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Articolo 31: “Siamo invecchiati bene perché sappiamo che gli anni 90 non erano così magnifici. Fedez? Sta bene, mai stati così amici”

Articolo 31: “Siamo invecchiati bene perché sappiamo che gli anni 90 non erano così magnifici. Fedez? Sta bene, mai stati così amici”

J-Ax e Dj Jad pubblicano il loro nuovo singolo ‘Classico’

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Eh, i giovani d’oggi… Già, ma vogliamo parlare dei giovani di ieri? Ovvero dei quaranta-cinquantenni di oggi, insomma l’attuale classe dirigente? Gente abbruttita dai social, dipendente dal telefonino, che non disdegna o non ha disdegnato le droghe, e che però accusa i millennial delle stesse cose, “e arriva a distruggere di critiche Greta Thurnberg, per la quale io non impazzisco, però sta provando a cambiare qualcosa”.

DI tutto questo e ben altro, J-Ax, parla “Classico”, il nuovo singolo degli Articolo 31 appena uscito, scritto come sempre da lei. C’è però un piccolo dettaglio: lei è del 1972, quindi fa parte dei cinquantenni. E dunque?

“E dunque sicuramente qualche critica me la merito pure io. Ma anzitutto la critica me la faccio da solo. Secondo, c’è chi, come noi due, io e Dj Jad, è diventato un classico, cioè è invecchiato bene”.

Però così è troppo facile, no?

“Forse. Ma ripeto, l’autocritica, e anche l’autoironia, alleggeriscono di molto la nostra posizione. E pur con tutto ciò non credo di stare invecchiando male. Certo, i giovani ci guardano un po’ in cagnesco, ma è come noi stessi vedevamo gli adulti di allora. Ecco, sa un’altra cosa che ci salva? Io, Jad e per fortuna tanti altri, riusciamo a inquadrare bene i tempi di allora. Sappiamo che non erano belli, o comunque non così belli come tanti li raccontano ora: semplicemente eravamo giovani noi e quindi ci appaiono magnifici”.

Il testo della canzone, come sempre, vive di vorticosi giochi di parole. Uno per tutti. “il populismo antipasto del fascismo prosciutto e Meloni”, che è clamoroso. Come le vengono in mente?

“Un talento naturale. Scherzo, ovviamente, magari fosse così. Anzi, ci ho lavorato tantissimo di lima, quando Jad mi ha mandato la musica, come sempre nel nostro metodo di lavoro. Non è stato facile, ma c’è un risvolto positivo: mi sono venute in mente così tante cose che ho scritto tante altre canzoni. Le faremo uscire una a una e quando avremo finito le raccoglieremo in un album. Adesso ce la prenderemo un po’ comoda, dopo le fatiche di quest’anno tra Sanremo e tour, anche se ripagate dal successo”.

Successo è quasi riduttivo. Ma con una risposta così non si è pentito di quegli anni di pausa del duo?

“No, doveva accadere, così come doveva accadere che ci ritrovassimo. Anzi forse sono stati proprio quegli anni che ora ci hanno fatto amare così tanto dal pubblico. Quattro Forum di Assago soldout non li avevamo mai fatti ai tempi”.

Forse serviva anche qualcuno che dicesse le cose chiare e tonde come voi due, anche se lei non si è certo trattenuto neanche da solista.

“Forse. D’altronde della sinistra non si hanno notizie. Speriamo che riparta, e che lo faccia da topi e scarafaggi. Intendo dai poveri e chi è in difficoltà. Altrimenti altro che antipasto il prosciutto e Meloni”.

E siccome il governo vuole calare le tasse, approfittiamo per farla pagare a lei, una tassa. Ovvero, la inevitabile domanda su Fedez.

“E che devo dirle? Per fortuna sta bene. Non siamo mai stati così amici come ora. Devo dirle altro?”.

Per quanto ci riguarda va benissimo così. Tornando alla canzone, le cose vanno così male?

“Ma guardi, in realtà la canzone è ottimista, proprio perché vedo che qualcuno prova ancora a ragionare e che ci sono ragazzi che s incavolano”

Una saggezza da venerato maestro del rap.

“Se fa riferimento alla famosa frase di Arbasino sugli stadi della vita di una persona, devo dire che io e Jad vogliamo intensamente stare su un altro gradino. E diciamo che non è quello di brillante promessa”

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