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Annalisa: "Il mio pop ricorda la Carrà, adoro i suoi messaggi sulla libertà sessuale. Io sono etero, ma tutti sperimentiamo con la mente"

Ex concorrente di "Amici" di Maria De Filippi, sarà presto in tour. Il suo singolo "Mon amour" è già un caso discografico. Del suo nuovo look dice: "Finalmente mi vedo quando mi guardo allo specchio". E sogna di duettare con Mina
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Da due anni una donna solista non raggiungeva la top 3 dei singoli più venduti. Tocca ad Annalisa Scarrone, in arte Annalisa, che è un caso discografico particolare. Da quando nel 2010 si affacciò ad Amici, sobria e composta, ha navigato costante (sette dischi in nove anni) e a moderata velocità tra certificazioni, premi e presenze sanremesi (cinque), ma senza fare troppo rumore. Il botto è adesso, a 37 anni. È passata dalle ballate a far ballare, da essere popolare a spopolare con due singoli che non lasciano scampo. Bellissima (doppio platino) va ancora tra le bande di paese e le curve degli stadi, «Un sogno che si avvera, il fatto che le mie canzoni prendano altre forme di vita» ci dice Annalisa dalla sua casa savonese, mentre il nuovo Mon amour va virale con quella staffetta linguale “ho visto lei che bacia lui/Che bacia lei che bacia me” da candido triangolo (“La geometria non è un reato” gi&agra…

Da due anni una donna solista non raggiungeva la top 3 dei singoli più venduti. Tocca ad Annalisa Scarrone, in arte Annalisa, che è un caso discografico particolare. Da quando nel 2010 si affacciò ad Amici, sobria e composta, ha navigato costante (sette dischi in nove anni) e a moderata velocità tra certificazioni, premi e presenze sanremesi (cinque), ma senza fare troppo rumore. Il botto è adesso, a 37 anni. È passata dalle ballate a far ballare, da essere popolare a spopolare con due singoli che non lasciano scampo. Bellissima (doppio platino) va ancora tra le bande di paese e le curve degli stadi, «Un sogno che si avvera, il fatto che le mie canzoni prendano altre forme di vita» ci dice Annalisa dalla sua casa savonese, mentre il nuovo Mon amour va virale con quella staffetta linguale “ho visto lei che bacia lui/Che bacia lei che bacia me” da candido triangolo (“La geometria non è un reato” già dal ’78 sorcino). Ha un tiro alla Far l’amore, l’innesto del dj Bob Sinclair su Raffaella Carrà, ed è subito “la grande ebbrezza”.

Mon amour è disco d’oro, il brano più trasmesso dalle radio, milioni di stream, moltiplicazione dei pani e dei passi nella balera social, perché oggi si può sfuggire ai balli di gruppo degli animatori in spiaggia ma non a quelli su TikTok. Dove lei è prima. Dark come una Mercoledì Addams trascinata a forza in discoteca, sexy con il caschetto alla Mia di Pulp fiction «E alla Nikita» aggiunge «tutte insieme formano il mio alter ego sfrenato che si disfa delle delusioni». Il sound è più internazionale e su web gli stranieri cominciano a invocare la sua presenza all’Eurovision.  


Annalisa, più sorpresa o felice?
«Vince la felicità. Mi aspettavo andasse bene perché ci lavoro da tanto, ma non bene a questi livelli. È un progetto che mi fa sentire completamente onesta».

Prima non lo era?
«Certo ma a questa maturità si arriva per gradi. Scrivevo in modo metaforico, ora sono concisa, diretta. So fare autoironia su una delusione d’amore, o ammettere di temere la solitudine. Soprattutto, non ho più paura di essere leggera e di venire scambiata per una superficiale».

Da dove nasce il cambiamento?
«Sono finalmente a fuoco, e mi esce tutto naturale. La mia identità artistica è nata prima di Amici, in un mondo lontano dalla tv e più underground. Sono una ragazza di provincia, in piazza andavo ai live di Subsonica, Mau Mau, Africa Unite. Poi per anni ho pescato fra vari generi. Ora ho trovato la sintesi di tutte le influenze: il mondo elettronico, le grandi voci di Mina e Vanoni, le cantautrici Nada, Alice, Rettore. C’è la mia scrittura, la mia vocalità, la mia cultura».

Sente diffidenza come cantautrice?
«In Italia c’è l’idea che un cantautore suoni in acustico e tratti temi sociali. De André è un faro, ma per me sono cantautrici anche Dua Lipa e Taylor Swift. Esistono tanti modi per trasmettere le storie. Questo è il mio. Scrivo, compongo al pianoforte, canto canzoni che fanno divertire. Ma sono multistrato, non spensierate. Hanno una velata malinconia, una leggera disperazione».

La copertina del nuovo singolo, 'Mon amour' 

Se Bellissima rimandava ad Amore disperato di Nada, in Mon amour c’è la Carrà.
«È un’ispirazione. Adoro il suo pop con messaggi sulla libertà di identità. Puoi essere come vuoi, l’importante è non danneggiare gli altri».

Canta Lei piace sia a me che a te. La fluidità è stata normalizzata?  
«Spero ci sia sempre meno stupore per versi simili. Ricevo messaggi di persone che si sentono rappresentate e ne vado fiera, indipendentemente dal mio orientamento». 

Mai stata attratta da una donna?
«Sono etero ma mi pongo domande e non limiti. Tutti sperimentiamo anche solo con l’immaginazione, come in Pensiero stupendo, altro riferimento di Mon amour».


Con chi duetterebbe?
«Mina, inarrivabile. Elisa, Giorgia. Ancora meglio, vorrei fare un progetto collettivo al femminile».

In questa nuova fase, non le spiace che la sua voce spicchi di meno?
«In realtà i due brani richiedono sforzo vocale, sono più complessi di quanto sembra, ma mi piace che non si percepisca. Non è necessario fare sfoggio. La voce serve il racconto e va tirata fuori al momento giusto. Qui c’è frenesia, isteria romantica, non dramma».

Il disco sarà un concept?
«Sì, uscirà prima del mio live, 4 novembre al Forum di Milano. Bellissima è il primo capitolo, un appuntamento mancato. Mon amour è il secondo, la vendetta, cioè il limbo prima della ripartenza. Il resto sarà una spirale di cadute e svolte. Cambiare per me è quasi sempre migliorare».


Non era mai stata così provocante e sicura di sé.
«Adesso valorizzo i miei punti di forza. Mi guardo allo specchio e mi vedo. Nel periodo del talent, che tenerezza! Mi truccavano, pettinavano, e non sapevo capire cosa mi donasse e cosa no. Si figuri, ho una mamma che non si è mai truccata».

Suo padre è matematico, lei è laureata in fisica. Rivalità?
«Sì ma goliardica. La fisica è applicata, quindi sbagliata dal punto di vista del matematico puro. Per me invece è ricerca creativa, come la musica».


In quale mondo vorrebbe vivere?
«Senza prevaricazione. Basterebbe mettersi nei panni altrui per far nascere una società migliore. L’ambizione sembra andare di pari passo con la violenza, anche verbale, invece per me cammina con la gentilezza. Arrivare dove vuoi con la gentilezza ha un valore infinitamente maggiore. E più duraturo».

Sicura che sopporterebbe il peso della popstar?
«Sono pronta al salto, anche se molto riservata. Sui social non condivido la vita privata. Ma se la fama è conseguenza del mio lavoro, allora è una gioia, e potrei accettare qualche ingerenza in più».  

A Sanremo 2024 ci andrebbe come co-conduttrice o partecipante che punta all’Eurovision?
«D’istinto sceglierei la gara, per me il palco è dove cantare. Pensandoci però, l’altra occasione sarebbe, non per autocitarmi: bellissima».