X. Come l'incognita, come il numero romano dieci, come un passaggio a livello segnalato lungo la strada. Ogni lettura è buona per provare a interpretare il titolo del nuovo album di Daniele Silvestri che esce il prossimo il 9 giugno: è il suo decimo album, nasce all'incrocio di esigenze, esperienze, storie diverse, ed è, se volessimo ricondurre tutto ai generi musicali, talmente vario e vasto da essere davvero "qualcosa di non meglio specificato o in qualche modo misterioso", come annuncia Silvestri stesso. Disco X è un album dai molti ascolti possibili, "una selezione di canzoni che avevo voglia di pubblicare, senza badare a stili, mode, fenomeni, tendenze, momenti", dice lui, "non che ci abbia mai badato prima, ma questa volta, più delle precedenti, ho lavorato con una libertà completa".
Così Disco X è fatto di tante cose diverse, di tantissime parole, mai scelte a caso ovviamente, di leggerezza e profondità, lì dove sembrava necessaria l'una, lì dove era fondamentale l'altra. Se è vero che l'arte di Daniele Silvestri è "imprevedibile, sfaccettata, attuale, romantica, ironica", come sottolinea la presentazione dell'album, di certo questo nuovo lavoro ne è la sintesi migliore. Ma è anche un altro passo avanti nel suo modo di essere cantautore. Anzi no, perché la parola in questo caso non è quella giusta, "ci tengo a sottolineare la parola 'cantastorie', perché ogni canzone nasce da una storia che volevo raccontare, e come i vecchi cantastorie stanno con la loro bacchetta a illustrare le immagini che raccontano, io provo a farlo sottolineando con la musica ogni narrazione". Musica che è ricchissima, elettronica e danzabile come affascinante e misteriosa, nella quale la voce gioca il ruolo centrale trasformandosi in canto, in rap, in recitativo, ma in cui, anche, non è mai di 'accompagnamento', di sottofondo alle parole: "La musica racconta, illustra, ogni suono o ritmo ha una sua forza narrativa e ci tenevo moltissimo che fosse così", sottolinea Silvestri.
Nessuna concessione alla moda, al suono del momento, anzi, una rigorosa indipendenza che permette all'autore/cantastorie di avere sempre varietà, vastità, sorpresa. Apparentemente Silvestri una sola concessione alla moda la fa, quella dei 'featuring' o 'feat' come si usa dire oggi. Ma è solo apparenza, si ha la sensazione del 'con la partecipazione di' solo a leggere l'elenco dei 'partecipanti' al disco, ovvero Frankie Hi-Nrg, Davide Shorty, Wrongonyou, Franco 126, Eva, Emanuela Fanelli, Fulminacci, i Selton e soprattutto Giorgia. Ma è apparenza, appunto, perché quando si passa ad ascoltare ogni brano si scopre, con facilità, che non c'è affatto 'partecipazione', ma necessità e condivisione. Ogni voce è in un brano perché quelle parole, quella storia, andava cantata così, e da quella voce, non da un'altra. Basta ascoltare la bellissima While the children play con Wrongonyou per rendersene conto, o ancora di più la bellissima Cinema d'essai con Giorgia, che non 'impreziosisce' il brano, ma gli dona un'anima che altrimenti non avrebbe.
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Ed è divertente che tutti compaiano nell'introduzione all'album, Intro X, che è, come sottolinea Silvestri, "contemporaneamente un manifesto programmatico e una specie di trailer, con tutti gli ospiti del disco racchiusi in un unico grande featuring di benvenuto ironico ed enigmistico che chiude con il senso più vero della canzone: nessuno storico primato da rivendicare tutto nella media e senza iperboli / nessun anelito ad emergere da questo mare ma dov'è profondo puoi provare a immergerti". La citazione di Dalla non è casuale, il suo spirito aleggia sul disco, viene richiamato di frequente, in maniera diretta almeno una volta, in maniera indiretta spesso: "Sì, il suo modo di affrontare la canzone mi ha influenzato parecchio, sia in generale, sia specificamente nel lavoro di questo album. È stato un personaggio fondamentale della nostra storia, e lo è ancora".
Vale la pena, per una volta, ricordare gli eccellenti musicisti che sono al fianco di Silvestri in X, ovvero, Daniele Tortora, Gabriele Lazzarotti, Daniele Fiaschi, Duilio Galioto, Piero Monterisi e Fabio Rondanini, che tengono magnificamente le fila del discorso, assieme alla sezione fiati, importantissima in gran parte degli arrangiamenti, Francesco Fratini, Eugenio Renzetti e Simone Alessandrini, oltre alle incursioni di Davide Savarese, Daniel Plentz (dei Selton) e Andrea Beninati. Il tutto verrà proposto dal vivo dal 1 luglio, in una lunga serie di concerti fino a settembre che, tanto per dire una cosa ovvia ma necessaria, sono da non perdere.