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Sam Fender, il cantautore fan del Boss che apre i suoi concerti

L'artista britannico, cresciuto con il mito di Bruce Springsteen, farà da supporto ai concerti a Ferrara e Roma
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Un sogno che diventa realtà. Sam Fender aprirà i concerti di Bruce Springsteen a Ferrara e Roma.Da piccolo intonava le canzoni del Boss davanti al televisore, ora canta con lui sopra i più grandi palcoscenici mondiali. Il cantautore britannico cresciuto col mito del Boss, aprirà due dei tre show che il rocker statunitense farà nel nostro Paese - a Ferrara il 18 maggio e a Roma il 21 maggio.  


Un incontro - quello con Springsteen - che non è di certo il primo per Fender: già anni fa, il cantante britannico aveva avuto modo di confrontarsi con il Boss, suonando con lui la cover di I'm on fire, brano del 1984. Sebbene in molti lo definiscano come l'erede del Boss, Fender non sembra essere dello stesso parere. "Non posso respingere il confronto, ma allo stesso tempo non mi sento degno di quell'etichetta - confessa il cantante - la prima volta che me l'hanno appiccicata addosso ho pensato che fossero folli".

(ansa)

Dopo il successo di Hypersonic missiles - album d'esordio del 2019 con oltre 200mila copie vendute - Fender torna oggi con nuovi progetti: un prossimo disco in programma, l'apertura delle date di Springsteen e un tour personale in Europa. Infatti, dopo gli show del Boss a Ferrara e a Roma, il cantautore britannico si esibirà martedì 23 maggio al Fabrique di Milano, proseguendo poi per tutta l'estate in performance sopra i palchi dei più importanti festival europei.

Una popolarità, quella di Sam Fender, di certo alimentata dal legame con Springsteen. "Non mi stupisce che si faccia questo paragone: vengo da una città di provincia, nelle mie canzoni uso il sassofono e parlo della working class" ha spiegato il cantante "ma vorrei essere considerato per come sono realmente e non solo in riferimento a Bruce". Negli ultimi anni, Fender - che ammette di essere stato a lungo "catturato da un vortice di dubbi e riflessioni" - si è sempre più affermato come una delle voci più promettenti del panorama musicale internazionale. E questo anche in seguito all'uscita - nel 2021 - di Seventeen going under, album con cui il cantante si è aggiudicato il disco d'oro. "Ho imparato a scrivere meglio canzoni: a vent'anni lo fai pensando di sapere tutto, poi arrivi a venticinque e capisci che non è così", ha detto.


Una giovane promessa apprezzata dai fan anche per la sincerità che sempre ha mostrato nei loro confronti. "Sarebbe ipocrita da parte mia parlare di salute mentale, se poi non mi prendo del tempo per curare la mia, di salute mentale - aveva confessato lo scorso settembre in un tweet cogliendo di sorpresa i fan e annullando alcuni show - mi sono trascurato per più di un anno e non ho affrontato cose che mi hanno turbato profondamente: è estenuante fingere di essere felice per il bene degli affari".


Una crisi tuttavia passeggera quella di Fender che, nella musica, ha trovato lo strumento più adatto per esprimere ed esternare il suo disagio e il proprio percorso di crescita. "Seventeen going under è un disco sul crescere, sull'autostima, sul guardarsi dentro. Ci sono accenni politici alla polarizzazione e alle disparità economiche, ma anche cose più personali", ha spiegato. Una giovane promessa che, pur nella crescente popolarità, è sempre riuscita a mantenere umiltà e rispetto. "Bruce è tutta un'altra storia. Le mie canzoni sono diverse e la mia voce non suona per niente come la sua: non ho il suo ruggito, quando canto sono solo una piccola fata".