‘Conrad’, l’esordio discografico di Stefano Polli è un invito al viaggio nello spazio dei ricordi
di Andrea SilenziLa strada per Atlantide, Moby Dick, Isole nella corrente, Marrakech. Che Conrad, l’esordio discografico di Stefano Polli (etichetta Just Entertainment), autore di testi e musiche, sia un disco dedicato all’idea del viaggio (con tutti ciò che comporta) è chiaro fin dai titoli dei brani. Polli è un giornalista affermato, vicedirettore dell’Ansa e per anni inviato speciale in diverse parti del mondo, che ha sempre affiancato la passione per il suo lavoro a quella per la musica: «Ho sempre suonato sin da ragazzo e per gioco con amici abbiamo provato a fare alcune canzoni — racconta — è uscito un disco e da un gioco è diventata una cosa seria anche grazie ad una casa discografica che ha apprezzato il lavoro e ha deciso di produrre il disco. Ci abbiamo messo tanto tempo perché il lavoro di giornalista ti prende continuamente, dalla sera alla mattina».
Qualche sabato rubato alla famiglia, come spiega lui stesso, una antica passione per certo cantautorato romano (quello di De Gregori, di Vend…
La strada per Atlantide, Moby Dick, Isole nella corrente, Marrakech. Che Conrad, l’esordio discografico di Stefano Polli (etichetta Just Entertainment), autore di testi e musiche, sia un disco dedicato all’idea del viaggio (con tutti ciò che comporta) è chiaro fin dai titoli dei brani. Polli è un giornalista affermato, vicedirettore dell’Ansa e per anni inviato speciale in diverse parti del mondo, che ha sempre affiancato la passione per il suo lavoro a quella per la musica: «Ho sempre suonato sin da ragazzo e per gioco con amici abbiamo provato a fare alcune canzoni — racconta — è uscito un disco e da un gioco è diventata una cosa seria anche grazie ad una casa discografica che ha apprezzato il lavoro e ha deciso di produrre il disco. Ci abbiamo messo tanto tempo perché il lavoro di giornalista ti prende continuamente, dalla sera alla mattina».
Qualche sabato rubato alla famiglia, come spiega lui stesso, una antica passione per certo cantautorato romano (quello di De Gregori, di Venditti, ma anche di Locasciulli) e per le sfumature di derivazione made in England o West Coast, il gusto per il racconto fatto di spazi, memorie e sentimenti: Conrad è un omaggio al grande scrittore «ma qui non c’è nessun Cuore di tenebra», solo un po’ delle contraddizioni della nostra vita, addii e rimpianti, partenza e ritorni. In definitiva, storie. “Tutto ciò che avete da fare è tenervi il vento alle spalle”, è la citazione di Joseph Conrad inserita nelle note del disco: il viaggio come una necessità, un faro puntato su tutte le cose che possiamo scoprire o ritrovare sulla nostra strada. È l’urgenza di fotografare il vissuto: che poi siano articoli o dieci canzoni, in fondo cambia poco.