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Roger Waters, la guerra in Ucraina, l'arte e la libertà di sbagliare

(ansa)
Non c'è solo musica nei concerti che il fondatore dei Pink Floyd presenta in questi giorni anche in Italia
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L'esercizio della libertà d'espressione è il fondamento di ogni attività artistica, il cuore stesso dell'arte. Difenderlo significa, alle volte, sostenere anche la libertà di artisti che si esprimono in modi e forme che non ci piacciono o rappresentano idee politiche diverse dalle nostre. Anche se ci risulta difficile. Come nel caso di Roger Waters, mente, cuore e anima dei Pink Floyd per tantissimi anni, autore di canzoni e musiche che fanno parte della nostra storia, collettiva e personale, oltre che della cultura del secolo scorso e di quella contemporanea.

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Waters è stato ed è un'artista che ha preso posizioni politiche durante tutta la sua storia fino ad arrivare a quelle odierne sulla guerra in Ucraina e su Vladimir Putin, posizioni…

L'esercizio della libertà d'espressione è il fondamento di ogni attività artistica, il cuore stesso dell'arte. Difenderlo significa, alle volte, sostenere anche la libertà di artisti che si esprimono in modi e forme che non ci piacciono o rappresentano idee politiche diverse dalle nostre. Anche se ci risulta difficile. Come nel caso di Roger Waters, mente, cuore e anima dei Pink Floyd per tantissimi anni, autore di canzoni e musiche che fanno parte della nostra storia, collettiva e personale, oltre che della cultura del secolo scorso e di quella contemporanea.

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Waters è stato ed è un'artista che ha preso posizioni politiche durante tutta la sua storia fino ad arrivare a quelle odierne sulla guerra in Ucraina e su Vladimir Putin, posizioni ampiamente discutibili e criticabili, al punto di essere state nuovamente motivo di lite con il suo ex compagno nei Pink Floyd David Gilmour, non meno impegnato e questa volta schierato al fianco degli ucraini. Giusto e legittimo, dunque, non essere d'accordo con Waters, e lui lo sa, e avverte chi va ai suoi concerti di prepararsi. Ma, ed è questo il punto, ascoltare la sua musica ed amarla non vuol dire, per forza di cose, essere d'accordo con lui. L'arte di Waters va al di la delle sue convinzioni politiche, lo dimostra la straordinaria bellezza del concerto che propone in questi giorni in Italia, ed era vero anche quando attaccava Trump o difendeva la lotta dei minatori inglesi contro il governo della Thatcher, ed è la sua libertà d'espressione che la rende importante.

L'arte di Waters ci colpisce perché ci parla, ci interroga, ci fa stare scomodi, ci costringe a pensare, ci commuove, ci fa sognare, di fa arrabbiare, e ci permette di essere in disaccordo con lui, le sue idee e convinzioni. È il motivo per cui i suoi concerti fanno registrare il tutto esaurito, è il motivo per cui ascoltiamo ancora Van Morrison nonostante le sue posizioni sul Covid, o Laura Pausini nonostante quello che pensa di Bella Ciao. Ognuno dall'arte viene colpito in un modo personale, unico, ne comprende i messaggi o ne vede addirittura altri. Il suo concerto, iperpolitico, non cambierà la nostra percezione di Dark side of the moon. L'arte e la musica, create liberamente, vivono al di la degli artisti che le creano. Ed è questa libertà, anche di sbagliare, che alla fine le rende speciali.