiche, armonie, melodie, testi, che non rispondono a un solo genere, che sono ricche di emozioni e sentimenti, strutture e suoni, diversi. Lei dice che non si sentiva così realizzata e contenta da dieci anni in qua, anni in cui nonostante il successo, e il crescente credito che la critica, dopo gli esordi, le ha concesso, si è sempre sentita in bilico, ha sempre vissuto ogni crescita come una conquista, ottenuta con grande fatica.

 

Lana Del Rey - Blue Jeans

Poi, racconta, un bel giorno tutto è cambiato: "A volte preghi fino allo sfinimento affinché tu ti possa liberare da un peso e poi, senza motivo apparente, all'improvviso tutto si risolve da sé", ha dichiarato a Rolling Stone. E così il nuovo album è il primo della 'nuova' Lana Del Rey, molto simile a quella che è stata, nonostante la sua insoddisfazione, una delle donne più influenti per la musica della sua generazione, e molto diversa perché libera da cliché. E il disco è bellissimo, pop, rock, persino qualche echo hop hop a ben guardare, carico di emozioni, di sonorità inafferrabili e della magistrale vocalità della cantautrice americana, realizzato con l'aiuto di molti ospiti e collaboratori, tra i quali il fondamentale Jack Antonoff.


"Non importa cosa succederà d'ora in poi" ha detto ancora Lana Del Rey a Rolling Stone, "Ho già imparato tutto, posso dirlo, ho appreso tutto quel che serve, non ho bisogno di provare nient'altro. Sono felice d'aver superato tutti quei momenti turbolenti che a volte ho creato io stessa e altri che mi sono stati causati da altri. Sono fortunata che il mio cuore non sia sparso a pezzi per il mondo, con frammenti nelle mani di persone a cui non appartiene, e che sia ancora abbastanza lucida da non lasciare che la mia cocciutaggine combini casini tutto il tempo".

Lana del Rey, il singolo che l'ha lanciata