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Liberato, il Louvre e i peperoni 'mbuttunati: se anche a Parigi suona la Nuova Napoli

Foto / Copyright Celine Non 
Il cantante mascherato si è esibito in una delle date del tour europeo che tocca anche Berlino e Londra. Tra un pubblico giovanissimo che canta in napoletano, mai come ora anche nella Ville Lumière la città campana è diventata di tendenza
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"Feu", fuoco. Sul palco del Cabaret Sauvage di Parigi si esibisce Liberato, il cantante mascherato napoletano al suo primo tour europeo, in platea sventolano le sciarpe del Napoli Calcio e sono decine le magliette azzurre che riportano il numero 3, quello del terzo scudetto. E non a caso. Il legame tra il musicista e la squadra è fortissimo: a suonare allo stadio Maradona di Napoli per l'ultima di campionato, quella che ha sancito il trionfo, c'era anche lui, pianoforte e volto coperto. 

A Parigi sono tanti gli italiani, e i napoletani, presenti in sala, ma tanti anche i francesi. Tutti giovanissimi, tutti che cantano fluentemente il napoletano, almeno per quanto riguarda le strofe delle hit p…

"Feu", fuoco. Sul palco del Cabaret Sauvage di Parigi si esibisce Liberato, il cantante mascherato napoletano al suo primo tour europeo, in platea sventolano le sciarpe del Napoli Calcio e sono decine le magliette azzurre che riportano il numero 3, quello del terzo scudetto. E non a caso. Il legame tra il musicista e la squadra è fortissimo: a suonare allo stadio Maradona di Napoli per l'ultima di campionato, quella che ha sancito il trionfo, c'era anche lui, pianoforte e volto coperto. 

A Parigi sono tanti gli italiani, e i napoletani, presenti in sala, ma tanti anche i francesi. Tutti giovanissimi, tutti che cantano fluentemente il napoletano, almeno per quanto riguarda le strofe delle hit più famose. Da "Gaiola" a "We come from Napoli", da "Nove Maggio" a "Guagliò", un'ora e trenta bollente di musica e dance. "Mi fa pensare a un Pino Daniele elettronico - commenta la ragazza al suo primo ascolto assoluto di Liberato - incredibile come i napoletani sappiano restare attaccati alle loro radici pur rinnovandosi". Ai ragazzi nelle prime file non riesce di stare fermi e continuano a riprendere il concerto sui loro cellulari in formato Instagram, si guardano compiaciuti e si ripetono a vicenda "feu". E anche Liberato sembra divertirsi, più sciolto e meno ingessato di un tempo dietro una maschera che forse ha fatto il suo tempo. La sua vera identità interessa a pochi, chi è qui vuole ballare.

Quella di ieri è la quarta data del tour "Tournamm 'a cas'", primi due concerti (uno sold out) alla Kesselhaus di Berlino; poi due giornate a Parigi (la seconda sold out) nell'ambito del festival di musica e cultura italiana Fiore Verde e infine Londra, il 17 e 18 all'Eletric Brixton. Il 13 luglio una nuova data europea, al Dour Festival, e poi il vero ritorno a casa: piazza del Plebiscito, Napoli, il 16, 17 (già sold out) e 18 settembre.

Perché Liberato piace, e sono almeno 3mila le persone venute ad ascoltarlo nelle due date parigine, ma più di tutto a piacere in questo momento è Napoli. Al Louvre è stata appena inaugurata - alla presenza dei presidenti Macron e Mattarella - la mostra "Naples à Paris" (sarà aperta fino all'8 gennaio), con più di sessanta opere provenienti da Capodimonte esposte in tre sale del museo francese. A completare l'esposizione evento ci sarà un programma culturale lungo sei mesi con concerti - dai giovani Nu Genea alla classica con l'omaggio allo stile napoletano di Alessandro Scarlatti; teatro - con Emmanuel Demarcy-Mota alle prese con De Filippo - e cinema con proiezioni - una "carte blanche" a Paolo Sorrentino - e interviste. 

Un momento magico per la città campana che va ben oltre i confini dei successi televisivi e cinematografici nazionali e conferma quasi una tendenza: Napoli non è mai stata così cool. E a cambiare stavolta sembra essere soprattutto l'età di chi la ama. Non più soltanto un pubblico "silver" - come gli appassionati dell'Orchestra italiana che con Renzo Arbore per anni ha portato una certa canzone napoletana nel mondo - ma una nuova "neapolitan wave" freschissima che fa asse tra l'Italia e l'Europa e ha trovato a Parigi un legame antico ma rinnovato.

Dal quale non può ovviamente esimersi la cucina che tra i più giovani predilige però i canali non tradizionali. Come l'ospitata dello scorso marzo di Salvatore "Sasà" Giugliano (classe 1991) nella cucina a vista del piccolo bar del ristorante Deviant. Lo chef di Mimì alla Ferrovia, uno dei ristoranti più in voga del momento a Napoli (tra gli ultimi ospiti illustri ci sono Sting e Bono Vox), è sbarcato a Parigi in sordina, da visiting chef, tra ziti e peperoni 'mbuttunati serviti al bancone insieme a un bicchiere di vino naturale in uno dei locali trendy del gruppo franco-italiano Savoir Vivre, anche loro giovanissimi e con una clientela tutta under 30. Insomma, che sia musica, arte o cibo, mai come in questo momento anche ai parigini piace napoletano.