Liberato, il Louvre e i peperoni 'mbuttunati: se anche a Parigi suona la Nuova Napoli
di Benedetta Perilli"Feu", fuoco. Sul palco del Cabaret Sauvage di Parigi si esibisce Liberato, il cantante mascherato napoletano al suo primo tour europeo, in platea sventolano le sciarpe del Napoli Calcio e sono decine le magliette azzurre che riportano il numero 3, quello del terzo scudetto. E non a caso. Il legame tra il musicista e la squadra è fortissimo: a suonare allo stadio Maradona di Napoli per l'ultima di campionato, quella che ha sancito il trionfo, c'era anche lui, pianoforte e volto coperto.
"Feu", fuoco. Sul palco del Cabaret Sauvage di Parigi si esibisce Liberato, il cantante mascherato napoletano al suo primo tour europeo, in platea sventolano le sciarpe del Napoli Calcio e sono decine le magliette azzurre che riportano il numero 3, quello del terzo scudetto. E non a caso. Il legame tra il musicista e la squadra è fortissimo: a suonare allo stadio Maradona di Napoli per l'ultima di campionato, quella che ha sancito il trionfo, c'era anche lui, pianoforte e volto coperto.
Perché Liberato piace, e sono almeno 3mila le persone venute ad ascoltarlo nelle due date parigine, ma più di tutto a piacere in questo momento è Napoli. Al Louvre è stata appena inaugurata - alla presenza dei presidenti Macron e Mattarella - la mostra "Naples à Paris" (sarà aperta fino all'8 gennaio), con più di sessanta opere provenienti da Capodimonte esposte in tre sale del museo francese. A completare l'esposizione evento ci sarà un programma culturale lungo sei mesi con concerti - dai giovani Nu Genea alla classica con l'omaggio allo stile napoletano di Alessandro Scarlatti; teatro - con Emmanuel Demarcy-Mota alle prese con De Filippo - e cinema con proiezioni - una "carte blanche" a Paolo Sorrentino - e interviste.
Dal quale non può ovviamente esimersi la cucina che tra i più giovani predilige però i canali non tradizionali. Come l'ospitata dello scorso marzo di Salvatore "Sasà" Giugliano (classe 1991) nella cucina a vista del piccolo bar del ristorante Deviant. Lo chef di Mimì alla Ferrovia, uno dei ristoranti più in voga del momento a Napoli (tra gli ultimi ospiti illustri ci sono Sting e Bono Vox), è sbarcato a Parigi in sordina, da visiting chef, tra ziti e peperoni 'mbuttunati serviti al bancone insieme a un bicchiere di vino naturale in uno dei locali trendy del gruppo franco-italiano Savoir Vivre, anche loro giovanissimi e con una clientela tutta under 30. Insomma, che sia musica, arte o cibo, mai come in questo momento anche ai parigini piace napoletano.