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Rocco Hunt e l'ora dell'impegno: "Non si fa la pace con i missili"

Online 'Non litighiamo più', il nuovo singolo del rapper. "La canzone è stata scritta mesi fa, e le notizie ci hanno certamente influenzato"
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Arrivò come un’anomalia, portando nel rap le storie d’amore cantate in napoletano, soffiando così l’esclusiva ai neomelodici. Nel 2013 i rapper partenopei raccontavano ancora storie di emarginazione e di violenza, le Vele, Scampia, sembrava Gomorra. Il salernitano Rocco Hunt si presentava invece con un album intitolato Poeta urbano e celebrava una fidanzata acqua e sapone con il suo primo successo, L’ammore overo. L’anno successivo, la vittoria tra i giovani al Festival di Sanremo con ’Nu juorno buono, una ventata di ottimismo nonostante i problemi. Insomma, un bravo guaglione.

È diventata la sua cifra stilistica e gli ha portato fortuna anche quando ha abbracciato il pop, le collaborazioni con Boomdabash ed Enzo Avitabile, i successi internazionali, i duetti con Ana Mena. Ora Rocco torna con un singolo intitolato Non litighiamo più che ha scritto insieme a Paolo Antonacci e Davide Simonetta, autori dell’ultim…

Arrivò come un’anomalia, portando nel rap le storie d’amore cantate in napoletano, soffiando così l’esclusiva ai neomelodici. Nel 2013 i rapper partenopei raccontavano ancora storie di emarginazione e di violenza, le Vele, Scampia, sembrava Gomorra. Il salernitano Rocco Hunt si presentava invece con un album intitolato Poeta urbano e celebrava una fidanzata acqua e sapone con il suo primo successo, L’ammore overo. L’anno successivo, la vittoria tra i giovani al Festival di Sanremo con ’Nu juorno buono, una ventata di ottimismo nonostante i problemi. Insomma, un bravo guaglione.

È diventata la sua cifra stilistica e gli ha portato fortuna anche quando ha abbracciato il pop, le collaborazioni con Boomdabash ed Enzo Avitabile, i successi internazionali, i duetti con Ana Mena. Ora Rocco torna con un singolo intitolato Non litighiamo più che ha scritto insieme a Paolo Antonacci e Davide Simonetta, autori dell’ultimo Sanremo rispettivamente per Tananai e Marco Mengoni. Non è l’avvisaglia di un album, avverte, “per adesso è isolato, nasce dall’esigenza di pubblicare qualcosa di nuovo, essendo passati ormai dei mesi dal mio ultimo singolo”. 

Non litighiamo più è un pezzo in cassa dritta sostenuto dal suono di una chitarra acustica, molto diverso dal classico rap ma anche dai ritmi latini dei suoi ultimi brani. “Volevo uscire dalla mia comfort zone, provare qualcosa di nuovo. Porta la mia esperienza e il mio flow, mi aiuta ad avere nuovi stimoli, se dovessi scrivere da solo non ci vedrei una vera crescita, preferisco il lavoro di squadra”.

Una canzone d’amore ma nel ritornello si parla di parole come missili e “non si fa pace con i missili”, Rocco Hunt è consapevole che la frase apparentemente spensierata si presterà a letture diverse, specialmente in un momento di guerra come questo: “Mi fa piacere lanciare dei messaggi. Ho sempre alternato leggerezza e voglia di lasciare qualcosa di socialmente utile, è il mood sin dall’inizio della mia carriera e dei miei Sanremo”, spiega Hunt. “La canzone è stata scritta mesi fa e le notizie ci hanno senz’altro influenzato. Ne è venuta fuori una sorta di denuncia: ‘non possiamo fare pace con i missili’, un messaggio positivo figlio del tempo storico triste che stiamo affrontando”.

Da sempre il rap assorbe ciò che succede intorno, alcuni però amano schierarsi ed esporsi, Fedez ad esempio, Salmo invece dice che l’artista impegnato è “una favola che deve finire”. Rocco come la vede? “Io sono nel mezzo. Credo che ogni artista debba scrivere e trasmettere ciò che lo ispira. Io ho scritto canzoni impegnate a favore dei migranti, ma non ho disdegnato momenti leggeri, una canzone che faccia semplicemente ballare”.

E della guerra in Ucraina, cosa pensa? “Non condivido ogni forma di guerra e di violenza, nemmeno l’uso delle armi. La guerra non lascia mai nulla di buono, sono padre di un bambino di sei anni e vedere ciò che succede vicino a noi ci spaventa, spero si possa trovare un accordo per far cessare questa situazione ma sono realista e so che non sarà semplice, dietro a ogni guerra ci sono interessi che vanno ben oltre il conflitto”.

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Il 6 e 7 luglio all’Arena Flegrea sarà protagonista di due serate evento intitolate L’ammore overo: “E’ diventato un modo di dire, con lo spettacolo cerco di riappropriarmene”. La serata avrà la regia di Alessandro Siani: “Non vuol dire che sarà un musical o un recital, qualche mio fan potrebbe spaventarsi e chiedere il biglietto indietro. Canzoni e monologhi avranno come fil rouge l’amore. Uno show di impronta musicale ma con lo sguardo di chi arriva dal teatro”.