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Magoni e Spinetti, il ritorno di Musica nuda: "Da vent'anni fuori dalle mode"

'Musica Nuda 20' è l'album che celebra il ventennale del duo
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Venti anni fa sembrava una scommessa, un duo composto da una cantante e un contrabbassista, talmente essenziale da chiamarsi Musica Nuda. E invece, venti anni dopo, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti non solo sono ancora qui, ma hanno percorso una strada avventurosa, affascinante, meravigliosamente libera e sempre nuova, e arrivano a festeggiare il ventesimo compleanno con un nuovo album, Musica Nuda 20.

Per la prima volta in sei anni ci sono 13 nuovi brani, più una bonustrack, scritti grazie con la collaborazione Frankie Hi-Nrg, Max Casacci, Luigi Salerno, Giovanni Maria Block, Antonio Canto e altri ancora, perché Musica Nuda sarà anche un duo, ma l'idea di mettere insieme energie e creatività con altri è sempre stata importante nella loro storia. Storia che ha permesso a Magoni e Spinetti di suonare praticamente in tutto il mondo, di vincere il Tenco, di collaborare con i migliori artisti italiani e stranieri e, soprattutto, di proporre grande …

Venti anni fa sembrava una scommessa, un duo composto da una cantante e un contrabbassista, talmente essenziale da chiamarsi Musica Nuda. E invece, venti anni dopo, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti non solo sono ancora qui, ma hanno percorso una strada avventurosa, affascinante, meravigliosamente libera e sempre nuova, e arrivano a festeggiare il ventesimo compleanno con un nuovo album, Musica Nuda 20.

Per la prima volta in sei anni ci sono 13 nuovi brani, più una bonustrack, scritti grazie con la collaborazione Frankie Hi-Nrg, Max Casacci, Luigi Salerno, Giovanni Maria Block, Antonio Canto e altri ancora, perché Musica Nuda sarà anche un duo, ma l'idea di mettere insieme energie e creatività con altri è sempre stata importante nella loro storia. Storia che ha permesso a Magoni e Spinetti di suonare praticamente in tutto il mondo, di vincere il Tenco, di collaborare con i migliori artisti italiani e stranieri e, soprattutto, di proporre grande musica, restando al passo con i tempi, anzi, creando musica senza tempo.

Tempo che non li ha cambiati, cambiandoli: "Sì, e infatti abbiamo affrontato questo nuovo lavoro con lo spirito di sempre", risponde Petra Magoni, "perché crediamo ancora nell'oggetto, nel disco, nonostante viviamo l'era della musica liquida. La smaterializzazione con noi non ha attecchito più di tanto, amiamo ancora il cd e il vinile, il concetto di disco. Perché crediamo che fare un disco significhi dare una testimonianza, sia la fotografia di un vissuto, e pensiamo ancora che i concerti siano la conseguenza dei dischi, non il contrario".

Quindi il disco ha ancora un valore 'artistico', non è solo uno strumento di diffusione della musica...

Spinetti: "Per noi è così, il disco continua ad essere un'esigenza umana e artistica, e in questo caso per noi assume un valore ancora più grande, dato che usciamo con un album di inediti per la prima volta dopo sei anni".

Come mai questa lunga attesa?

Magoni: "In parte per quello che è accaduto nel frattempo, gli anni della pandemia hanno fermato e rallentato tutto. In realtà noi avevamo in progetto un album di canzoni per bambini che sarebbe dovuto uscire nel 2021 e avevamo quindi lavorato a questo. Poi quando ci siamo fermati a causa della pandemia, hanno iniziato ad arrivaci dei brani nuovi scritti dai grandi autori che lavorano con noi, canzoni più serie e impegnative, che ci piacevano molto e quindi abbiamo pensato di fondere i due progetti. Può sembrare strano, ma in realtà ci è sembrato avesse un senso: dopo un periodo di 'maltrattamento' collettivo, di difficoltà, di dolore, ci è sembrato giusto proporci con uno spirito più leggero e allegro. Oltretutto c'era anche un buon motivo di festa, perché celebriamo anche i nostri venti anni di avventura nella musica. Il disco tiene insieme le tre cose, con un equilibrio inedito, compresi tre brani che facevano parte dello spettacolo sulla Turandot".

C'è il vostro mondo, al completo.

Magoni: "Sì, il nostro mondo, che non è fatto solo di contrabbasso e voce, ma anche del rapporto con tanti altri autori e musicisti che in questi anni e in questo disco ci hanno dato una mano".

E' un album che non risente di quanto accade nel mondo della musica oggi, ma che vi rappresenta bene, con tutta la 'contemporaneità' del caso...

Spinetti: "Beh, sicuramente non abbiamo mai seguito le mode, e questo è stato, credo, un nostro pregio e continua ad esserlo. Io ogni sera vado a dormire con la coscienza pulita, per aver fatto dei buoni concerti e dei buoni dischi. Il che non vuol dire che ci sentiamo 'migliori', la realtà contemporanea è bella perché è ricca di tante cose diverse ed è giusto che ognuno scelga la sua. Noi, di certo, abbiamo scelto la nostra".

Avete raggiunto molti obbiettivi, ma cosa vi è mancato in questi venti anni?

Magoni: "Direi niente, non credo ci sia mancato qualcosa. Forse ci sentiamo addosso un po' di stanchezza dovuta all'età, venti anni fa era possibile fare quindici date, girando l'Italia e l'Europa, una dietro l'altra senza sosta, andando in giro ad attaccare anche le locandine, oggi è ovviamente più difficile. Credo che ci manchi adesso, dopo la sosta forzata della pandemia, tornare a suonare fuori dai confini italiani. E non solo per vedere posti diversi ma soprattutto per incontrare mondi musicali differenti. Mi è sempre piaciuto viaggiare sull'onda della musica".

Questo album, ma in generale tutta la vostra avventura musicale, se possiamo dire una cosa esagerata, è molto 'rock'. Non nel suono, ovviamente, ma nell'atteggiamento libero e creativo che avere nell'affrontare musiche, suoni e culture diverse. Vi sentite 'rock' davvero?

Magoni: "Non saprei dirlo, il rock mi piace, è un'atteggiamento che mi appartiene, mi diverte, consente un'energia diversa"

Spinetti: "Ho avuto la fortuna di crescere con il più grande chitarrista rock italiano, Fausto Mesolella, che mi ha cresciuto nella libertà. Ed era anche più jazzista di quanto immaginasse".