Marco Mengoni, show all'Eurovision: "Dieci anni fa ero sotto pressione. Ora me la sto vivendo tutta"
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraRitorno al futuro. Marco Mengoni torna dopo dieci anni al "mondo magico e fantastico dell'Eurovision", come dice lui, quest'anno a Liverpool al posto di Kiev sotto brutale attacco di Putin. Nel 2013 l'esordio nella svedese Malmö con L'essenziale, stavolta è il turno di Due vite, vincitrice di Sanremo 2023 e da ieri triplo disco di platino: "Ma rispetto a dieci anni fa, stavolta mi diverto", confida da Liverpool ai giornalisti italiani. "Allora avevo più pressione, ora me la sto vivendo tutta. Perché non possiamo perdere tempo, ce n'è pochissimo...".
Dunque eccolo, il senso di Due vite (Epic Records / Sony Music), con già 110 milioni di stream audio/video. "È la relazione tra conscio e inconscio", spiega Mengoni, "tra sogno e verità, mascherata da film felliniani, che il nostro cervello ci fa veder…
Ritorno al futuro. Marco Mengoni torna dopo dieci anni al "mondo magico e fantastico dell'Eurovision", come dice lui, quest'anno a Liverpool al posto di Kiev sotto brutale attacco di Putin. Nel 2013 l'esordio nella svedese Malmö con L'essenziale, stavolta è il turno di Due vite, vincitrice di Sanremo 2023 e da ieri triplo disco di platino: "Ma rispetto a dieci anni fa, stavolta mi diverto", confida da Liverpool ai giornalisti italiani. "Allora avevo più pressione, ora me la sto vivendo tutta. Perché non possiamo perdere tempo, ce n'è pochissimo...".
Dunque eccolo, il senso di Due vite (Epic Records / Sony Music), con già 110 milioni di stream audio/video. "È la relazione tra conscio e inconscio", spiega Mengoni, "tra sogno e verità, mascherata da film felliniani, che il nostro cervello ci fa vedere. È un viaggio intimo, un invito rivolto a tutti noi ad accettare ciò che la vita ci offre, senza ripensamenti, rimpianti. Senza se e senza ma".
Marco Mengoni dopo Sanremo: "Torno alla musica e alla famiglia. Ora sono anche zio..."
Di qui una performance speciale sul palco della Liverpool Arena - le due semifinali il 9 e l'11 maggio in prima serata su Rai 2, la finale sabato 13 su Rai 1 - basata su due figure, che si muovono su scale speculari, sul gigantesco ledwall che incornicia la scena: "Faremo rimbalzare la vita reale e quella onirica, profonda, emotiva", promette il 34enne cantante italiano, "della squadra fanno parte i Black Skull Creative con cui vado spesso in tour". Ma soprattutto l'arte del ballerino, direttore artistico e coreografo francese Yoann Bourgeois, che plasmerà la performance, dopo aver collaborato con Harry Styles per il video di As it was: "Un artista che ho sempre stimato moltissimo, con il suo lavoro negli spazi vuoti", aggiunge Mengoni, che sul palco indosserà un total look custom di Atelier Versace.
Chi fermerà Mengoni? Nelle stesse ore di Liverpool, è candidato ai David di Donatello (vincitore annunciato domani) con la canzone Caro amore lontanissimo del film Il colibrì di Francesca Archibugi, mentre il 26 maggio uscirà la terza e ultima parte, Prisma, della trilogia Materia ("sono felicissimo" esclama mentre agita una t-shirt di The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd). Il prisma, come l'uomo, ha la capacità di assorbire esperienze, filtrarle e poi restituirle scomposte in una miriade di colori.
Dopo il tour italiano da Padova (20 giugno) al Circo Massimo di Roma (15 luglio), a ottobre partirà il suo primo grande europeo (Live Nation) in 8 Paesi, che toccherà tra le altre Barcellona, l'OlympiaHalle di Monaco, Vienna e il mitico Le Zenith di Parigi, "dove ascoltai un'indimenticabile registrazione di un album di Ben L'Oncle Soul". "Sono soddisfatto anche del miglioramento del mio inglese", scherza ma non troppo. "E poi siamo a Liverpool, città che mi mette una grande energia, la casa dei Beatles cui mi sono sempre ispirato".
Insomma, la consacrazione internazionale. Ma attenzione, perché Mengoni resta sempre una star umile, genuina: "A me non piace la competizione, è una parola che mi mette pressione", confessa. "Eurovision mi piace anche per questo e adoro il sottotitolo di quest'anno, "Uniti". Perché la musica deve essere un mezzo per mandare e urlare messaggi, soprattutto in questo momento storico. Mi sarebbe piaciuto cantare a Kiev. Ma essere qui uniti a Liverpool significa mandare un grande messaggio di pace".