Spettacoli

Rolling Stones, 60 anni fa la storia iniziava a ritmo della musica del diavolo

L'esordio della band come anti-Beatles è stato il primo passo di un percorso che ancora continua. E tutto ha preso il via da una cover di Chuck Berry e dalle leggende su Robert Johnson
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Il 7 giugno 1963 è una di quelle date che gli amanti della musica (tutta) dovrebbero cerchiare in rosso sul proprio calendario. Con il singolo Come on debuttavano 5 ragazzotti inglesi destinati a scrivere un pezzo importante della storia del rock 'n' roll e del costume. I loro nomi erano Brian Jones, Mick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts e Bill Wyman e si facevano chiamare The Rolling Stones.  

La musica di quei ventenni studenti del Kent era animata da una smodata passione per Chuck Berry ed Elvis Presley, dei di quella forma di "evasione globale psichica chiamata rock 'n' roll" - la definizione è del britannico Guardian - e per la "musica del diavolo", ovvero il blues di Howlin’ Wolf e, in particolare, di Robert Johnson. Ed è proprio quest'ultimo a mettere il sigillo di "musica del diavolo", a questo genere, nato nelle piantagioni del Sud degli Usa nel 19esimo secolo da schiavi, ex schiavi e discendenti degli schiavi afro-americani mezzadri (blues nasce dall'espressione "to have the blue devils", letteralmente: avere i diavoli blu, col significato di "essere triste, agitato, depresso").

I Rolling Stones all'aeroporto di Londra il primo gennaio 1969. A destra il chitarrista della band Brian Jones che morì affogato il 3 luglio 1969
I Rolling Stones all'aeroporto di Londra il primo gennaio 1969. A destra il chitarrista della band Brian Jones che morì affogato il 3 luglio 1969 

L'incontro con il diavolo

La leggenda narra che Johnson, dopo aver ricevuto diverse umiliazioni per la sua incapacità a suonare la chitarra, partì per una destinazione sconosciuta. Fece ritorno dopo qualche mese e sorprese tutti con una tecnica sublime. E subito il pubblico si divise fra chi sosteneva che la sua nuova abilità fosse frutto della pratica e chi affermava che avesse venduto la propria anima al diavolo, pur di diventare un chitarrista di successo.

La nascita del "Club dei 27"

Una cosa è certa: Robert Johnson, morì a 27 anni il 16 agosto 1938, in circostanze ancora poco chiare, diventando - suo malgrado - il primo membro del cosiddetto "Club dei 27", come viene definito il lungo e macabro elenco di star della musica morte a quell'eta, vedi Jimi Hendrix e Janis Joplin nel 1970, Jim Morrison nel 1971, Kurt Cobain nel 1994, Amy Winehouse nel 2011 e - appunto - Brian Jones nel 1969. Ma torniamo al 1963.

Brian Jones
Brian Jones 

Brutti, sporchi, cattivi (e indemoniati)

Il gruppo, allora capitanato da Brian Jones era sotto l'ala di Andrew Loog Oldham, produttore discografico, scopritore e manager della band britannica. Fu lui ad intuire che gli Stones dovevano porsi come alternativa ai Beatles, con la loro immagine pulita e soft. E condensò la sua strategia di marketing con una frase storica: “Lascereste andare vostra figlia con un Rolling Stones?”. 

Per questo il produttore impose alla band di estromettere il pianista Ian Stewart (1938-1985), per il suo look non in linea con la sua visione di una graffiante e rude band di rock’n’roll/blues. "Andrew si assicurava che noi fossimo il più possibile violenti e disturbanti", ricorderà più tardi Mick Jagger. Ed è emblematica la canzone Sympathy for the Devil (il pezzo originariamente avrebbe dovuto chiamarsi The Devil is my name), composta da Mick Jagger e Keith Richards nel 1968, divenuta una delle più famose del gruppo, dove il brano viene cantato nientemeno che da Lucifero in persona .

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La prima incisione

Quando i Rolling Stones entrarono in sala di registrazione il 2 maggio del 1963, non avevano nessun brano in repertorio e nemmeno un testo scarabocchiato nel cassetto. Quindi pescarono in quella che oggi chiameremmo, la loro "playlist". Ed ecco spuntare Come on, brano che Chuck Berry (considerato uno degli iniziatori del rock ’n’ roll) aveva inciso nel 1961, prima di finire in carcere per avere avuto rapporti sessuali con una quattordicenne che lavorava in un locale di sua proprietà.

Un minuto e 49 secondi

Da sempre fan del musicista di Saint Louis, gli Stones registrarono una loro versione della durata totale di 1 minuto e 49. La B side era la loro reinterpretazione del blues I want to be loved di Willie Dixon, un brano che avevano già avuto modo di suonare qualche mese prima.

La canzone, nonostante Mick Jagger si autodefinisse allora, "membro di una band di dilettanti" ebbe un incredibile successo. Come on venne rilasciato il 7 giugno 1963 e il 27 luglio, poco più di un mese dopo, entrò in classifica Nme dei singoli al 21esimo posto.

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Il brano fu poi pubblicata in diverse compilation: More Hot Rocks (Big Hits & Fazed Cookies) (1972), Singles collection: The London years (1989) (insieme al suo lato B), Singles 1963-1965 (2004 ) (insieme al lato B), Rolled Gold+: The very best of The Rolling Stones (2007), Grrr! (2012) e Stray Cats, 2lp con tutte le versioni (A e B sides) pubblicate su singolo 45 giri (più The Rolling Stones E.P.) uscito ad inizio 2023.

Il 6 giugno 2013, la canzone fu anche eseguito dal vivo a Toronto, in Canada, come parte del 50 & Counting Tour, Mick Jagger ne cantò alcune battute (con Charlie Watts alla batteria) dopo aver ricordato l'uscita del singolo esattamente 50 anni prima, ovviamente il giorno dopo. Era la prima volta che la canzone veniva ascoltata a qualsiasi titolo durante un concerto dei Rolling Stones dal 1965.

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La svolta

Tornando ancora al 1963, dopo il rilascio del brano d'esordio, l'etichetta, che non credeva nel successo del gruppo, ne mandò solo quattro copie all'ufficio di Oldham. I Rolling Stones dovettero così andare in giro a comprare altri dischi per poterne avere almeno uno a testa. Ma, dall'anno successivo, le cose cominciarono ad andare in maniera decisamente diversa.

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La cover italiana

Il 16 aprile 1964 usciva l'album The Rolling Stones, prodotto sempre da Andrew Loog Oldham per la Decca Records. Dodici tracce, nove cover, due scritte in gruppo e una, Tell me, una ballata semiacustica, composta dalla coppia Jagger/Richards. Questo brano non sfuggì alla moda (eufemismo) italiana delle cover (altro eufemismo) di quegli anni e l'Equipe 84 ne realizzò una versione con il titolo Quel che ti ho dato e così: "Tutto è andato storto da quando io e la mia bambina ci siamo separati", della versione originale, divenne: "Hai detto un giorno a me / Mai me ne andrò da te".